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Non è solo questione di empatia: anche i numeri inchiodano Baroni contro Vanoli

Andrea Calderoni
Andrea Calderoni Caporedattore centrale 
La domanda a otto mesi dalla scelta della presidenza Cairo di allontanare Vanoli per Baroni sorge spontanea: ne è valsa la pena?

Davvero Paolo Vanoli avrebbe fatto peggio di Marco Baroni da luglio 2025 a febbraio 2026? La risposta certa non l'abbiamo, però si può dire che è difficile ipotizzare un Torino più amorfo di quello fin qui commentato. Al 6 febbraio la squadra granata è fuori da praticamente tutti i giochi e dopo la vittoria sul Lecce, a meno di harakiri clamorosi, veleggia verso la salvezza (rispetto a 10 anni fa è utopistico pensare che possa essere fissata a quota 40 punti). Il paragone tra Vanoli e Baroni non strizza assolutamente l'occhio a quest'ultimo e di conseguenza, alla vigilia della partita contro la Fiorentina, torna di moda l'argomento più succoso dell'estate scorsa: l'allontanamento di Vanoli da parte del presidente Urbano Cairo. Il finale deludente dello scorso campionato costò molto caro a Vanoli e probabilmente costarono ancor più care alcune dichiarazioni dell'attuale tecnico della Fiorentina, il quale, vale ricordardarlo, fu accusato dal presidente granata di allenare più i tifosi che la squadra. Di facciata Vanoli e Cairo si sono salutati in modo garbato e cordiale, però è chiaro che l'evoluzione dell'esperienza in granata di Vanoli non può che aver lasciato parecchio amaro in bocca al tecnico soprattutto per il nefasto epilogo.

Vanoli e Baroni, il confronto nel cuore dei tifosi

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Il successore di Vanoli si è dimostrato alquanto diverso. In primo luogo si è dimostrato molto meno empatico e questo non ha mai fatto scattare il feeling tra la piazza e l'allenatore. La mancanza di empatia poteva essere superata dalle prestazioni e dai risultati, in realtà il Torino messo in campo da Baroni è apparso una squadra lontana anni luce da quelle che sono le prerogative di calcio dello stesso tecnico. Insomma anche nel rettangolo verde non si è innescata quella miccia in grado di accendere gli spiriti. Tutto questo si sta traducendo nella stagione sopra descritta. Il Torino di Baroni sta passando alla storia come un Torino amorfo. Lo stesso aggetivo non può valere per il Torino di Vanoli versione 2024/2025. Premesso: nemmeno Vanoli ha ottenuto grandi risultati in termini sportivi, anzi i suoi risultati potrebbero essere tutti migliorati da Baroni. Però, il Torino di Vanoli non è stato amorfo nella scorsa stagione. Ha avuto una partenza fulminea, ha pagato psicologicamente l'infortunio di Zapata, si è rialzato e poi si è sconnesso per questioni mai fino in fondo chiarite. La squadra di Vanoli è apparsa a più tratti passionale, non sembra bella da vedere, ma stimolava la simpatia del tifoso, così come stimolava sentimenti positivi al tifo granata l'ex allenatore del Venezia.

I numeri dicono che Vanoli è avanti a Baroni

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Lasciata da parte la pura componente emotiva, i numeri attuali dicono che Baroni in 23 giornate ha raccolto 26 punti, occupa il 13° posto, ha vinto 7 partite e ne ha perse 11, ha segnato appena 22 gol e ne ha subiti addirittura 40. I numeri di Vanoli nel 2024/2025 dopo 23 partite di campionato recitavano: 27 punti, 11° posto, 6 vittorie e 8 sconfitte, 24 gol fatti e 27 subiti. In altre parole sono nel numero di vittorie Baroni è avanti a Vanoli. Per tutto il resto dopo due terzi è dietro: dai punti ai gol fatti, dalla posizione ai gol subiti fino al posto nel cuore dei tifosi granata. Alla vigilia della sfida contro la Fiorentina diventa dunque spontanea la domanda: Cairo, ne è valsa la pena?