La mano del DS Sartori ha aiutato il Bologna, prossimo avversario del Toro, a ripartire dopo i molti cambiamenti della scorsa estate
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Il Torino sfiderà all'Olimpico Grande Torino il Bologna di Italiano sabato alle 15. Una gara che mette a confronto due squadre diverse nel rendimento e due modelli societari differenti. Al centro del progetto dei Felsinei c'è sicuramente il dirigente sportivo Giovanni Sartori.
Il Bologna ha cambiato forma ma non sostanza
Il Bologna viene da una stagione eccezionale, con il quinto posto in campionato e la conquista di uno slot storico per la Champions League. Una squadra che però durante la sessione estiva è mutata molto nella sua forma, perdendo due giocatori chiave quali Calafiori e Zirkzee e soprattutto il suo "stratega" Thiago Motta. Il DS Sartori però è riuscito a mantenere una linea di coerenza con la passata stagione, ricercando pedine di gioco, e un allenatore, che dessero continuità con il modo di giocare delle squadra. Dopo un primo momento di assestamento, dovuto anche all'impegno in Champions League, ora i rossoblù hanno trovato continuità e risultati.Da Italiano a Dallinga tanti i nomi nuovi portati da Sartori
Come detto, tanti sono stati i mutamenti attuati da Sartori, ma il dirigente sportivo ha cercato di rimanere in continuità con la visione di gioco e con gli intenti della società. Prima grande novità è stata la scelta dell’allenatore, Vincenzo Italiano è arrivato dopo due buone stagioni a Firenze, portando con sé a Bologna il medesimo modulo del partente Motta: 4-3-3 o 4-2-3-1. Anche gli interpreti sono cambiati, con Erlic e Casale in difesa e Holm e Miranda sulle fasce. Mentre a centrocampo è arrivato Pobega, e in attacco Dallinga e Odgaard, in rete l'ultima giornata, come prime punte. Molti cambiamenti, però coerenti con il progetto Bologna. La mano di Sartori si vede in questa squadra.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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