Incontro tra FIGC e Cts, nessun verdetto. Spadafora: “Spero allenamenti collettivi dal 18 maggio”

Incontro tra FIGC e Cts, nessun verdetto. Spadafora: “Spero allenamenti collettivi dal 18 maggio”

News / Il summit conclusosi da poco non ha portato ad una decisione definitiva, molto dipenderà dall’evoluzione della situazione da qui al 18 maggio

di Lorenzo Chiariello, @lorechiariello

Nessuna decisione definitiva. Questo è quello che è emerso dal confronto avvenuto questo pomeriggio tra FIGC e Cts. La scarsa disponibilità di tamponi in alcune zone d’Italia, specie in Lombardia, ma più in particolare le modalità di gestione di una nuova positività, sono stati gli argomenti di principale discussione tra i 20 membri del comitato tecnico-scientifico del governo e la Federcalcio.

TRANSIZIONE – Ad oggi, si è ancora nella Fase 2, dedicata agli allenamenti individuali, ma è evidente la necessità del passaggio alla Fase 3, ovvero quella relativa agli allenamenti collettivi, per poter riprendere la stagione. Le dinamiche ed i tempi di passaggio da una fase all’altra andranno valutate in base all’evoluzione della curva, come confermato dal ministro dello Sport Vincenzo Spadafora: “Mi auguro che si siano risolte le questioni problematiche e che quindi il 18 possano riprendere, compatibilmente all’evoluzione dell’epidemia nei prossimi 10 giorni, gli allenamenti non solo di squadra del calcio ma anche di tutte le altre discipline sportive”.

Serie C, stagione conclusa: ecco i verdetti, il Monza di Rauti promosso

PROSSIMI PASSI – Resta ovviamente centrale il tema della copertura assicurativa. L’Inail infatti, considera il contagio da Covid-19 come un vero e proprio infortunio in luogo di lavoro. La Federazione ha inoltre messo sul tavolo il modello della Bundesliga sulla gestione di eventuali nuove positività, per capire se può essere applicata in Italia oppure se le misure dovranno essere più restrittive. Ora gli scienziati dovranno valutare tutte le proposte illustrate e stilare una relazione, come vuole la prassi dell’attività del Comitato, da presentare al ministro della salute Roberto Speranza. Che poi si confronterà in sede governativa con il premier Giuseppe Conte e con il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora. Per avere linee guida più precise e definitive, sarà necessario attendere ancora qualche giorno.

12 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. Bacigalupo1967 - 4 mesi fa

    Giochiamo a footvolley 1 contro 1 al posto della rete il plexiglas. Dai che riusciamo a finire il campionato

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Madama_granata - 4 mesi fa

    Rispondo solo ora, e chiedo scusa x il ritardo, a coloro che hanno contestato il mio commento sulla privacy (7/5-h.6,30).

    Ribadisco che, soprattutto x le malattie contagiose in generale, sono contraria a questa legge che, x tutelare una persona, ne danneggia molte altre.
    Se io non ho nulla da nascondere, e visto che la malattia non è né una vergogna né una colpa, non mi importa che altri ne vengano a conoscenza.
    Molti i casi accertati in cui un ammalato di AIDS, taciuto il suo male, ha contagiato molteplici partners, o è venuto a contatto con il sangue di altre persone, condannando uomini e/o donne a malattia grave ed invalidante o a morte sicura.
    Per il Covid l’unico protocollo realmente attuato è l’autoisolamento, se e quando la persona infetta gentilmente avvisa coloro con cui ha avuto contatti: in questo caso però non viene rispettata la “privacy”.
    A questo punto i nuovi contagiati devono vivere con la speranza di stare “male, ma non troppo”, perché nessuno, se non sei proprio moribondo, viene a visitarti o a farti il tampone.
    Se il contagiato invece tace, le persone che lo avvicinano si ammalano (in un condominio, ad es., si usa lo stesso ascensore, si scende nelle stesse cantine, si toccano gli stessi cassonetti, ecc..).
    Non dimentichiamo che il virus maledetto vive, e molto a lungo, su diverse superfici.
    Ci sono poi molti incoscenti individui multati perché trovati “a spasso”, pur sapendo di essere “untori”: se fosse stato diffuso il loro nome con la notizia della loro malattia li si sarebbe potuti subito denunciare.
    “Tutte le persone con le quali il contagiato ha avuto contatti saranno avvisate e controllate” è una realtà purtroppo spesso non attuata.
    Sono morti due amici della mia famiglia: solo moglie e figli conviventi sono stati messi in quarantena, senza però mai vedere un medico.
    Loro discrezione avvisare le persone con cui il contagiato poteva aver avuto precedenti contatti.
    Malato oncologico accompagnato dalla figlia all’ospedale.
    Dopo una settimana di tosse brutta e febbre crescente (è l’effetto della kemio dicevano i medici) si decidono a fargli il tampone perché hanno scoperto che altri 2 pazienti del reparto sono risultati positivi.
    Alla figlia, che nel frattempo sta male pure lei, dicono di andare a casa, mettersi a letto e considerarsi in quarantena come tutti i familiari conviventi.
    Inutile fare accertamenti: sarebbero sicuramente positivi..
    Non hanno mai visto un medico, non sono stati fatti loro i tamponi perché non disponibili, non hanno ricevuto nemneno un ossimetro per verificare la saturazione.
    Qualche telefonata del medico della mutua di tanto in tanto.
    Stop.
    Ora, dopo 5 settimane, i conviventi del malato Covid sono stati sottoposti ad un tampone (uno solo) x accertare se ancora contagiosi.
    Mancano i medici, mancano test e tamponi, mancano mascherine e camici e copriscarpe protettivi x i sanitari, mancavano fino a ieri i posti letto nei reparti di degenza e
    rianimazione.
    Da lunedì mascherine e guanti monouso sono obbligatori: io non riesco a trovarli né in farmacia, né al supermercato, nė su internet..
    Per me è assurdo, ancor più in questa drammatica situazione, nascondere di essere contagiato perché la legge sulla privacy lo permette.
    Tutti i cittadini dovrebbero coscienziosamente dire di essere contagiosi o di avere conviventi contagiosi, e non tacere!
    E i personaggi pubblici dovrebbero dare l’esempio.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Bacigalupo1967 - 4 mesi fa

