Matteo Rubin, da sempre affezionato ai colori granata, vede una grossa incognita sul suo futuro. Il terzino non rientra nel progetto tecnico di Ventura e allo stesso modo non può rientrare nei parametri salariali dei senesi. Soprattutto considerando la grave crisi economica in cui versa il club dei Mezzaroma.
Matteo Rubin, da sempre affezionato ai colori granata, vede una grossa incognita sul suo futuro. Il terzino non rientra nel progetto tecnico di Ventura e allo stesso modo non può rientrare nei parametri salariali dei senesi. Soprattutto considerando la grave crisi economica in cui versa il club dei Mezzaroma.
Proprio per questo entrambe le società avrebbero raggiunto una prima intesa: cessione a terzi che soddisfi le tasche di entrambi. Ed è proprio dall’ambiente toscano che arrivano le prime conferme su quanto appena detto, con i bianconeri certi del fatto che il laterale, dopo la discreta stagione, abbia ampio mercato e possa far comodo a diverse squadre di serie A. Certo non i due club non aspettano un’asta al rialzo per il ragazzo, ma un’offerta che possa portare liquidità sì.
Nonostante la probabile partenza di D’Ambrosio e considerando Masiello un rincalzo per la prossima stagione, Rubin potrebbe servire al Toro, potrebbe essere un titolare come Darmian, e giocare sia in un 4-2-4 o in un 3-5-2. Ma il mercato impone leggi a sé. Conviene quindi fare cassa per provare ad acquistare un attaccante, di certo un ruolo che fa più gola ai tifosi. E, considerando anche la partenza di Bianchi, serve una punta, magari dal nome altisonante, che non faccia rimpiangere l’ex capitano.
Con la sempre più possibile partenza di Ogbonna, poi, il Torino avrà modo di investire sul mercato. Cercando giocatori abili per entrambi gli schieramenti tattici proposti dal mister. Sicuramente qualche rinforzo sulla fascia arriverà, ma - come detto in apertura - questo non sarà Matteo Rubin, da sempre rimasto legato ai colori granata, per il quale molto probabilmente si arriverà ad una cessione che soddisfi sia le casse del Toro, sia quelle del Siena.
Manolo Chirico
Umberto Vergano
(foto M.Dreosti)
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