Tra i volti più noti al pubblico degli appassionati di calcio di tutta Italia, ma in particolare di Torino, Carlo Nesti non è solo uno dei giornalisti maggiormente apprezzati negli ambienti dell'informazione sportiva, ma anche uno scrittore di successo. Impossibile definirlo diversamente, pur dopo la pubblicazione di un solo libro, quando questo ha visto ben sette edizioni in appena un paio d'anni (“Il...

Tra i volti più noti al pubblico degli appassionati di calcio di tutta Italia, ma in particolare di Torino, Carlo Nesti non è solo uno dei giornalisti maggiormente apprezzati negli ambienti dell'informazione sportiva, ma anche uno scrittore di successo.

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Impossibile definirlo diversamente, pur dopo la pubblicazione di un solo libro, quando questo ha visto ben sette edizioni in appena un paio d'anni (“Il mio psicologo si chiama Gesù”).

Ora, ecco nei negozi la sua seconda opera: “Il mio circuito si chiama Paradiso”, del quale è lo stesso autore a tracciare un'anteprima, sulle pagine del proprio sito (www.carlonesti.it), con la pubblicazione dell'introduzione al romanzo della quale pubblichiamo un passaggio particolarmente evocativo: “Nel libro, ho immaginato che a ogni anno della mia vita (e della vita in generale) corrisponda un chilometro del tragitto. Dal km. 0 al km. 9 l'infanzia, dal km. 10 al km. 19 l'adolescenza, dal km. 20 al km. 29 la giovinezza, e via di questo passo. E' una strada che sale e scende, offrendo motivazioni e tentazioni. Sul circuito, tutti i partecipanti hanno in comune soltanto una cosa, la più importante: luogo dell'inizio e della fine del viaggio. Non esiste nulla di competitivo, perché l'essenziale non è arrivare prima degli altri, e quindi essere veloci, ma ritrovare la pista, ogni volta che si esce di strada. Le auto sono differenti, come ciascuno di noi: sono variabili carrozzeria, cilindrata, telaio e gomme. Ma non si parla di handicap. Anche il mezzo, apparentemente, meno dotato, ha le stesse possibilità di tagliare il traguardo: dipende dalla saggezza della guida, sempre con il "navigatore" acceso”. Ne: “Il mio circuito si chiama Paradiso” sono raccontate storie che toccano le vite di tanti grandi personaggi dello sport, italiano ed internazionale; è sempre lo stesso Nesti a farne un elenco: Fausto Coppi; Nicolò Carosio; Omar Sivori; Giorgio Ferrini; Grande Torino; Nino Benvenuti; Emile Griffith; Italia-Germania 4-3; Johan Cruiff; Johan Neeskens; Paolo Rossi; Enzo Bearzot; Bruxelles 1985; Gaetano Scirea; Gigi Meroni; Vincenzo Mero; Cesare Maldini; Parma di Nevio Scala; Bruno Pizzul; Juve di Marcello Lippi; Urbano Cairo. Inoltre, l'autore annuncia anche che, all'interno, svela la verità su una domanda che tanti tifosi delle due compagini torinesi si sono spesso posti: “Per chi tifa Carlo Nesti?”.

Il volume, edito dalla Edizioni San Paolo, è già disponibile in libreria.

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