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Toro, Maripan e l’occasione di rientrare da titolare

Matteo Curreri
L’assenza di Ismajli apre uno spiraglio per il cileno dopo le recenti panchine

Le ultime ore in casa Torino hanno portato novità per quanto riguarda il reparto difensivo. Le sei reti incassate a Como hanno certificato problemi che stanno condizionando negativamente la stagione. I 40 gol subiti, con una media di 1,81 a partita, ne sono il risultato più lampante. Petrachi ha cercato di fornire una prima risposta a questa emorragia pescando dal Brasile il classe 2003 Tchoca. Poi, a distanza di qualche ora, è arrivata l’ufficialità del rinnovo fino al 2029 di Saul Coco. Due primi segnali in vista di una gara da dentro o fuori come quella di domenica alle 12.30 contro il Lecce, a tutti gli effetti uno scontro diretto che, in caso di mancata vittoria, può generare scenari impensabili fino a pochi mesi fa. Contro i salentini Baroni dovrà fare a meno di Ardian Ismajli per un interessamento distrattivo parziale ai flessori della coscia destra, accusato contro il Como. Così come al Sinigaglia, al posto dell’albanese dovrebbe giocare Guillermo Maripan.

Assenze per scelta tecnica

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Il cileno ha vissuto due settimane particolari, ma non inedite. Già nella scorsa stagione Vanoli lo aveva lasciato in panchina per cinque gare consecutive tra novembre e dicembre, prima di diventare a tutti gli effetti il leader della difesa granata, giocando poi tutte le partite per 90 minuti. Marco Baroni, invece, ha fin da subito instillato un dubbio. “Non c’è assolutamente un problema con Maripan. Stasera ho fatto una scelta diversa, non dipendente dal giocatore in sé. Maripan è un giocatore forte e avrà spazio”, aveva detto il tecnico dopo il traumatico esordio in campionato in casa dell’Inter: la prima delle goleade subite in stagione, che Maripan ha osservato dalla panchina, giustificando l’assenza con la necessità di impiegare un centrale di piede mancino. Dalla gara successiva Baroni lo ha poi collocato al centro della difesa granata, autrice di prestazioni oscillanti, perlopiù tendenti al basso. La sua titolarità è rimasta inscalfibile almeno fino allo scorso 13 gennaio, quando Baroni, all’Olimpico, ha schierato Ismajli al centro della difesa e Tameze come braccetto di destra. Anche il cileno è stato della partita, subentrando all’albanese uscito per problemi fisici e in dubbio anche per la gara successiva di campionato, sempre contro i giallorossi.Alla fine Ismajli ha recuperato, ma anche in questo caso Baroni lo ha voluto al centro a fronteggiare il nuovo acquisto Malen, confermandolo in compagnia di Tameze e Coco. “Maripan è importante per la squadra, ma oggi ho preso questa scelta tecnica”.

Maripan di nuovo al centro

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Se nella conferenza di presentazione di Como-Torino Baroni sembrava orientato a ricollocare Maripan al centro (“ha sempre giocato, è sempre partito e domani darà il suo contributo”), per il cileno è arrivata invece una nuova panchina, la terza consecutiva. Poi è stato il corso degli eventi a rivederlo in campo in una partita orrorifica sul piano difensivo, subentrando a Ismajli dopo 20 minuti. A Como un suo tocco di braccio è diventato l’episodio che ha chiuso definitivamente i giochi, con il 3-0 da cui i padroni di casa hanno dato ufficialmente il via alla festa del gol. Un’umiliazione da cui il Toro, in ritiro questa settimana, è obbligato a ripartire per non vedere i sorci verdi. L’assenza di Ismajli può aiutare chi, come il Torino, ha bisogno di riscatto dopo diverse panchine. Maripan, che offre alcuni dei numeri migliori della Serie A — secondo negli 1vs1, nel recupero palla totale e nel primo terzo di campo — vuole condurre il Toro fuori da questo momento di grave impasse. Prima l’obiettivo minimo, che va dalla centralità individuale al mantenimento della categoria, poi il pensiero al contratto in scadenza il 30 giugno 2026, con opzione di rinnovo per un’altra stagione, a meno che questo fattore non porti a sconvolgimenti nel corso di questi ultimi giorni di mercato.