Barreto e Pasquale, due nomi ricorrentemente accostati al Torino, tanto che, soprattutto per il primo, si può utilizzare la ormai tanto abusata definizione di "telenovela".L'INTERESSE - L'interessamento per il bomber brasiliano classe '85, di proprietà dei bianconeri friuliani dal 2005, quando fu prelevato giovanissimo dal Treviso, è ormai un refrain talmente...
Barreto e Pasquale, due nomi ricorrentemente accostati al Torino, tanto che, soprattutto per il primo, si può utilizzare la ormai tanto abusata definizione di "telenovela".
L'INTERESSE - L'interessamento per il bomber brasiliano classe '85, di proprietà dei bianconeri friuliani dal 2005, quando fu prelevato giovanissimo dal Treviso, è ormai un refrain talmente noto che il DS Petrachi ed il collega bianconero Fabrizio Larini potrebbero concludere una trattativa persino comunicando a gesti. Ma, in questo caso, il problema non è certo la comunicazione, quanto piuttosto le richieste ritenute decisamente eccessive dalla dirigenza granata, che, pur non mollando mai del tutto la presa, ha sempre tergiversato in attesa che la Società dei Pozzo si smuovesse dalle richiesta di ben 3 milioni per la comproprietà del giocatore.
TIRA E MOLLA - Le continue richieste di sconto da parte dei granata, non hanno condotto a grandi risultati, anche perché Larini non è parso, fin da subito, eccessivamente bendisposto, infastidito, forse a ragione, dallo sgarbo del Torino che, nonostante gli accordi verbali (potremmo chiamarli gentlemen's agreements) intercorsi la scorsa estate, non ha riscattato Juan Surraco, l'esterno uruguagio, poi finito al Modena, che pur non aveva sfigurato sotto la mole, in quanto ritenuto evidentemente non prioritario da Ventura. Su queste basi, è da giugno che si cerca di raschiare sul fondo del barile, senza ricavarne granché, nemmeno da quando il Procuratore di Barreto, conscio del poco spazio che il suo assistito potrebbe avere nell'attacco friuliano, pur avendo recuperato dai problemi fisici che l'hanno costretto a giocare sole 7 partite in bianconero la scorsa stagione, ha apparentemente convinto la Società a lasciarlo partire.
NELLA LISTA DEI PARTENTI - Nella sostanza, comunque, è cambiato poco o nulla: Barreto è stato, di fatto, messo sul mercato, ma il prezzo è rimasto all'incirca lo stesso, e su quello i Pozzo non intendono transigere, non avendo, per loro fortuna, particolare necessità di liquidità né, ancor meno, di contropartite tecniche (vi ricordiamo che sono proprietari di ben 3 club professionistici: oltre all'Udinese, il Granada nella Liga spagnola ed il Watford, attualmente nella seconda divisione inglese). Insomma, in un mercato di vacche magre l'Udinese rappresenta una rara eccezione, una vetrina molto cara ed alla portata di pochi, persino per giocatori ai margini del progetto tecnico: basti pensare che Barreto non è stato neppure inserito nella famosa lista Champions! Eppure, tempo fa qualcosa si era smosso: Barreto, in maniera non dissimile da Cerci, vorrebbe ritrovare quel Giampiero Ventura che è stato il tecnico che più l'ha valorizzato, ed il pressing sulla Società pareva, per qualche giorno, aver avuto i suoi frutti.
IL PASSO INDIETRO - In seguito, un altro vigoroso stop: il DS bianconero Larini ci ha, infatti, confermato che qualsiasi trattativa è, allo stato attuale, da ritenersi inesistente e priva di fondamento. Non è chiaro, però, se l'intenzione della Società sia quella di trattenerlo come extrema ratio in caso di infortunio di altri attaccanti, di girarlo alle Società satellite o, in alternativa, di cederlo nelle ultimissime ore di mercato. Ad oggi, solo il Torino ha manifestato un interesse vivo per il giocatore, ed addirittura è di oggi la notizia di un probabile arrivo di Pozzi e Padelli in bianconero dalla Sampdoria.
Insomma, se Pozzi si accasa ad Udine, Barreto ha addirittura un ulteriore concorrente interno, e trattenerlo diventerebbe illogico persino per i Pozzo, a meno che la loro non sia una vera e propria posizione, una sorta di "boicottaggio" delle velleità granata, ancora per lo sgarbo di Surraco. Su questi presupposti, sembra ancora più difficile la possibilità che un altro "friulano" giunga al Torino, quel Giovanni Pasquale, terzino sinistro classe '82 nativo di Venaria Reale, che, come caratteristiche tecniche, servirebbe come il pane.
Non ci stancheremo mai di ripetere, insomma, che nel calciomercato tutto può succedere fino all'ultimo secondo, ma attualmente non possiamo che smentire qualsiasi trattativa e sostenere che, salvo clamorosi colpi di scena, Barreto e Pasquale siano lontanissimi dal vestire granata. Petrachi dovrà, probabilmente, ricercare giocatori dalle caratteristiche simili lontano da Udine.
Diego Fornero
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