Culto di questa settimana ci racconta una delle partite più difficili dal punto di vista ambientale giocate dal Toro in campo europeo: ad Atene col Panathinaikos quando nel finale scoppiò anche una rissa incredibile

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Se due settimane prima un Comunale che sembrava un cielo stellato aveva salutato il riapparire del Toro sul palcoscenico europeo, il ritorno ad Atene contro il Panathinaikos sembrerebbe doversi giocare in una cornice molto più sinistra. I granata di Radice sono attesi da un clima caldissimo in campo, dove già a Torino scaramucce e interventi duri sono stati numerosi, e sugli spalti. Il timore di problemi e incidenti fa sì che le dichiarazioni della vigilia puntino sulla distensione: i giocatori si aspettano una partita di calcio e non di calci perché mettendola sulla rissa i greci avrebbero tutto da perdere dovendo ribaltare il risultato dell’andata. Sergio Rossi partecipa a una cena coi dirigenti greci quasi per suggellare un patto di non aggressione. Anche Junior ostenta fiducia: al paragone di ciò che succede in Coppa Libertadores, ciò che l’accaduto dell’andata “è roba da ridere”. Leo ricorda che col Flamengo, in Cile, si vide costretto a sferrare un pugno a un fotografo che stava colpendo un suo compagno con un teleobiettivo e si ritrovò coi poliziotti che gli puntarono le armi contro. Quello che capiterà di lì a qualche ora non andrà lontanissimo dalla situazione citata. Nel frattempo i greci, seppur in silenzio stampa, fanno circolare una foto di Beruatto in cui viene colto nell’atto di un gestaccio a un avversario nel match di quindici giorni prima. “Meglio che lui e Ferri non giochino” sibila Vanavakoulas, guardiano non particolarmente corretto di Junior all’andata. Nel frattempo i tifosi del Toro giunti in Grecia si ritrovano con una città contro e soprattutto i sostenitori più tranquilli si ritrovano a farsi difendere dagli Ultras in situazioni che potrebbero degenerare in guai peggiori. Il momento di forma delle due squadre è molto buono. I padroni di casa in campionato continuano a essere a punteggio pieno dopo quattro giornate (le ultime due gare sono vittorie di misura con l’Iraklis e in casa del Panserraikos, incontro a cui ha assistito il vice di Radice Romano Cazzaniga rischiando di venire colpito dal crollo di una tettoia della tribunetta dello stadio), mentre il Toro dopo l’andata continua la sua marcia in piena media inglese: 0-0 a Lecce con rigore fallito dall’ex Paciocco e vittoria 1-0 contro la Samp grazie a Junior dal dischetto.

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Il fischio d’inizio arriva alle ore 20. Lo stadio Olimpico di Atene, che evoca dolci ricordi “gufeschi”ai granata per il gol di Magath che regalò la Coppa dei Campioni all’Amburgo contro la Juventus, è pieno quasi in ogni ordine di posti. Hai voglia a dire, come Dossena, che la pista d’atletica non mette i tifosi addosso alle due squadre o, come afferma Zaccarelli, che ottantamila tifosi non vanno in campo, ma uno stadio così pieno e così numeroso fa comunque impressione e allora il modo per far calare la temperatura è provare ad ammutolirlo. Radice e i suoi alla vigilia hanno affermato che sarebbe un suicidio limitarsi solo a difendersi e che avrebbero controbattuto di rimessa appena possibile. La parola viene mantenuta subito. Il calcio d’inizio viene battuto dai verdi di casa, ma il pressing granata genera un pallone recuperato da Pileggi e un fallo a favore nella trequarti greca. Junior batte per Sabato che prolunga di testa verso Comi il quale si insinua fra Mavridis e il portiere Sarganis colpendo di destro. Il pallonetto dell’attaccante termina la sua corsa in rete, spettatori zittiti sugli spalti da un ragazzo di ventun anni, i numeri gialli del cronometro che scorre in basso a destra sullo schermo recitano quarantotto secondi. Il Panathinaikos ora deve segnare due gol per andare ai supplementari, tre per passare il turno. Il primo tempo degli ateniesi è fortemente condizionato dal gol subito a freddo: qualche mischia, un paio di tiri dalla distanza, due rigori reclamati (a torto) e non concessi dall’inflessibile arbitro Vautrot. Pileggi si becca una gomitata in faccia con l’intento di farlo desistere dal suo pressing indiavolato, mentre Schachner non ha paura nel lottare contro gli agguerriti avversari. Si va all’intervallo avendo patito meno del previsto.

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Nel secondo tempo il “Pana” prova con tutte le armi a disposizione, anche quelle della commedia, a rimettere in piedi la gara, ma Vautrot non abbocca e il Toro tiene senza tirarsi indietro dal clima di lotta, ma al tempo stesso senza mai perdere la testa. Al 70’, però, il modo in cui Corradini aggancia in area un defilato Saravakos è tanto ingenuo quanto netto e stavolta i greci possono presentarsi dagli undici metri. Il numero sette trasforma con freddezza regalando ai suoi una ventina di minuti per sperare nei supplementari. Per i granata parecchi batticuori, ma un solo reale pericolo con una botta Karugilas, dopo l’ennesimo mischione, respinta da Martina. Dopo 4’ di recupero Vautrot fischia la fine sancendo la meritata qualificazione di Junior e compagni, ma dando anche, involontariamente, il via a una rissa gigantesca. Si forma in fretta un capannello di giocatori. Junior reagisce a una provocazione avversaria, Corradini riceve un colpo al basso ventre, Zaccarelli prova a fare da paciere, ma si prende un pugno sull’orecchio da Karoulias, Pileggi viene inseguito da uno spiritato Gerothorodos e vista la malaparata prova a cercare protezione dalla polizia mentre alcuni personaggi non meglio identificati provano ancora a colpirlo. La squadra esce dal campo bersagliata da oggetti di ogni tipo e Roberto Cravero protegge un ancora frastornato Zaccarelli prendendo la via degli spogliatoi in una sorta di passaggio di consegne tra l’attuale e il futuro capitano del Toro. Sulle tribune il radiocronista Enrico Ameri viene aggredito e anche l’uscita dallo stadio dei sostenitori granata e il viaggio verso l’aeroporto non saranno particolarmente sereni fra tentativi di assalto agli autobus e nuovi lanci di oggetti.

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Mentre per “Zac” si renderà necessario il passaggio in ospedale per un serio problema al timpano, per Pileggi, oltre al danno, si configura anche la beffa col presidente ellenico Vardinojannis che si presenta negli spogliatoi accompagnato dalla polizia dicendo di volere che il numero sette vada con lui per rispondere di una denuncia per atti di violenza. L’intervento di Sergio Rossi placa il collega, ma il centrocampista dovrà comunque scusarsi pubblicamente in un momento altamente surreale. Le parole di Dossena sono le più significative: “Il calcio è fatto di esperienze nuove. Noi ne abbiamo appena fatta una molto interessante”. Dimenticando l’indegno finale, il Toro ha passato un importante esame di maturità. Finché si è giocato a pallone non ha fatto alcun errore di inesperienza con Junior e “Dos” veri leader del centrocampo, un Ezio Rossi capace di fermare chiunque e Comi autore di un gol fondamentale e di tante altre cose utili. I tifosi del Toro rimasti a casa, una volta spenta la tv, hanno ricompensato questa grande prova andando in trecento a Caselle, perché dopo l’ora della violenza per questo Toro ci fosse il momento dell’affetto.

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