Arriva una brutta sconfitta per il Torino contro il Bologna. La vittoria dei felsinei acuisce il periodo davvero negativo dei granata, che sembrano essere totalmente in bambola e in difficoltà sia sul piano tecnico e sia su quello mentale. E ora la squadra di Baroni è costretta per forza di cose a guardarsi indietro: il Lecce ha vinto contro il Cagliari e ha assottigliato la soglia salvezza. Ecco le tre sentenze di Torino-Bologna 1-2.

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Le tre sentenze di Torino-Bologna: horror in casa. E se non segna Vlasic…
Rendimento horror in casa: l'Olimpico non è un fortino
—Per una squadra che ha sempre fatto del proprio stadio un fortino, trascinata da una tifoseria viscerale, il rendimento casalingo attuale è da considerarsi horror. Nelle tredici gare di Serie A disputate tra le mura amiche, i granata hanno raccolto appena 14 punti, frutto di quattro vittorie e due pareggi: un bottino misero che evoca spettri del passato. Per ritrovare un numero così elevato di KO interni bisogna tornare indietro di quasi vent'anni: sotto la gestione di Urbano Cairo, solo nel 2006/07 il Torino aveva collezionato tante sconfitte in casa dopo 25 giornate. In quella stagione arrivò una salvezza risicata a quota 40 punti, nonostante un totale di ben 18 disfatte complessive. Fuori casa le cose vanno meglio, ma nemmeno più di tanto. La classifica d'altronde parla chiaro. Il clima di contestazione pesa, ma fino ad un certo punto.
Marianucci, giocatore altalenante
—Il difensore ex Empoli è arrivato con la formula del prestito secco dal Napoli, dove non aveva trovato molto spazio. Contro il Lecce era stato gettato subito nella mischia e in poco tempo si è preso la titolarità. Eppure questa sua esperienza al momento è costellata da alti e bassi. Se le qualità del giocatore non sono in discussione e ci sono comunque degli ampi margini di crescita, qualche errore è stato commesso. Basta vedere solo la gara contro il Bologna: Rowe è un cliente scomodo, l'inglese è stato tra i migliori. Il difensore non è mai riuscito a stargli dietro e sul gol di Castro, bello per il valore tecnico, si lascia sommergere dalla fisicità e dalla velocità dell'argentino. C'è ancora da affinare molto e sicuramente serve tempo: che forse al Torino, in questo momento, manca.
Se non segna Vlasic... chi segna?
—Altro nocciolo della questione in casa granata è la scarsa vena realizzativa. Al momento il Torino ha segnato 25 gol, pochi se si pensa al buon potenziale offensivo che i granata hanno. Zapata, Adams, Simeone, Njie come mina vagante e ora Kulenovic. Però di questi giocatori solo Simeone e Vlasic hanno trovato la rete con "costanza". L'argentino ha segnato 5 gol, ma non va a segno dalla gara contro il Verona al Bentegodi (0-3 per il Torino). Il croato ha segnato 6 reti e a livello personale è la migliore annata. Il gol contro il Bologna porta la sua firma, nell'unica vera occasione della gara. Da mezzala ha segnato più di Simeone e Adams. Zapata sta ancora cercando la forma migliore e Njie funziona meglio a gara in corso. Kulenovic è ancora da scoprire, ma la verità è che se non segna l'ex West Ham il Torino non trova il gol.
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