Se tutti sperano che la prossima stagione non sia caratterizzata da una lotta strenua per la salvezza, sicuramente il Toro rimane ancora nel secondo gruppone della locomotiva di Serie A. E se quindi magari non sarà proprio impelagato nella bagarre per non retrocedere, almeno sarà costretto...
Se tutti sperano che la prossima stagione non sia caratterizzata da una lotta strenua per la salvezza, sicuramente il Toro rimane ancora nel secondo gruppone della locomotiva di Serie A. E se quindi magari non sarà proprio impelagato nella bagarre per non retrocedere, almeno sarà costretto a scontrarsi duramente con quelle squadre che lottano per sopravvivere. Cominciamo a scoprire meglio le avversarie dei granata, partendo dall’Hellas Verona.
RINASCITA – La società gialloblu è all’apice di una vera e propria rinascita. Dopo il il declino che ha fatto sparire la storica società veronese dai palcoscenici più importanti, l’Hellas è pronta a tornare nel massimo palcoscenico nazionale quest’anno, dopo un’emozionante cavalcata nello scorso campionato di Serie B. Dopo gli anni bui della Lega Pro e del rischio di cadere addirittura fra i dilettanti, il risultato ottenuto da Andrea Mandorlini è storico e clamoroso. Tanto che l’entusiasmo in città non è difficile da cogliere, con già più di 13.000 abbonamenti staccati fino ad oggi.
MATRICOLA – Al di là della storia, il Verona della prossima stagione rimane sempre una matricola che dovrà sudarsi la permanenza in Serie A. Anche se il valore della rosa è comunque di buon livello, certo è che i Mandorlini’s Boys non potranno certo vivere una stagione più di tanto tranquilla. La dirigenza scaligera sta continuando a lavorare per mettere nelle mani del tecnico ravennate una rosa il più possibile competitiva anche nella massima serie, ma è normale che il primo anno di A sarà da scontare. Altra sicurezza è la serietà del progetto del presidente Maurizio Setti che, dopo essersi sudato così tanto il ritorno tra i grandi, difficilmente vorrà ricadere subito in cadetteria.
IN COSTRUZIONE – Il direttore sportivo Sean Sogliano lavora alacremente alla costruzione della squadra da affidare a Mandorlini. Prima di parlare deglii acquisti, però, la situazione gialloblù è fortemente condizionata da due pedina già in rosa, dalla cui permanenza o meno dipende molto delle mosse future sul mercato: stiamo parlando del talentuoso italo-brasiliano classe ’91 Jorginho ed del coriaceo centrocampista islandese Emil Hallfredsson. Trattenerli entrambi sarebbe come un colpo di mercato. Intanto a centrocampo sono arrivati Massimo Donati dal Palermo, una sicurezza nella zona nevralgica, e Ezequiel Adrian Cirigliano, in prestito con diritto di riscatto dal River Plate, classe ’92 tutto da scoprire. Nel frattempo l’esterno del Genoa Jankovic sembra in procinto di sbarcare nella città di Romeo e Giulietta. In difesa spazio sempre ai giovani con il classe ’88 Alejandro Gonzales, difensore uruguaiano dall’Atletico Penarol Montevideo e Michelangelo Albertazzi, giovane difensore classe ’91, arrivato dal Milan in comproprietà. In attacco largo invece all’esperienza con Luca Toni e Daniele Cacia, senza dimenticare l’ex granata Alessandro Sgrigna e la freschezza dei due sardi Cocco e Ragatzu. Il classico mix di gioventù ed esperienza che a Verona sperano voglia dire salvezza.
Emanuele Olivetti
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