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TURIN, ITALY - DECEMBER 10: Cesare Casadei of Torino FC during the Torino FC Training Session at Stadio Filadelfia on December 10, 2025 in Turin, Italy. (Photo by Stefano Guidi - Torino FC/Torino FC 1906 via Getty Images)
Quella che avrebbe dovuto essere la stagione dell’esplosione, preludio alla consacrazione, per Cesare Casadei si sta trasformando invece in un enorme punto interrogativo. Le premesse erano altre, considerando il fatto che il centrocampista ha avuto tutto il tempo necessario per riadattarsi al calcio italiano dopo la parentesi inglese tra Chelsea e Leicester City. E i primi sei mesi con Vanoli avevano scritto un preludio molto positivo. A quasi un anno dal suo approdo in granata il quadro è diverso. Partito da titolare, nell'ultimo periodo è stato scavalcato nelle gerarchie, soppiantato dal nuovo Vlasic e dal reintegro in campo di Gineitis. Ora c’è il mercato e, si sa, il mese dei trasferimenti non va mai sottovalutato.
"Ha avuto un momento di appannamento e ci sta per un giocatore che sta giocando da un anno. Poi Vlasic ha trovato una collocazione importante e stiamo lavorando sulla parte sinistra. Il ragazzo comunque è un giocatore pronto per noi". Queste sono state le dichiarazioni del tecnico granata sull'argomento. Parole che non hanno chiuso la porta in faccia all'ex Inter e Chelsea, tanto da reputarlo una pedina importante.
La situazione attuale però è sotto gli occhi di tutti. Ormai sono quattro le gare in cui viene relegato in panchina, nell'ultima contro il Cagliari non è nemmeno sceso in campo. Un quadro che deve per forza richiamare all'attenzione. Viene dunque da chiedersi cosa ha portato a questo momento.
Può essere una chiave di lettura, come sottolineato da Baroni. Effettivamente il giocatore sta giocando con i grandi da un anno. L'esperienza oltre la Manica è stata particolare, perché si è divisa tra Chelsea, il prestito al Leicester e ancora Blues con le prime gare tra i grandi. L'arrivo a Torio è stato positivo, vuoi perché solitamente i nuovi arrivati sanno essere impattanti e forse anche per il lavoro di Vanoli.
Certo è però che l'idea di gioco d Baroni non si discosta più di tanto da quella dell'attuale tecnico viola. Due allenatori votati all'attacco e che hanno bisogno dei gol da parte dei centrocampisti. Forse l'unica differenza è la richiesta difensiva di Baroni, ma fino ad un certo punto. Dall'altra parte Vlasic, in un ruolo inedito come aveva sottolineato in una dichiarazione post gara, ha già trovato la via della rete cinque volte. L'esperienza conta? Assolutamente sì. la qualità del giocatore anche? Certamente.
Però anche da parte di Casadei stesso, non c'è stato nessun segnale di miglioramento. Le prestazioni fornite difficilmente hanno dato nell'occhio. Solo un gol in questa stagione, tra l'altro in Coppa Italia contro il Pisa, di testa. L'unica firma arrivata per inserimento, che dovrebbe essere un marchio di fabbrica per un elemento che, soprattutto in Primavera, era noto per questa sua bravura.
Un momento di appannamento? Possibile. Il ruolo del centrocampista è tra i più difficili da assimilare sotto molti punti di vista. È anche vero però che, da parte dello stesso giocatore, non ci sono mai stati momenti in cui si sono intraviste le sue qualità. Baroni nella conferenza stampa ha spento un po' le fiamme. Ma per quanto?
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