E ora come si fa a lasciarlo fuori? Ma, soprattutto, come mai non si è avuto il coraggio di rischiarlo prima? Interrogativi che devono portare a nuove risposte da Emirhan Ilkhan, dopo quelle parecchio positive di Roma. Il suo gol è valso il passaggio ai quarti e ora la titolarità in regia è praticamente indiscussa, con un Asllani sempre più lontano da Torino. Scopriremo se il turco, dopo le prime avvisaglie, rientrerà nel gotha degli imprescindibili, dove ora staziona Nikola Vlasic, che dopo 5 gol in 6 partite sul tramonto del 2025 ha abituato bene i suoi tifosi, i quali sperano di rivederlo esultare anche nel nuovo anno. Ma il suo mestiere va ben oltre la zona gol, con un lavoro dispendioso in entrambe le fasi. Sul versante mancino, Baroni dovrà compiere una scelta tra Gvidas Gineitis, titolare da qualche settimana a questa parte e assente contro l’Udinese solo per problemi fisici, oppure assecondare il ritorno di fiamma di Cesare Casadei che, nelle ultime tre partite giocate, ha segnato due gol e mezzo: i centri contro Verona e Udinese e lo stacco di testa che ha portato alla parata di Svilar prima del tap-in di Ilkhan. Novità per quanto riguarda gli esterni, con Pedersen che, dopo essersi infortunato al ginocchio contro il Cagliari, è pronto alla prima convocazione del 2026, ma difficilmente anche alla prima da titolare. Baroni dovrebbe continuare con Lazaro a destra e Aboukhlal a sinistra: il marocchino, da sicuro partente, ha giocato da titolare quattro delle ultime quattro. E ora, con il ritorno del norvegese, si sono rimescolate le gerarchie in casa granata?
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