      Capisco signora che ormai ci stiamo abituando a vivere in una democrazia sospesa dove anche i più semplici diritti vengono calpestati quotidianamente. Ma il diritto alla privacy almeno sulle malattie è ancora salvaguardato. Stia tranquilla il calciatore del Torino non infettera’ nessuno perché è in isolamento come è accaduto per Rugani per Sportiello e per tutti gli altri.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. maxx72 - 4 mesi fa

        Signora la quoto ma in questo caso con il giocatore in questione mica dobbiamo andare a cena, io penso che sia ormai in superisolamento. Se poi lo si vuole sapere perché siamo del toro è un’altra storia. Però sbaglio o noi tre una cena in ballo ce l’abbiamo ancora?

        Rispondi Mi piace Non mi piace
        1. Madama_granata - 4 mesi fa

          Non sbaglia: aspettiamo tempi migliori, e speriamo che noi tifosi del Toro si possa nuovamente “fare gol” anche serenamente seduti a tavola!

          Rispondi Mi piace Non mi piace
          1. Madama_granata - 4 mesi fa

            La mia prima è la risposta per “Maxx 72”, la seconda quella per Bacigalupo.

            Mi piace Non mi piace
      2. Madama_granata - 4 mesi fa

        Ma di questo sono sicura anche io!
        Solo mi “scoccia” che, almeno fino ad oggi, tutti i giocatori delle altre squadre, italiane e straniere le squadre, italiani e stranieri i giocatori, non abbiano fatto mistero di essere stati contagiati.
        Quello del Toro, primo tra tutti, e si è “nascosto” nell’anonimato.
        Ribadisco: le malattie in generale non sono una vergogna, anzi!
        La vittima del virus otterrebbe il sostegno, l’affetto e la vicinanza dei tifosi.
        In più, credo io, un personaggio pubblico, con il suo comportamento ed il suo esempio, potrebbe aiutare tante persone, specie tanti ragazzi giovani oggi in difficoltà, ad affrontare meglio questo maledetto Covid.
        Però, sia chiaro, per chi ha voluto fraintendere e come al solito insultare, e non parlo certo di lei, nessun “obbligo”, solo un po’ di delusione da parte mia.

        Rispondi Mi piace Non mi piace
        1. maxx72 - 4 mesi fa

          Siamo finalmente i primi in qualcosa e se qualcuno la insulta è solo un ignorante.

          Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. maxx72 - 4 mesi fa

    Ecco la foto del bandito grabina.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Bacigalupo1967 - 4 mesi fa

      Ormai è il flash mob della redazione…
      Come la fotografia di Bava con il colletto della camicia fuori dalla giacca

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. maxx72 - 4 mesi fa

        Quello è Macario senza il tirabacio.

        Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. user-13967438 - 4 mesi fa

    Intanto 3 positivi nella Viola…
    E 3 dello staff tecnico fanno 6…
    Con lo screening completo di tutte le squadre ne salteranno fuori ancora.
    E si parla di giocare.
    Si che i calciatori sono considerati mentalmente minorati tipo i modelli nel film Zoolander, ma chiedergli di giocare per suicidarsi sospetto sia un attimo sopra le righe.
    Papillon

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy