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Milan-Torino 3-2: 2’ di blackout costano cari ai granata

Piero Coletta
Piero Coletta Redattore 
Triplice fischio a San Siro: i granata dopo un buon primo tempo cadono sotto i colpi dei rossoneri. Inutile la rete della speranza di Vlasic

Una costante nella stagione del Torino: i blackout. È proprio lo spegnimento della luce in casa granata a condannare la truppa di D'Aversa alla sconfitta. Gli ospiti giocano un buon primo tempo, reagendo anche allo svantaggio firmato Pavlovic con Simeone. Nella ripresa però sono proprio quei due minuti a indirizzare la gara verso i rossoneri con Rabiot e Fofana tra il 54' e il 56'. Inutile la rete su rigore di Vlasic: i granata da San Siro escono sconfitti, in casa Milan in campionato la vittoria manca dal 1985. Non è questo il dato preoccupante, bensì il ritorno dei famosi blackout già visti nella gestione Baroni.

Le scelte: Allegri sceglie Fullkrug, D'Aversa inserisce Prati

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Classico 3-5-2 per Massimiliano Allegri, che deve fare i conti però con l'assenza di Leao. Tra i pali c'è Maignan e nel reparto difensivo spazio a Tomori, De Winter e Pavlovic. Sulle fasce torna Bartesaghi a sinistra, con Saelemaekers sull'out destro. Modric in cabina di regia, completano il reparto Fofana e Rabiot. In avanti il tecnico sceglie Fullkrug al posto di Leao, supportato da Pulisic.

D'Aversa conferma il 3-4-1-2 già visto nelle precedenti uscite. Paleari in porta, difeso da Coco Ismajli ed Ebosse. Ancora panchina dunque per Maripan. Rispetto alla gara contro il Parma il tecnico rilancia Prati in cabina di regia, affiancato da Gineitis. Obrador a sinistra e Pedersen a destra completano la metà campo. A fare da raccordo tra centrocampo e attacco c'è Vlasic. In attacco giocano Zapata (300 presenze in Serie A) e Simeone.

Il primo tempo: buon Toro, ma il Milan è cinico

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I primi quindici minuti della prima frazione di gioco sono all'insegna del Torino. L'approccio degli ospiti è buono, con gli undici titolari di D'Aversa molto propositivi in avanti e cattivi sulle seconde palle. Il Milan fatica a trovare i propri riferimenti, complice la forte pressione dei granata. Molto cercato Vlasic, che non lesina nello scendere direttamente a centrocampo per ricevere la palla. Non è da meno anche l'apporto di Zapata, sempre pronto a battagliare in avanti. La prima occasione della gara nasce proprio dai piedi di Vlasic. Il croato al 10' verticalizza splendidamente su Pedersen, che taglia fuori un sorpreso Bartesaghi. Il norvegese temporeggia in area di rigore e serve poi Prati, che calcia di prima mettendo alto. Tre minuti dopo è lo stesso Vlasic ad essere protagonista su un cross leggermente deviato di Pedersen. L'ex Zagabria anticipa anche Maignan, ma non riesce a deviare in porta. Il momento non positivo del Milan viene notato da Massimiliano Allegri, dato che i granata continuano a macinare gioco e ad essere sempre i primi sulle seconde palle, ma anche poco precisi a livello tecnico. Dall'altra parte il Torino non accenna a diminuire la pressione, la squadra di D'Aversa si fa preferire anche per la fluidità della manovra rispetto ad un Diavolo dal gioco diametrale e prevedibile. Proprio il buon possesso palla dei granata porta i granata a collezionare un'altra occasione al 29': Gineitis riceve palla totalmente libero a centrocampo e avanza. Il Milan non è messo bene, ma il lituano non serve i più liberi Zapata e Obrador andando a calciare dai venti metri. Maignan para. Il Torino meriterebbe il vantaggio ed è questa forse la colpa più grande dei primi quarantacinque minuti di gioco dei granata. Il Milan dal nulla si sveglia con un bolide al 36' di Rabiot su cui si avventa in tuffo Paleari, ma è sul prosieguo dell'azione che i rossoneri spezzano l'equilibrio. Coco respinge centralmente un cross e sulla ribattuta arriva Pavlovic. Il difensore non ci pensa due volte: stoppa la palla e con un collo esterno disegna un siluro che batte Paleari. La risposta del Torino c'è ed è veemente. Zapata impegna Maignan in diagonale, ma nel finale i granata riacciuffano il pari con un gol meritato. Vlasic dal limite calcia, Maignan para e la sfera prima sbatte sul palo e poi sul francese. Simeone è lì, puntuale a siglare la terza rete in quattro gare. L'ultima emozione di un primo tempo godibile.

