di Luca Sgarbi Andrea è un allenatore. Un bravo allenatore, al netto degli alti e bassi. Andrea potrebbe persino essere il tuo allenatore. O magari il condomino che si lamenta perchè scuoti la tovaglia con le briciole nel prato. Andrea divide. Non divide et impera, come facevano i romani. Divide e basta. Scontroso, bizzoso, poco diplomatico, controcorrente ma perfettamente all'interno...

di Luca Sgarbi

Andrea è un allenatore. Un bravo allenatore, al netto degli alti e bassi. Andrea potrebbe persino essere il tuo allenatore. O magari il condomino che si lamenta perchè scuoti la tovaglia con le briciole nel prato. Andrea divide. Non divide et impera, come facevano i romani. Divide e basta. Scontroso, bizzoso, poco diplomatico, controcorrente ma perfettamente all'interno del sistema. Però, pure vincente e capace, a Verona, di trasformare il bronzo in oro.

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MOURINHO. Andrea non è Mourinho perchè è amato a tempo dai suoi, talvolta alla follia come accade adesso nella città dei Montecchi e Capuleti. Puoi amarlo durante, ma non dopo. Perchè lui, a differenza del portoghese, non saluta. Divorzia. A Vicenza, Bergamo, Bologna, Padova, Siena, Sassuolo e Cluj-Napoca si va dall'odio aperto al fastidio. Come quella volta a Vicenza, nel 2008, in cui, in diretta su un tv locale vicentina, chiese all'intervistatrice se ai tifosi che lo avevano sfottuto fosse andato di traverso qualche gatto nello stomaco.

SCARAMANZIA. Andrea è scaramantico, molto scaramantico, e nello sport professionistico di certo non è solo in questa convinzione. Come quando, la mattina della penultima giornata del campionato 2008/09 - all'alba, cioè, di un Brescia-Sassuolo 4-2 decisivo per i playoff - si trovava in coda per il check-out nell'albergo bresciano sede del ritiro neroverde. Immaginate cosa successe all'anziano supporter sassolese (un arzillo 70enne, ndr) dopo un "Mister, auguri!" rivolto al nostro.

SCARAMANZIA E GIORNALISTI. E' molto controverso anche il rapporto con una prima firma della Gazzetta dello Sport per la serie B. Il tale viene "accusato" da Andrea di essere il suo personale porta-sfiga. Tanto che nelle interviste della vigilia di una gara del 2008-09, reagì con fatalismo ad un articolo sulla Gazzetta che titolava: "Sassuolo squadra del momento". Fatalista, ovvero: "Dopo l'articolo, possiamo anche non scendere in campo chè sappiamo tutti come andrà a finire", disse serio. Non pago di ciò, incontrò di nuovo il giornalista "incriminato" dopo quel Brescia-Sassuolo 4-2 che vi dicevo: "Non avevo dubbi che avrebbero mandato te", disse a lui e alla platea sbigottita (e divertita).

L'ANTI-DIPLOMATICO. Vicenza, ma non solo. Anche Cluj, perchè dopo aver centrato la versione minore del triplete nel 2010 (Campionato, Coppa e Supercoppa di Romania), venne esonerato a pochi giorni dall'esordio in Champions. La sua risposta, ad una radio di Verona, qualche mese dopo, non suonò troppo diplomatica: "Vaffanculo alla Champions League" (il video: http://www.youtube.com/watch?v=nPy5FZ0vUVA).
Anche il rapporto col direttore sportivo veronese, Mauro Gibellini, è abbastanza ruvido: "Gibellini? Ma lavora ancora per il Verona? Lui parla..."
Molto più diplomatico, invece, fu lo stato febbrile che lo impossibilitò, un mese fa, a rispondere alle domande dei cronisti dopo una sconfitta contro il suo ex Sassuolo (2-0).

LA PERLA. Inevitabile considerare, però, come il rapporto tra Andrea e la piazza di Verona sia un caso quasi unico - Spezia a parte - nella carriera del nostro. La personalità esibita a dispetto della timidezza di fondo, il suo saper parlare - soprattutto alla pancia - di una piazza che ha fame di grande calcio, fanno di Andrea il condottiero ideale di una squadra tutta temperamento: unione sancita nel celeberrimo "Ti amo terrone" (il video: http://www.youtube.com/watch?v=aKRhHPVYdBo). Simbolo di una città nata per far discutere, fieramente non banale. Insomma, uomo giusto al posto giusto.

(foto N.Campo)

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