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Granata dall'Europa

Mister sconfitta

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Torna "Granata dall'Europa", la rubrica di Michele Cercone: "Continua a non convincere il brutto calcio di Baroni, che può ormai fregiarsi dei titoli di 'mister sconfitta' e 'mister difesa bucata'..."
Michele Cercone Columnist 

Davvero dovremmo essere felici per l'ennesima uscita dalla Coppa Italia e per un pareggio immeritato acciuffato all'ultimo minuto? Ad ascoltare mister e società sembra che l'ultima settimana abbia offerto ai tifosi di che essere orgogliosi ed ottimisti. Peccato che i fatti dicano tutt'altro: nelle ultime dieci gare sono arrivate otto sconfitte e un pareggio, e l'unica vittoria è stata quella stentata con il Lecce. Al di là dei risultati disastrosi, quello che continua a non convincere è il brutto calcio giocato dalla squadra di Baroni, che può ormai fregiarsi di due discutibilissimi titoli: 'mister sconfitta' e 'mister difesa bucata'.

Con undici sconfitte in stagione (dodici contando anche quella in Coppa) Baroni è entrato già in negativo nella storia del club, e le altre quattordici gare ancora da disputare rischiano di offrire materiale per peggiorare questo mestissimo record. Ancor peggio va con i palloni raccolti in fondo alla rete: con 42 gol subiti finora (and still counting...) Baroni veleggia solitario verso il titolo di allenatore del Torino la cui squadra ha subito più goal in una sola stagione. Intendiamoci: la responsabilità dell'ennesima stagione buttata via e della sgangherata armata Brancaleone che indossa la maglia granata è principalmente della società, con nota di biasimo particolare per Vagnati. L'allenatore però ha avallato sin dall'inizio, e continua a difendere, l'operato della società, alla quale non ha mai mosso alcuna critica. Baroni si è fatto andare bene tutto, dall'inguardabile mercato estivo alla presenza in rosa di elementi inadeguati al suo tipo di gioco e privi di motivazione.

Senza il repulisti di Petrachi vedremmo ancora trottare per il campo Ngonge, Asllani e compagnia cantante. La sua ossequiosa acquiescenza, il suo rumoroso silenzio davanti a storture palesi e patenti è andato di pari passo con la confusione e l'incapacità gestionale. A quasi tre quarti della stagione non esiste un gruppo né una squadra; ogni partita ha visto scendere in campo in campo una formazione diversa, con però tratti caratteristici sempre uguali: difesa inguardabile e colabrodo, centrocampo molle e senza qualità; attacco al di sotto delle aspettative. Il tutto condito da formazioni e moduli cervellotici, cambi scellerati, svolte incomprensibili nella scelta di titolari e riserve, gestione discutibile della rosa. La squadra mostra la stessa verve dell'allenatore: mai un accenno di granata, mai un sussulto d'orgoglio, mai un'ambizione che non sia fare il compitino, nessun obiettivo concreto e un mesto accontentarsi della mediocrità.

Mentre accumula record negativi e latitano gioco e risultati, Baroni sottolinea però una cosa: "Chi vuole tutto e subito ha sbagliato indirizzo"; un modo per ricordare ai tifosi che ci vuole pazienza per costruire un percorso solido. Messaggio giusto, ma destinatario clamorosamente sbagliato: sono trent'anni che i tifosi portano pazienza e fanno prova di un amore per il Toro che meriterebbe prima o poi di essere ricambiato da chi di dovere. Provi, caro mister, per una volta a rivolgere le sue critiche e i suoi moniti alla società e al presidente, e mostri ai tifosi che lei merita l'enorme passione e il colossale sostegno che i tifosi non le hanno fanno mai mancare, nonostante i record negativi che sta accumulando.

Il Toro, il giornalismo e l'Europa da sempre nel cuore. Degli ultimi due ho fatto la mia professione principale; il primo rimane la mia grande passione. Inviato, corrispondente, poi portavoce e manager della comunicazione per Commissione e Parlamento Ue, mi occupo soprattutto di politica e affari europei. Da sempre appassionato di sport, mi sono concesso anche qualche interessante esperienza professionale nel mondo del calcio da responsabile della comunicazione di Casa Azzurri. Osservo con curiosità il mondo da Bruxelles, con il Toro nel cuore. Mi esprimo a titolo esclusivamente personale e totalmente gratuito.

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