Fermi tutti! Non stiamo giocando a guardie e ladri, anzi non stiamo proprio giocando anche se lo vorremmo, perché quando si parla di calcio viene in mente come prima cosa il suo aspetto ludico e romantico.
Fermi tutti! Non stiamo giocando a guardie e ladri, anzi non stiamo proprio giocando anche se lo vorremmo, perché quando si parla di calcio viene in mente come prima cosa il suo aspetto ludico e romantico. Purtroppo sempre più spesso se ne parla in termini poco edificanti, in cui si prova vergogna ed indignazione per quello che sta succedendo, una triste realtà. Finora si sono sempre avuti forti sospetti che qualcosa non fosse del tutto corretto, si sono aperte e spesso mai chiuse inchieste scottanti, qualcuno è stato condannato ma, come spesso succede, sono stati colpiti solo i pesci piccoli. Ora nel mirino ci sarebbero alcuni massimi dirigenti calcistici, coinvolti attraverso delle intercettazioni telefoniche disposte dall'autorità giudiziaria. Di mezzo arbitri compiacenti che avrebbero “aggiustato” i risultati in campo, personaggi al di là di ogni sospetto, si fa per dire, Trefoloni, Dondarini, Dattilo, ma guarda un po', direttori di gara che hanno sempre lasciato strascichi polemici ogni volta che dirigevano partite scottanti. Dopo aver assistito a dubbie decisioni arbitrali restava l’amletica domanda: incapacità o malafede?
Partendo dal presupposto che le partite sono leali e il risultato viene deciso solo dalla bravura o meno dei suoi interpreti, si pensava, anzi si sperava, che fosse solo questione di qualche distrazione di troppo, invece sembra che non sia andata sempre così. Nessuno vuole essere giustizialista in un paese in cui vige lo stato di diritto, ma è giusto chiedere che venga a galla finalmente la verità e la trasparenza d’indagine. Si chiede una volta per tutte che coloro che hanno sbagliato, dai meno famosi ai più alti vertici, paghino, non con il carcere, ma con l'inibizione a non entrare mai più in uno stadio, di non nominare nemmeno per errore la parola calcio.
Giovedì al Filadelfia abbiamo vissuto una vera giornata all'insegna dello sport, lasciando il prato a disposizione dei tanti bambini che hanno voluto godersi una giornata spensierata. I nostri figli certi personaggi non li devono vedere mai più, in tv, sui giornali, a pontificare a destra e manca. Fuori, tornino a fare il capostazione, l'assicuratore, l'agente immobiliare, ma lascino perdere il calcio, questo va ripulito e riconsegnato alla gente, ai tifosi che non praticano violenza, ai calciatori che hanno talento di poter giocare liberamente senza essere costretti a fare scelte decise da procuratori compiacenti, con parenti importanti. Chi si è appropriato in modo indebito di questo calcio deve provare vergogna a guardare negli occhi tifosi e addetti ai lavori seri, stufi di passare per fessi o burattini da manovrare. Ad ogni modo non era affatto necessario arrivare alle intercettazioni telefoniche per capire come stavano le cose, ma visto che per colpire ci vogliono le prove, ebbene ora le abbiamo, facciamone buon uso. Il signor “Ci penso io” forse adesso ha bisogno di qualcun altro che lo tolga dai guai.
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