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Ebosse, da scommessa a risorsa: il Toro scopre il suo braccetto mancino

Andrea Croveri
Andrea Croveri Redattore 
Il difensore convince D'Aversa, Petrachi sorride

Enzo Ebosse non è arrivato al Torino in punta di piedi. Il suo è stato un acquisto chiuso sul gong del mercato invernale da Petrachi, sembrando quasi una soluzione d’emergenza per una squadra che cercava con urgenza un braccetto mancino e che aveva già visto sfumare diversi obiettivi. Un’operazione che inizialmente ha fatto storcere il naso a molti: la carriera del difensore è stata pesantemente condizionata dagli infortuni - tre rotture del legamento crociato - e le presenze tra Udinese e Verona sono state poche e discontinue. Anche in granata l’inizio non è stato immediato. Ebosse ha dovuto aspettare il suo momento: la prima vera occasione è arrivata all'ultima partita in granata di Marco Baroni che lo ha lanciato titolare contro il Genoa. Da lì in poi il difensore ha iniziato a guadagnare spazio, confermandosi poi tra i titolari anche con D’Aversa.

Crescita graduale, prestazioni convincenti

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Nella sfida contro il Napoli il Torino nel complesso non ha brillato: la differenza di qualità tra le due squadre è emersa in modo piuttosto evidente e l’attacco partenopeo rappresenta un cliente scomodo per chiunque in Serie A. In questo contesto, però, la prestazione di Ebosse è stata comunque incoraggiante. Il suo piede mancino è una caratteristica importante nel sistema di D’Aversa, che lo vuole coinvolto anche nella fase di costruzione dal basso. Nonostante l’avversario di alto livello, il difensore non ha sfigurato, mostrando solidità e qualche segnale positivo anche nella gestione del pallone. Diamo allora uno sguardo più da vicino alla sua partita attraverso i dati forniti da Sofascore.

Il primo elemento che emerge è il minutaggio: novanta minuti giocati con grande intensità contro uno degli attacchi più pericolosi del campionato e che è riuscito a colpire due volte. Tuttavia, la heatmap e i dati relativi a tocchi e passaggi raccontano un aspetto interessante: Ebosse è stato coinvolto con continuità nel gioco del Torino: non solo un braccetto chiamato a difendere, ma anche un riferimento per far partire l’azione e accompagnare lo sviluppo della manovra.

Dopo le prime settimane di adattamento, Ebosse sembra aver trovato continuità. Nelle ultime tre partite è sempre partito titolare e nelle due più recenti ha giocato tutti i novanta minuti. Tra le prove più convincenti va ricordata anche quella contro la Lazio, altro avversario ostico. In quella occasione il difensore ha offerto una prestazione solida, contribuendo a dare stabilità a una difesa che durante la stagione ha quasi sempre faticato. Il percorso è ancora lungo e i margini di miglioramento non mancano, ma dopo un arrivo accolto con un po' di scetticismo, Ebosse sta iniziando a dimostrare di poter diventare una risorsa utile per il Torino.