Il Torino giocherà la prima gara dell'anno solare 2026 allo stadio Olimpico Grande Torino con l'Udinese nella giornata di mercoledì 7 dicembre. Una partita importante, dato che i granata si andranno effettivamente a giocare un pezzettino di chance per agganciare il treno Europa. La distanza, effettivamente è di appena tre punti. Sarà l'arbitro Maresca a dirigere la contesa. Un direttore di gara con cui i granata hanno un buon feeling in termini di vittorie, ma che nel recente passato ha fatto sollevare qualche polemica di troppo.
IL TEMA
Torino, i precedenti con Maresca: bilancio positivo, ma l’ultimo incrocio…
Il bilancio positivo e lo storico
—Fabio Maresca ha arbitrato per tredici volte il Torino. La prima volta risale alla stagione 16/17, con i granata che vinsero per 1-0 contro il Genoa. Da lì in avanti i piemontesi hanno ottenuto sei vittorie: l'ultima risale proprio contro l'Udinese nell'annata complicata 19/20. Finì 1-0. a lì in avanti sono arrivate due sconfitte e due pareggi. L'ultimo precedente è contro il Milan, alla prima giornata della scorsa stagione. Finì 2-2 e con molte polemiche.
Quanti episodi in quella gara
—Una partita che il Torino aveva aperto con l'autogol di Thiaw, dopo un palo colpito da Bellanova. La palla aveva varcato la linea, ma la goal-line technology, a causa di un malfunzionamento, non ha vibrato come di consueto e non ha avvertito l'arbitro. La correzione è poi arrivata, ma era evidente l’ingresso in porta del pallone. Questo nel primo tempo. Al 62', Maresca torna protagonista nel giudizio sul contrasto tra Coco e Morata. Il difensore granata entra in scivolata sull’attaccante spagnolo in area di rigore: Morata chiede il provvedimento, e Maresca indica subito il dischetto. Anche in questo caso la valutazione risulta errata, perché Coco prende chiaramente la palla: non può essere rigore. Il VAR interviene per la seconda volta, richiamando Maresca; dopo aver visto le immagini al monitor, l’arbitro cambia idea e annulla la precedente decisione. Nel finale, ha suscitato discussione anche il recupero. Gli otto minuti assegnati al termine del secondo tempo continuano a sembrare eccessivi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

