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La scuola al Real Madrid, poi il Benfica: chi è Obrador, obiettivo per la sinistra

Piero Coletta
Esplosività, corsa e la scuola Real Madrid: ecco il profilo dello spagnolo che piace a Petrachi per Baroni

E' in dirittura d'arrivo l'affare tra il Benfica e il Torino per Rafa Obrador. Il terzino 21enne potrebbe essere il primo acquisto della nuova era di Gianluca Petrachi alla direzione del club granata. Un profilo di qualità, Under 21 spagnolo, che con José Mourinho non sta però trovando spazio, chiuso dall’ex Roma Dahl. Dovrà dunque ritrovare la condizione, ma questo spetterà al lavoro quotidiano dello staff di Baroni. Prima, però, deve arrivare la fumata bianca: serve convincere anche il Real Madrid, che sul giocatore ha mantenuto il diritto di recompra dopo averlo ceduto in estate come contropartita nell’operazione che ha portato nella capitale iberica Alvaro Carreras. Il Toro lo preleverà in prestito con diritto di riscatto. Siamo alle ore decisive.

Obrador: la carriera del giocatore

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Il terzino classe 2004 di Campos (Spagna) ha iniziato la sua carriera nel CE Campos nel 2008. Vi è rimasto fino al 2014, quando è approdato nel Mallorca. Qui il terzino ha avuto modo di esordire anche in Liga, precisamente contro l'Osasuna a soli 16 anni. Quella però è rimasta l'unica apparizione con i Piratas. Nel 2020 c'è il passaggio al Real Madrid, dove si è diviso tra le giovanili e poi nella seconda squadra dei Blancos, il Castilla. Nel 2024/25 si aprono le porte del calcio dei grandi per il giocatore, che si accasa a titolo temporaneo al Deportivo La Coruna, in Segunda Division. Diventa titolare nella squadra allenata prima da Idiakez e poi da Gilsanz, trovando finalmente spazio. A fine stagione il giocatore saluta il club spagnolo con un post su Instagram e viene ceduto al Benfica, dove viene aggregato in prima squadra. Il club lusitano ha investito cinque milioni su di lui, anche se al momento non ha trovato molto spazio. Solo una presenza, ma va anche detto che il titolare su quella fascia è Samuel Dahl, ex Roma che ha trovato continuità con 2 gol e 1 assist.

Obrador: le sue caratteristiche

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Che giocatore è Obrador? Classe 2004, lo spagnolo predilige il piede mancino (caratteristica che nella difesa attuale del Torino manca) ed è alto intorno ai 180 cm. Il ruolo naturale del ventunenne è quello del terzino in una line a quattro, ma può anche essere utilizzato come esterno in un 3-5-2. Un elemento quindi che si sposerebbe bene con il piano tattico di Baroni, senza portare a cambiamenti improvvisi o a snaturare moduli e ruoli (vedasi heatmap stagionale col Deportivo La Coruna 24/25).

Sicuramente uno dei punti di forza del giocatore è la propensione alla fase offensiva. Secondo i dati Sofascore e sempre prendendo come punto di riferimento la stagione con il club spagnolo del Deportivo, Obrador ha dimostrato questa tendenza. La percentuale dei dribbling è del 54,9% (28) e la precisione dei passaggi è dell'80%. Questi due dati dunque chiariscono come si stia parlando di un terzino con doti offensive. Nel corso della stagione ha creato 13 occasioni. Il dato negativo però è quello relativo ai cross. Obrador spesso si fa trovare in posizione di traversone, ma pecca molto a livello di pulizia: infatti la percentuale è del 31,4%. Tuttavia questi dati non vanno ad incidere negativamente sulla fase difensiva. La percentuale dei duelli vinti è del 55,7%, un dato assolutamente nella media. Buona anche la precisione nei tackles, che si aggira sul 63,2%. Si impegna attivamente sia nella fase di recupero che di pressing. Gli intercetti sono 19, i recuperi 118. Non sorride il dato relativo ai duelli aerei, dove la percentuale è molto bassa: 41,5%.

Giocatore in fase embrionale, ma futuribile

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Cosa ci lascia questa analisi di Obrador? Sicuramente stiamo parlando di un giocatore con una buona base alle spalle, come testimoniato dai dati elencati, su cui costruire. Inoltre si sposerebbe bene con il 3-5-2 di Marco Baroni. Si tratta però di un giocatore ancora in fase embrionale. I numeri sono nella media, ma c'è molto da migliorare. Al momento infatti il contributo offensivo si riduce ad un solo assist e questo si può collegare alla poca precisione nei cross. Proseguendo, non è ancora da considerare uno dei principali "creatori" di occasioni e a livello fisico tende a soffrire la fisicità. C'è un dato incoraggiante però: in carriera non sono stati registrati infortuni muscolari con una certe ricorrenza. L'unico infortunio di una certa identità è stata una lesione al legamento collaterale nella precedente annata in Spagna, dove era stato out per 24 giorni. Il profilo però resta da apprezzare.