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TURIN, ITALY - FEBRUARY 01: Lassana Coulibaly of US Lecce runs with the ball while under pressure from Nikola Vlasic of Torino during the Serie A match between Torino FC and US Lecce at Stadio Olimpico di Torino on February 01, 2026 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)
“Nel primo tempo l’abbiamo fatto finché ci sono state energie… Poi prevaleva il desiderio e il timore di portare a casa il risultato”.Le parole di Marco Baroni fotografano bene Torino-Lecce: un 1-0 che vale tre punti, ma che lascia anche un retrogusto chiaro. Il Toro ha costruito abbastanza per chiuderla prima, e non l’ha fatto. I numeri di sofacore dicono che le occasioni in Torino-Lecce non sono mancate.
La squadra granata chiude con 17 tiri contro i 14 del Lecce, ma soprattutto con un dato che pesa: 4 grandi occasioni a 0. La partita si decide con il gol di Che Adams, ma il vantaggio resta “solo” di un gol perché i granata sprecano 3 grandi chance dopo quella trasformata. Anche la qualità delle conclusioni racconta la stessa storia: 5 tiri in porta a 2. E tante conclusioni da posizione favorevole, con 12 tiri dall’interno dell’area (Lecce 5). In altre parole: il Toro arriva dove può fare male, però non dà il colpo finale. Il tema che Baroni mette sul tavolo emerge nel flusso del match. A livello di possesso il Torino resta sotto (42% contro 58%) e anche nei passaggi complessivi: 241 passaggi precisi contro 345. Il Lecce palleggia di più e si prende campo, mentre il Torino accetta una fase più “reattiva”, cercando di difendere e ripartire. Il rischio, così, è trasformare una partita controllabile in una partita lunga.
E infatti la pressione degli ospiti si vede soprattutto negli episodi da palla ferma e nella continuità territoriale: 8 calci d’angolo Lecce contro 3 del Torino. Qui però arriva la nota positiva: il Toro, pur abbassandosi, non concede vere occasioni pulite. Lecce chiude con 0 grandi occasioni e appena 2 tiri nello specchio. La tenuta nasce da una mole di lavoro difensivo enorme: 42 chiusure difensive (Lecce 15), 8 intercetti (Lecce 2) e 30 contrasti totali contro 13. La sintesi è semplice: prestazione che c’è, solidità che regge, ma cinismo ancora intermittente. Se si costruiscono 4 grandi occasioni e si chiude il match con una vittoria di misura, inevitabilmente il finale diventa sporco e nervoso, esattamente come dice Baroni. Il passo in avanti è aver portato a casa la partita senza concedere vere chance. Il passo successivo è trasformare quel dominio nelle occasioni in un 2-0 che chiuda tutto prima.
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