Si è messo definitivamente in mostra all'Europeo Under 17, come se ce ne fosse ulteriore bisogno... già, perché Vittorio Parigini, talento cristallino classe '96 della Primavera del Torino, è da anni al centro delle attenzioni di club italiani ed europei, come dimostra il fatto che sia il più giovane in rosa già dotato di un contratto da professionista.
Si è messo definitivamente in mostra all'Europeo Under 17, come se ce ne fosse ulteriore bisogno... già, perché Vittorio Parigini, talento cristallino classe '96 della Primavera del Torino, è da anni al centro delle attenzioni di club italiani ed europei, come dimostra il fatto che sia il più giovane in rosa già dotato di un contratto da professionista.
TALENTO ASSOLUTO - Il ragazzo, che lo scorso mese di marzo ha compiuto diciassette anni, è reduce da una stagione aggregato sotto leva alla Primavera di Moreno Longo: una scelta ben precisa della società, che ha inteso valorizzare così un grande patrimonio tecnico a propria disposizione, allo stesso tempo, però, costringendolo ad un minutaggio relativamente risicato, dovendo spesso fare posto, in attacco, ai compagni più grandi. Soprattutto dall'arrivo, nella scorsa sessione invernale di mercato, di due punte centrali di ruolo (Kabasele e Sparacello), nel tridente offensivo di Longo ha visto un po' meno il campo, laddove fra i coetanei degli Allievi Nazionali sarebbe stato, con ogni probabilità, titolare assoluto e trascinatore indiscutibile.
Altra difficoltà riscontrata dal giocatore, condivisa, peraltro, con numerosi compagni di Nazionale (vedasi Cerri, bomber '96 del Parma che ha addirittura già esordito in Serie A, o Roberto Insigne, fratello minore del noto Lorenzo e punto di forza della Primavera del Napoli), è giunta, senza dubbio, dalla calendarizzazione degli impegni della Nazionale Under 17, parametrati sul calendario degli Allievi Nazionali e spesso coincidenti con alcuni momenti fondamentali del calendario della Primavera granata (un caso su tutti: gli impegni degli azzurrini in concomitanza con la fase finale del Torneo di Viareggio).
SU MOLTI TACCUINI - Qualche presenza in meno in campionato, peraltro, non ha certo sortito l'effetto di allentare l'attenzione degli osservatori sul giovane granata: se le sirene estere della scorsa estate (Manchester City su tutti, i cui scout hanno tenuto d'occhio il ragazzo anche nella fase a gironi di Viareggio Cup ed in alcune partite importanti di campionato, compresi i due derby di ritorno, nella categoria Allievi e in quella Primavera) non hanno attecchito, e se il procuratore Giorgio Parretti ha predicato calma ai nostri microfoni nei mesi scorsi ('Vittorio resta a Torino per maturare', ha garantito), ciò non toglie che il suo nome sia ben impresso su moltissimi taccuini, e, di questi tempi, col Torino indaffaratissimo sul fronte comproprietà, sia tornato di moda come possibile pedina di scambio. Al di là delle piste estere, comunque sempre vive, ma che, in termini di regolamento sui trasferimenti internazionali, avrebbero comunque interesse ad attendere la maggiore età del giocatore per snellire le procedure (e, nelle ultime settimane, persino il PSG avrebbe sondato il terreno per il futuro di Vittorio, così come per quello di numerosi altri talenti italiani nella categoria Allievi, non tanto per prelevarne il cartellino quanto per valutarne un eventuale lauto ingaggio al termine del proprio periodo contrattuale), è dall'Italia che arrivano le voci più vive sul ragazzo, precisamente da Juventus e Fiorentina.
IL TORO RESISTE, MA... - Sia chiaro, il Torino non intende cedere quello che, oggi, è forse il più brillante prodotto del proprio vivaio, almeno in termini potenziali, ma, messa alle strette, la società granata potrebbe valutare l'inserimento del giovane talento in un pacchetto di scambi decisivo per risovlere qualche situazione in stallo. Se nell'affare Ogbonna, è il Torino ad avere il coltello dalla parte del manico con la Juventus (che pur non ha fatto mistero di gradire Parigini come ulteriore pedina in un maxi-scambio che presupporrebbe , oltre alle già note contropartite per il difensore classe '88, anche l'approdo in granata di un paio di giovani degli Allievi Nazionali bianconeri), situazione completamente diversa la si vive con la Fiorentina, che l'ha espressamente nominato come possibile contropartita nell'affare Cerci, coi granata che devono rilevare, in qualche modo e con una certa urgenza, la metà restante del cartellino della 'Ferrari di Valmontone'.
Per ora, dal Torino non giungono spiragli: il cartellino di Parigini ha già una valutazione virtuale di circa 1,5 mln, plusvalenza assoluta, che però potrebbe crescere ulteriormente con una stagione da protagonista in Primavera, senza contare che i tifosi non sarebbero affatto entusiasti di abbandonare un ragazzo per il quale è già vivo il sogno dell'esordio in Serie A con la maglia che veste da quando aveva 9 anni. Il denaro contante, però, anche in questa sessione estiva di mercato, è poco, pochissimo, un po' per tutti, e non potrà trascurarsi alcuna situazione. Futuro o presente? Che il Toro ci pensi bene, anzi benissimo, per non rischiare di pentirsene, senza ispirarsi troppo da vicino al 'modello Udinese' (valorizzazione e vendita con plusvalenza di giovani di talento), quanto piuttosto al tanto sognato 'modello Filadelfia' (crescita di giovani e lancio degli stessi, con una sudatissima maglia granata addosso). Come andrà a finire, lo scopriremo nelle prossime settimane.
Diego Fornero
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