di Edoardo BlandinoIl Siena è da poco retrocesso in Serie B. Come il Torino l’anno scorso la dirigenza è alle prese con gravi problemi economici legati all’essere scesi di categoria e si sta lavorando per creare una squadra adatta alla B e che allo stesso tempo non abbia costi di gestione troppo elevati. Purtroppo, non è cosa semplice e il Torino lo sa bene. In ogni caso...

di Edoardo Blandino

Il Siena è da poco retrocesso in Serie B. Come il Torino l’anno scorso la dirigenza è alle prese con gravi problemi economici legati all’essere scesi di categoria e si sta lavorando per creare una squadra adatta alla B e che allo stesso tempo non abbia costi di gestione troppo elevati. Purtroppo, non è cosa semplice e il Torino lo sa bene. In ogni caso noi di TN abbiamo contattato in esclusiva il ds del Siena Giorgio Perinetti per fare il punto della situazione e chiedere informazioni anche sul futuro di Garofalo e Genevier.

Buongiorno Direttore. Iniziamo con qualche cifra: siete riusciti a quantificare la perdita economica di una retrocessione?
«Costa tanto. Ci sono meno entrate, i giocatori perdono di valore, spesso si è costretti a svenderli… Io lo valuto in una perdita addirittura intorno ai 30-40 milioni di euro».

Qual è il vostro piano per rientrare nelle spese?
«La retrocessione dalla Serie A è stato un tracollo finanziario. Ovviamente cercheremo di abbattere i costi in qualche modo. Il primo anno è ancora sostenibile, dal secondo in poi diventa un grosso problema. Le squadre che arrivano dalla A hanno ingaggi proporzionati alla categoria e sono fuori budget rispetto alla cadetteria».

Parlando di Serie B in generale. A che tipo di mercato assisteremo?
«Sarà una conseguenza di quanto è successo con la scissione tra Serie A e Serie B. Non ci sono più ricavi e di conseguenza ci si arrangia come si può. Poche squadre possono permettersi certi trasferimenti e si punta molto sugli scambi. Anche perché La Serie B obbliga le squadre ad avere un certo tipo di rosa con alcuni giovani, altri del vivaio…».

Si può guardare anche da un altro punto di vista: può essere un incentivo per dare più spazio a ragazzi promettenti.
«La regola era stato fatto apposta per questo motivo. Le squadre sono costrette a far giocare i giovani ed i Primavera. Purtroppo non abbiamo pensato alle conseguenze a cui porta questo regolamento. Essendo obbligati a puntare sui ragazzi, ovviamente intorno a quelli che interessano di più si scatenano delle vere e proprie aste che portano ad ingaggi sproporzionati per la loro età che si avvicinano a quelli dei compagni più anziani».

Insomma, c’è sempre il rovescio della medaglia.
«Purtroppo siamo in Italia e seguiamo sempre le mode. Andiamo a cercare giovani stranieri in giro. Ormai le primavere sono imbottite di stranieri. Non c’è fiducia nei nostri ragazzi. Si preferisce dare spazio ad un sudafricano piuttosto che ad uno cresciuto anni nella propria squadra. Così facendo stiamo perdendo quelli che tradizionalmente sono sempre stati i nostri punti forti. Ormai mancano sempre più portieri e difensori. D’altronde, quando la squadra italiana più forte non ha neppure un italiano in campo, sarebbe opportuno farsi qualche domanda».

Torniamo al mercato. Il Siena a che punto è?

«Oggi abbiamo chiuso per il portiere. Abbiamo preso Coppola. Adesso ci manca qualcosina sugli esterni, fondamentali nel gioco di Conte, e dobbiamo valutare se rafforzarci a centrocampo prendendo qualcuno in più di quelli che già abbiamo».

Per quanto riguarda i due ex del Torino Garofalo e Genevier, che cosa ci dice?
«Genevier rientra decisamente nei nostri piani. È un giocatore su cui puntiamo. Su Garofalo il Torino aveva il diritto di riscatto ma non lo ha esercitato. Al momento non è in lista di partenza e potrebbe tornarci utile, ma nulla è sicuro. Sugli esterni un giocatore come lui fa sempre comodo».

Sembra di capire che dobbiate riparlarne con il Torino.
«Per quanto riguarda Garofalo ci incontreremo di sicuro, vedremo che cosa ne verrà fuori. Genevier ? Rientra nei nostri piani, ma è possibile che si parli anche di lui. Vedremo».

Grazie Direttore e in bocca al lupo.
«Crepi, grazie a voi. Un saluto a tutti quanti».

58a2f6963195e6126ee0c44497a9bf0a.jpg

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti