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TURIN, ITALY - JANUARY 31: (L-R) Gianluca Petrachi Sports Director of Torino FC and new signing Sandro Kulenovic pose at Stadio Olimpico Grande Torino on January 31, 2026 in Turin, Italy. (Photo by Diego Puletto - Torino FC 1906 via Getty Images)
Qualcuno lo chiedeva, altri lo ritenevano una necessità secondaria. In realtà, l'impressione è che un innesto in attacco non fosse tra gli obiettivi del Torino. I granata erano partiti a gennaio con l'intenzione di puntellare dove veramente necessario: un profilo in difesa (ne sono arrivati due, anche se l'ultimo, come giusto che sia, non scalda la piazza), uno a centrocampo e uno sulle corsie. Con un po' di sorpresa, i tifosi granata hanno visto anche l'ufficialità di una prima punta: Sandro Kulenovic. Quando si dice che il mercato di gennaio è difficilmente programmabile non si dice una sciocchezza, come non lo si fa quando si sostiene di basarsi sulle occasioni e sulle opportunità che arrivano. Al di là che il croato sia stato o meno programmato dalla dirigenza granata, andiamo ad analizzare punto per punto le caratteristiche di quest'operazione e come variano le gerarchie offensive di Baroni.
Che il mercato estivo sia stato organizzato male e compiuto peggio, ormai è qualcosa di già sentito e anche un po' ridondante da affermare. Questo, però, pone le basi per l'arrivo del classe 1999 in granata. Dall'idea iniziale di gioco, che avrebbe previsto un 4-2-3-1 con particolare spazio agli esterni offensivi, Baroni è dovuto passare al 3-5-2, annullando le possibilità di questi ultimi, dando risalto alle punte e alle ali duttili, sia di spinta che di difesa. Gli esterni che sono arrivati, quindi (leggasi Ngonge e Aboukhlal) hanno cercato di adattarsi come meglio potevano: il marocchino ha trovato una buona forma come quinto a sinistra (prima dell'infortunio), mentre il belga ha faticato molto come seconda punta. Da qui si arriva alla scelta, adeguata per tutte le parti (giocatore, Torino e Napoli) di cercare una nuova sistemazione, trovata nei catalani dell'Espanyol. La partenza di Ngonge ha aperto alla possibilità e in parte alla necessità di trovare un sostituto - in parte perché oltre a Zapata, Adams e Simeone il reparto offensivo di Baroni vanta anche Njie -. Sulle caratteristiche del giocatore ci arriveremo dopo, per il momento basti osservare come rispetto a Ngonge il croato sia decisamente un profilo più adeguato per il modulo: il belga faticava sia come punta che come quinto, mentre Kulenovic è perfetto per la coppia d'attacco.
Sulla formula se ne può parlare. Il Torino non ha fatto una scelta momentanea con Sandro Kulenovic: è un giocatore su cui Petrachi ha puntato per un periodo più lungo di sei mesi. L'accordo con la Dinamo Zagabria è arrivato sulla base di un prestito con diritto di riscatto che diventa obbligo al verificarsi di un'unica condizione: la permanenza in Serie A del club granata. Posto che la vittoria contro il Lecce ha messo i granata decisamente sulla buona strada per raggiungere questa condizione, si può parlare di Kulenovic come di un giocatore che sarà riscattato con obbligo il 30 giugno. Per l'opzione non si parla di cifre monstre: il riscatto è fissato a circa 4 milioni di euro. Insomma, un'operazione sulla quale il Torino non ha neanche tenuto la possibilità di non riscattarlo a fine stagione: denota fiducia nelle qualità del giocatore.
Senz'altro a livello di caratteristiche, il profilo è adeguato sotto tanti punti di vista. Come detto qualche riga sopra, Kulenovic rispetto a Ngonge è decisamente più adatto a ricoprire le posizioni offensive del 3-5-2. Il croato è una prima punta di fisico (circa un metro e 90 di altezza per quasi 80 kg di peso), che ha dimostrato di saper sfruttare anche in area di rigore: su 97 gol, 15 sono di testa. È abile nella protezione del pallone ma è in grado anche di girarsi e attaccare lo spazio in solitaria. A livello di caratteristiche è una prima punta: in Croazia è abituato a giocare soprattutto come unico vertice offensivo. Nel mescolarsi, però, con le tattiche di Baroni, nella coppia d'attacco può unirsi bene ai protagonisti granata. Adams e Simeone sono due giocatori diversi rispetto a lui: entrambi sono prime punte, sì, ma spesso hanno dimostrato di rendere bene se i compiti di protezione e da "attaccante boa" sono affidati a qualcun altro. In questo senso, Kulenovic è un giocatore molto più simile a Zapata. Viste le prestazioni del colombiano, che ha fatto bene nell'ultima contro il Lecce ma che fatica - e, anzi, fa dubitare che possa riuscire - a tornare sui livelli a cui ha abituato i tifosi granata, allora anche con queste condizioni Sandro Kulenovic è un'operazione intelligente. Il croato potrà trovare spazio, magari senza diventare titolare inamovibile, ma potrà essere importante per le rotazioni offensive di Baroni.
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