Le stime degli economisti: “Si perderanno 600 milioni se la Serie A non riprende”

Focus on / Le parole di Andrea Sartori, partner di KPMG responsabile mondiale della divisione sport

di Redazione Toro News

Andrea Sartori, partner di KPMG responsabile mondiale della divisione sport, stima sulle colonne de La Stampa quanto perderebbero i club di Serie A se il campionato non dovesse riprendere.

L’esperto di economia stima che, guardando alle tre classiche voci di ricavi, si rischiano 425 milioni d’impatto negativo per quanto riguarda i diritti tv. Per i ricavi da stadio, invece, possono venire a mancare 80-90 milioni di euro tra biglietti, abbonamenti e altri incassi.

Passando poi ai ricavi commerciali, basandosi sui bilanci 2017/2018, Sartori stima in 150 milioni la perdita. In definitiva, la Serie A rischia di perdere circa 600 milioni. Ripercussioni si avrebbero poi sull’immagine dei calciatori, oltre che per le competizioni europee per club e per le competizioni riservate alle squadre nazionali.

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  1. faina76 - 8 mesi fa

    Cominciamo a pagarli meno i calciatori e smettiamola di considerarli degli eroi e in questo anche voi che fate informazione sportiva avete le vostre responsabilità. La situazione che stiamo vivendo ci fa capire che gli eroi appartengono ad altre categorie,quella dei medici per esempio che rischiano la vita per salvare persone. Questo è un baraccone che fa girare tali somme da non potersi fermare neanche di fronte a una pandemia. La passione per il calcio e per il Toro che mi hanno insegnato mio padre e mia madre 60 anni fa era una cosa molto diversa da tutto questo.

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  2. CUORE GRANATA 44 - 8 mesi fa

    Ecco svelato il “segreto di Pulcinella”!Lor signori perderebbero 6oomln che valgono molto di più della tutela,per quanto tutelabile,della salute pubblica.Penso che questo tragico evento oltre a provocare danni globali per rimediare ai quali occorreranno anni dovrebbe indurre i “mercanti del tempio”a ripensare ad un catartico ridimensionamento del sistema che,a mio parere,pur in modo non così drammatico e repentino,sarebbe comunque imploso.Unicuique suum,anche la privilegiata categoria dei calciatori dovrà sacrificare “un quid” .”che rappresenterebbe in ogni caso uno iota rispetto ai sacrifici che noi “comuni mortali”saremo costretti a fare per arginare questo disastro.Prevarrà un minimo di comune buon senso(se ancora esiste)oppure cinicamente the show must go on? Se così fosse allora se la cantino e se la suonino a loro piacimento come quel pifferaio di Hammelin.Sempre FVCG!!

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