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BUENOS AIRES, ARGENTINA - APRIL 6: Kevin Jappert of Barracas Central battles for possession against Edinson Cavani of Boca Juniors during a Torneo Apertura Betano 2025 Group A match between Boca Juniors and Barracas Central at Estadio Alberto J. Armando on April 6, 2025 in Buenos Aires, Argentina. (Photo by Marcelo Endelli/Getty Images)
Venti giorni di calciomercato invernale e una deadline del 2 febbraio che inizia piano piano a incombere. Il Torino, con il ritorno di Gianluca Petrachi, sembrava dovesse essere una delle protagoniste del cosiddetto mercato di riparazione. Di cose da riparare, nella rosa guidata da Marco Baroni, ce ne sarebbero infatti eccome. E invece, finora, i granata non sono riusciti a portare a termine i propri obiettivi, sia in uscita — con i vari esuberi ancora a disposizione del tecnico fiorentino — sia in entrata, visto che è stato presentato solamente Rafa Obrador, terzino sinistro prelevato dal Benfica. La vera falla del sistema, su cui urgeva intervenire, non è stata ancora colmata. Per il reparto arretrato più battuto della Serie A, insieme al Verona, con 34 reti incassate, non si è ancora agito. Il Torino inizialmente aveva individuato in David Ricardo, difensore brasiliano classe 2002, un papabile rinforzo, soprattutto per le sue caratteristiche da centrale di piede mancino, che - tolto Masina - non figurano nell’organico. Ma la distanza tra il Botafogo e l’offerta granata è giunta a un punto morto, tanto che — nella giornata di ieri — è arrivata l’ufficialità del trasferimento di Ricardo alla Dinamo Mosca. Non resta allora che concentrarsi su altri obiettivi e, in queste ore, circola il nome di Kevin Jappert, argentino in forza al Barracas Central.
Kevin John Jappert nasce il 25 febbraio 2004 a Ramona, nella provincia di Santa Fe, nella regione della Pampa. La sua scalata nel calcio professionistico è stata piuttosto rapida. Il centrale ha esordito nel maggio 2022 in prima squadra dell’Atletico Rafaela, il club che lo ha formato a livello giovanile, per poi nel 2024 firmare il primo contratto da professionista e, in pochissimo tempo, indossare addirittura la fascia da capitano. Peccato che, a soli 20 anni, abbia già dovuto vivere sulla sua pelle, e da leader del gruppo squadra, il peggior fallimento sportivo possibile, vale a dire una retrocessione. Il 13 novembre 2024, sul campo del Talleres, l’Atletico Rafaela perde 2-1 lo spareggio che li condanna a un declassamento dalla Primera B Nacional, il secondo livello del calcio argentino, alla terza serie. “Un momento impensabile e straziante, ma oggi è andata così e non resta altro che andare avanti. I soldati pregano per la pace ma si preparano alla guerra, e io sono già pronto a tornare in guerra” aveva scritto sui social, dopo quella giornata nefasta. Nonostante il verdetto di quella stagione, Jappert si era comunque distinto come una delle rivelazioni di quel campionato. Anche in zona gol, con quattro reti all’attivo, tanto da meritarsi diversi sondaggi sia in patria che in Europa. Ad aggiudicarselo è stato il Barracas Central, situato in un barrio — Barracas — di Buenos Aires, che gli ha permesso di giocare nella Primera Division, la massima serie argentina.
Dopo un messaggio carico di affetto verso il club che lo ha cresciuto e con cui ha vissuto un simile epilogo, comincia una nuova avventura. “Ricordo quando ero bambino e tutti i sacrifici che sono stati fatti, l’illusione che avevo fin da piccolissimo e ho sempre avuto chiaro che volevo fare il calciatore. Ora comincio a rendermene conto un po’ di più e la vita ti restituisce un pochino di quel sacrificio”. E, dopo due partite nel Torneo Apertura, sigla la rete che consente al Barracas Central di battere il Banfield. “Una soddisfazione enorme. Ti dà quella sensazione che niente è stato inutile. Sono super felice”. A un anno dal suo arrivo a Buenos Aires, le sensazioni sono positive, sia sul piano sportivo — è titolare indiscusso per il tecnico Ruben Dario Insua e, a livello di squadra, è arrivata la qualificazione in Copa Sudamericana — sia su quello umano: “Andarmene da Rafaela mi era già sembrato un grande cambiamento; figurati da Rafaela a Buenos Aires. Ma c’è tanto calcio e mi piace, quindi mi fa bene stare lì”. I numeri del suo percorso nella capitale dicono 27 presenze, 3 gol e un assist.
Jappert con il Barracas Central ha un contratto fino al termine del 2026. Possiede anche il passaporto italiano e questo potrebbe essere un elemento a favore del Torino, in quanto non occuperebbe un posto da extracomunitario in rosa. A Barracas si è imposto come stopper e, a differenza di Ricardo, è però di piede destro. Alto 1,89, ha giocato prevalentemente come centrale di destra della difesa a tre, ma è in grado di coprire tutte le posizioni della linea arretrata. In qualche partita ha giocato anche come esterno a tutta fascia nel 3-5-2. “I miei riferimenti sono il ‘Cuti’ Romero e Virgil Van Dijk” ha detto in un’intervista e il suo è un profilo prettamente difensivo, più orientato alla marcatura e alla lettura delle situazioni che all’impostazione. I suoi punti di forza sono infatti il senso della posizione e le intercettazioni, mentre deve crescere nel gioco con i piedi, nel passaggio e nelle palle lunghe. Il suo rendimento, però, è affidabile e costante. Jappert, che in passato era stato contattato già da un club di Serie A (il Lecce), è pronto a confrontarsi in un contesto più competitivo come quello della Serie A. Staremo a vedere se il suo profilo sarà quello su cui il ds granata Gianluca Petrachi punterà maggiormente in chiusura, nonostante sullo sfondo restino vive altre piste: profili che già conoscono il campionato. Ma l’innesto dell’argentino sarebbe un colpo a cui il direttore granata ci ha già abituato in passato, trasformando promesse, come spesso è avvenuto, in possibili plusvalenze. Seguendo così la linea guida sul mercato esplicitata dal presidente Cairo: "Mi piace prendere giovani con potenziale".
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