Culto x 100 di Fila / Due espulsioni, un’invasione e il Fila in rivolta: il derby Primavera del 1992
Il "Fila": una storia... da film! (VIDEO)
Quando le giovanili giocavano al Fila avevano un assaggio di professionismo per la pressione che dovevano sentire, che fossero giocatori di casa o avversari. Tanta gente a pochi centimetri, spesso anche membri del tifo organizzato che portavano un pezzo di Maratona sugli spalti. Al tempo stesso il Filadelfia offriva anche situazioni che, una volta saliti nel calcio dei grandi, non avrebbero più vissuto, decisamente ruspanti nel bene e nel male: in un’intervista Luca Pastine, sorridendo, ricordava qualche tifoso dall’ombrellata facile, ma si sprecano anche i ricordi di incitamenti o pittoreschi insulti in piemontese. Ho assistito alla finale d’andata del campionato primavera contro un’ottima Reggina nella stagione 1991/92: gli amaranto cercavano di perdere tempo nei minuti finali per mantenere lo 0-0, accentuando gli infortuni (“Se non hai il fisico, stai a casaaaa” le urla più carine) o perdendo tempo. Un temerario tifoso reggino mescolato ai nostri gridò “Falli morire di crepacuore” ricevendo in risposta un clamoroso “Ma sta braì piciu” che fece scoppiare tutti in una risata liberatoria. Al ritorno il Toro di Rampanti vincerà 4-3 in Calabria con tripletta di Christian Vieri e rete di Ivano Della Morte vincendo il secondo tricolore consecutivo.
Qualche settimana prima al Fila era andato in scena il derby. È una domenica mattina molto particolare. Il 10 maggio 1992 mancano soltanto tre giorni alla finale di ritorno di Coppa Uefa ad Amsterdam. Il Toro ha giocato in anticipo il sabato battendo 4-0 il Genoa e caricando all’inverosimile l’ambiente in vista dell’appuntamento con la storia. Mondonico e alcuni calciatori granata sono al Fila a vedere la gara. In campo c’è Christian Vieri che, poche ore prima, ha segnato con un gran colpo di testa il primo di tantissimi gol in serie A.
Christian surfa sull’onda lunga della rete del giorno prima: all’11’ riceve palla dalle retrovie, si ingobbisce e parte in irresistibile progressione lasciando sul posto due avversari e ritrovandosi solo davanti a Squizzi, battuto con freddezza. Il Fila, pieno come un uovo, esulta come se fossimo in una partita di campionato al “Delle Alpi”. Il Toro domina la scena, ma chiude in vantaggio solo di una rete complice anche un errore di Manni da distanza ravvicinata.
La Juventus reagisce nella ripresa e Vieri è costretto a qualche ripiegamento difensivo. Su uno di questi recupera palla, riparte, ma si allunga la sfera ed entra in ritardo su Ragagnin venendo espulso dall’arbitro Saccani, probabilmente perché viene aggiunta qualche parolina nei confronti del direttore di gara. Il pubblico inizia ad arrabbiarsi. Il Tg3 Regionale fa notare che “finiscono in campo barattoli vuoti”. Pochi minuti e i bianconeri sfruttano la superiorità numerica pareggiando con Pasino.
Il Toro si ricompatta, ma resta addirittura in nove per una gomitata di Lanzara a Pasino. Il pubblico è sempre più ostile. La miccia esplode quando il bianconero Ricca atterra Della Morte a gioco fermo. La gente preme sulla rete che separa gli spalti dal campo, dirigenti e membri della prima squadra cercano di calmare la situazione mentre la folla sembra quasi pulsare talmente è imbufalita. Un bastone colpisce un guardalinee al braccio costringendolo a cambiare lato del campo. Un solitario invasore di campo viene fermato in una scena che, come in quasi tutte le invasioni, è grottesca con persone in giacca e cravatta che finiscono a terra nel tentativo di placcare l’esagitato. Arriva Mondonico, provano ad abbassare la temperatura anche due giocatori non proprio noti per la loro tranquillità “L’intervento di Bruno e Policano serve a calmare gli animi” non è certo la frase che vi aspettavate di sentire a quei tempi, ma è realmente successo.
La Juventus decide di non affondare nonostante sia in dieci contro nove, Saccani verrà portato via dalla polizia su un cellulare. Un derby tranquillo, insomma. Vieri riparlerà dell’episodio anni dopo su Instagram chiedendo, tra il serio e il faceto, se fosse da rosso. Annoni risponderà ironicamente “Forse da giallo, io non avrei nemmeno fischiato” mentendo sapendo di mentire.
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