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La crescita esponenziale del Torino femminile e le evidenti carenze agonistiche
Se per un'ora di gioco rimani in vantaggio, contro una capolista imbattuta e a punteggio pieno, e poi nell'ultima mezz'ora subisci quattro gol, la mente inevitabilmente fa due percorsi opposti: da una parte si meraviglia per la tua crescita esponenziale, che permette di raccontare qualcosa che fino a un mese prima sembrava impensabile, ma dall'altra si pone alcuni interrogativi: "A cosa è dovuto questo crollo?", "Cosa manca ancora per raggiungere quel livello di agonismo necessario per restare competitivo per 90'?". Nelle prossime righe proveremo ad analizzare entrambi gli aspetti, arrivando al tentativo di dare una risposta a questi interrogativi che rappresentano la chiave affinché il Torino femminile possa essere una formazione temibile a tutti gli effetti nel campionato di Serie C.
Partiamo dal positivo: la stessa squadra che alla prima in campionato perdeva 6-1 senza mostrare segni di gioco o possibilità offensive, arrivati alla settima di Serie C è stata in grado di rimanere in vantaggio per 57' contro la capolista. Il Moncalieri, ad oggi, è la formazione da battere: sette partite, sette vittorie e un cammino in discesa verso la promozione. Contro questa formazione, il Torino femminile ha mostrato non soltanto compattezza ma anche coraggio e carattere per giocare a viso aperto, attaccare e impensierire in più di qualche occasione la difesa avversaria. Già dai primi minuti le ragazze di Francini hanno lanciato il messaggio di non volersi mostrare attendiste ma di voler, invece, provare a fare il proprio gioco: così è stato e supportate da un pizzico di fortuna le due reti, prima quella di Saito e poi l'autogol di Bonaiuto, hanno spaventato il Moncalieri, trovatosi forse anche spiazzato dalla grande difficoltà registrata contro una squadra che ad oggi è ancora in zona play-out. Al 57', però, dopo il gol del pareggio, il Toro si è spento e da quel momento è iniziata la goleada della formazione ospite...
57', 65', 76' e poi 98'. L'ultimo gol un po' sintomo di una partita già conclusa, ma le tre prima sono significative: circa un gol ogni dieci minuti in una partita che per un'ora ha avuto un andamento completamente diverso. Dal momento della rete del 2-2, il Toro è sembrato incapace di mettere in difficoltà la formazione avversaria o anche di fermarne le offensive. Una squadra inerme, come fosse consapevole che da quel momento in poi non ce l'avrebbe più fatta. Forse in parte l'atteggiamento dell'ultima mezz'ora non è stato dei migliori, ma è poco rilevante per una squadra che in questa stagione sta raggiungendo risultati sicuramente anche grazie alla propria qualità ma soprattutto con il cuore, la grinta e lo spirito. L'aspetto che più va analizzato, e che è immagine non soltanto di questa partita ma anche di quelle precedenti, è che la formazione di Francini, arrivata intorno all'ora di gioco, cambia completamente volto, passando da essere una squadra ricca di brio a perdere completamente le forze per opporsi, finendo in balia del gioco avversario. Questo è il risultato di una squadra che se vuole fare quel salto che il carattere e le qualità vorrebbero deve lavorare tanto per guadagnare quell'agonismo e quella prontezza fisica che il campionato di Serie C richiede. Perché a livello di qualità, il Torino femminile potrebbe non avere rivali. E questo è ancora più positivo se si pensa che è una formazione estremamente giovane: contro il Moncalieri tutte le ragazze convocate sono nate dal 2000 in poi, e figuravano una 2008 e tre 2006 tra le titolari. Dati che mostrano il preziosissimo lavoro svolto da Francini e dalle sue ragazze, che ora, però, devono riuscire a raggiungere quell'agonismo necessario per far sì che un'ora di gioco in vantaggio contro la capolista si trasformi in una vittoria, e non in una goleada da parte delle avversarie.
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