Secondo tempo: uno-due rossonero, Vlasic non basta

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Il secondo tempo si apre con un cambio tra i padroni di casa. Allegri sostituisce Tomori, in difficoltà su Zapata nel primo tempo e con un'ammonizione sul groppone, con Athekame. Il Milan così passa al 4-3-3, un modulo che Allegri aveva già testato contro la Lazio la settimana scorsa. Il nuovo assetto spinge in avanti i rossoneri, sorpresi da un approccio così aggressivo. I rossoneri vengono premiati al 54': Modric affetta la difesa granata con un pallone filtrante per Pulisic. Prati viene sorpreso dal movimento dello statunitense, che in area di rigore mette in mezzo un pallone su cui si avventa Rabiot. Il francese deve solo spingere in porta con la coscia, ma nella circostanza è pessima la marcatura di Pedersen, che arriva in ritardo. Il gol stordisce il Toro, il Diavolo ne approfitta. Un minuto dopo Athekame recupera una respinta di Ismajli e serve in area Fofana. Il centrocampista ha il tempo di stoppare, girarsi e punire con il piatto destro Paleari. Qui però a sbagliare è tutta la retroguardia, che non accorcia sull'ex Lione. Uno schiaffo terribile per il Torino, con D'Aversa che chiama subito due cambi: spazio a Ilkhan e Adams per Prati e Zapata. I ritmi si abbassano, merito della banda di Allegri che può metterla sul piano della gestione, ma anche ringraziando Maignan, protagonista al 67' con una parata straordinaria sul tiro di prima di Simeone. Allegri richiama forze fresche dalla panchina con l'inserimento di Ricci e Nkunku per Fofana e Fullkrug. Nei granata D'Aversa si gioca la carta Casadei per Gineitis, nel tentativo di portare più peso all'attacco. Allegri concede anche minuti a Gimenez per Pulisic. I granata hanno la palla per riaprire la sfida all'80': un minuto prima Pavlovic colpisce con la mano Simeone in volto, che cade in area. Fourneau inizialmente lascia proseguire, ma la revisione al VAR porta all'assegnazione del rigore. Vlasic è glaciale dal dischetto spiazzando Maignan all'82'. L'inerzia psicologica cambia e anche D'Aversa ci crede: il tecnico inserisce Kulenovic e Nkounkou per Ebosse e Obrador. I granata passano così al 4-3-1-2, tutto per tutto. Allegri opta per rinfoltire la retroguardia mandando in campo il classe 2006 Odogu per Saelemaekers. I granata però non sono mai pericolosi, anzi è il Milan ad avere l'occasione di chiudere la gara con l'ex Ricci. Il Milan porta a casa i tre punti, importanti in chiave Champions. I granata, pur restando in gara fino alla fine, non riescono a riacciuffare il pareggio. Il Torino paga i due minuti di disordine, decisivi poi ad indirizzare la partita. La vittoria della Cremonese nel pomeriggio porta la zona rossa a meno sei: dopo la sosta, le partite con Pisa, Verona e Cremonese diranno tutto o quasi sul finale di campionato.