- Coppa Italia
- Mondo Granata
- Video
- Redazione TORO NEWS
La duttilità e il profilo “alla Petrachi”: tre riflessioni su Tchoca
Non è la prima, non è la seconda e non siamo neanche sicuri che sia la terza: è da diverse sessioni di mercato che il Torino ha bisogno di un nuovo difensore. In estate è arrivato Ismajli a parametro zero, ma ancora non basta. In questa stagione i granata si sono presentati nuovamente con la coperta corta nel reparto arretrato e, in varie occasioni, anche con alcune lacune qualitative. Tra le priorità designate dal DS Gianluca Petrachi, insieme a un esterno - leggasi Obrador - e a un centrocampista, c'era proprio un difensore. Così, nell'attesa dell'ufficialità, facciamo alcune riflessioni su quello che sarà il nuovo elemento a disposizione di Marco Baroni per il terzetto arretrato: João Pedro Tchoca da Sete Lagoas.
Quando qualche giorno fa rivangavamo il passato non era un'azione da nostalgici, ma un processo naturale quando si associa il nome di Petrachi a un difensore sudamericano. Se il DS del Torino si è sintonizzato due volte sulle frequenze del Brasile e una su quelle dell'Argentina per cercare un nuovo difensore, un motivo ci sarà. Anzi, ve ne diamo due: Bruno Peres e Gleison Bremer. Due stagioni di livello in maglia granata per il primo, quattro per il secondo. Una plusvalenza complessiva, tra le operazioni di acquisto e di vendita di entrambi i giocatori, di oltre 50 milioni (senza considerare gli ammortamenti). Quando Petrachi ha pescato in Brasile ci ha preso, che questa volta non possa ripetersi lo stesso? Le cifre dell'operazione che porta Tchoca in granata sembrano anche simili...
Prestito oneroso da 1,5 milioni, obbligo di riscatto condizionato a 4,5 milioni, 1 ulteriore di bonus e 12% sull'eventuale futura rivendita. Il classe 2003 si trasferisce dal Corinthians a queste condizioni: se farà almeno 10 presenze da 45 minuti, allora a giugno diventerà a titolo definitivo un nuovo giocatore del Torino. L'operazione è intelligente da un punto di vista economico, nel senso lato del termine: se Tchoca dimostrerà di essere un valore aggiunto per questa squadra (il minutaggio che condiziona l'obbligo significa proprio questo), allora i granata avranno fatto un affare a riscattarlo a cifre comunque accessibili (e non lontane da quelle che nel 2018 portarono Bremer sotto la Mole). In caso contrario, non se ne farà nulla ma i granata avranno comunque avuto una pedina (quantomeno) numericamente utile per il resto della stagione.
João Pedro Tchoca è atterrato a Malpensa nella mattina di martedì 27 gennaio e, svolte le pratiche burocratiche, si attende l'ufficialità che renderà reale quanto abbiamo raccontato finora. Ma dove può giocare il difensore brasiliano? Con 31 presenze nella scorsa stagione, si è messo in mostra come elemento fondamentale nella difesa del Corinthians. In questo inizio di anno ha faticato, però, a trovare spazio con il club di San Paolo e così si è rivolto altrove. Quando ha giocato, però, ha mostrato una dote che in questo Torino potrà tornare particolarmente utile: la duttilità. Alla fisicità (è alto 192 cm), Tchoca unisce anche la capacità di poter giocare in tutti i ruoli della difesa. Ha giocato come centrale in difesa a 4 (sia a destra che a sinistra) e della difesa a 3, che troverà con Baroni, ha provato tutti i ruoli. All'inizio della scorsa stagione, in particolare, ha trovato la propria comfort-zone come braccetto mancino, nonostante il suo piede preferito sia il destro. Ma quest'ultimo dettaglio è irrilevante se il brasiliano sa giocare proprio dove il Torino aveva più bisogno: come braccetto di sinistra. Ora si attende l'ufficialità dell'operazione, che, visti gli aspetti sopra analizzati, sembra un'operazione intelligente.
© RIPRODUZIONE RISERVATA