Torna "Granata dall'Europa", di Michele Cercone: "Il mister ha fatto sembrare facile e entusiasmante un compito che era improbo e ingrato e si è già guadagnato la chance di guidare il Toro anche nella prossima stagione"

Torino FC v FC Internazionale - Serie A

Tutti i meriti di D'Aversa contro l'Inter (VIDEO)

Al di là dei risultati delle prossime gare, credo che D'aversa si sia già guadagnato la chance di guidare il Toro anche nella prossima stagione. A parlare in favore del neo allenatore granata sono l'andamento da parte alta della classifica, il carattere che la squadra mette in campo e l'onestà intellettuale dimostrati dal tecnico abruzzese. Quattordici punti in otto gare con una rosa di poca qualità e per giunta trovata ''sotto un treno'' sono un eccellente viatico che testimonia l'ottimo lavoro fatto in allenamento e negli spogliatoi. Portando il Toro fuori dalla palude della lotta per la retrocessione in meno di due mesi, D'Aversa ha fatto sembrare facile e enstusiasmante un compito che era invece improbo e ingrato. Lo ha fatto applicando poche, semplici regole, lineari come le sue scelte di formazione e come la sua comunicazione con i tifosi, sempre onesta e trasparente. Lo ha fatto non derogando da quelle regole per nessuno, e riportando all'ordine un gregge che con Baroni sembrava ormai disperso. Gli attestati di fiducia nei suoi confronti di leader come Zapata, Simeone e Ismajili pesano tantissimo e testimoniano una capacità di aggregare le forze attorno ad una visione comune che da tempo non si vedeva al Filadelfia.

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Uno dei grandi meriti del mister è stato riconoscere da subito i propri limiti e chiarire con ammirevole modestia che per un tecnico con il suo background allenare il Torino è un punto d'arrivo da vivere con entusiasmo e orgoglio. Pur sapendo di avere un contratto a tempo, il suo entusiasmo e il suo orgoglio li ha instillati sin dal primo istante in ogni suo sforzo, finendo col trasmetterli quasi per osmosi alla squadra. Non si spiega altrimenti il fatto che sotto di due reti al settantesimo minuto con la prima forza del campionato, senza stimoli di classifica e senza ulteriori motivazioni, gli stessi giocatori delle disfatta di Como e Genova abbiano dato una solida dimostrazione di attaccamento alla maglia e ai tifosi, andandosi a prendere un pareggio su cui nessuno avrebbe scommesso. Anche il mister ci ha messo del suo e con i cambi (forse il principale tallone d'Achille di Baroni) ha ridisegnato una squadra a trazione anteriore che poteva rischiare l'imbarcata clamorosa, e che ha invece messo in seria difficoltà la prima della classe.Al di là delle qualità e delle capacità espresse in questo scorcio finale di campionato, un altro elemento cruciale gioca in favore della scelta di rinnovare il contratto di D'Aversa: la prossima stagione sarà dura e complicata come questa uscente, se non di più. Inutile fare voli pindarici o immaginarsi scenari irrealistici di ambizioni maggiori: il bilancio in rosso e le pochissime plusvalenze a disposizione puntano ad un ulteriore ridimensionamento del monte ingaggi e delle risorse disponibili per il mercato. Di fronte alla necessità di rimpiazzare almeno metà della rosa per scadenza di contratti e scommesse perse, Petrachi si troverà con meno risorse di Vagnati e con l'obbligo di fare cassa con la poca qualità ancora rimasta.

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Sommando gli addendi, il risultato più probabile sarà l'addio di uno o più degli attaccanti attuali (gli unici che possono garantire entrate) e la ricerca di profili low cost e di scommesse (speriamo giovani e italiane) per rimpolpare una squadra il cui obiettivo principale sarà la salvezza (speriamo tranquilla). Al netto del fatto che in queste circostanze sarebbe difficile convincere un allenatore di primo piano a venire al Toro, D'Aversa resta la scelta più congrua per affrontare un simile scenario perchè avrebbe il vantaggio di conoscere già l'ossatura della rosa, di godere della fiducia dei giocatori più rappresentativi e di poter continuare il lavoro di consolidamento iniziato quest'anno. Sarebbe inoltre conscio delle difficoltà che deve affrontare una squadra che parte per garantirsi la permanenza in serie A e basandosi su aspettative realistiche, potrebbe lavorare senza pressione eccessiva. Certo, uno scenario cosi' pessimista non puo' far felici i tifosi, ma bisogna anche imparare dal passato, e guardando agli ultimi anni forse è meglio cominciare ad accettare che per il Torino FC guardare la classifica dal basso sarà sempre più una realtà con cui fare i conti. Meglio farli prima e bene, che ritrovarsi a un passo dal disastro, e dover trovare alla fine della prossima stagione un D'Aversa che tiri fuori dal cilindro il coniglio di una comoda salvezza. Anche perchè i trucchi di magia non riescono tutte le volte.

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