Non è andata come speravamo. Per niente. Al contrario, questo derby è stato forse molto più simile a quello che nel nostro immaginario definiamo un derby da incubo: la solita decisione arbitrale che condiziona la partita, un rigore contro, tre gol sul groppone, le reti segnate da quelli che meglio (quindi peggio) rappresentano la juventinità e, nel tutto, uno stadio completamente bianconero con solo uno spicchio di luce granata. Un incubo, appunto. Neanche la fugace ricomparsa del “fantasma di Salas” verso la fine del primo tempo è riuscito ad addolcire un po' l'amaro calice che abbiamo dovuto trangugiare.

JUVENTUS TORINO

CAPRO ESPIATORIO - Eppure nell'amarezza di una serata che non augureresti neanche al tuo peggior nemico (anzi magari a lui sì, soprattutto se tifa Juve e magari si tratta del 28 aprile 2013), la cosa che più mi ha fatto imbufalire è stato, durante e dopo la partita, sentire il coro unisono di condanna e di criminalizzazione del povero Glik. Perchè passi imputare a Kamil l'eccesso di agonismo, passi addebitargli l'ingenuità, al limite della stupidità, di un simile intervento in una zona del campo così lontana dalla nostra porta, passi la colpa grave di aver rotto l'equilibrio della squadra, ma sentire tutta la solita serie di frasi fatte e banalità assortite tipiche di un certo giornalismo che del sensazionalismo e del qualunquismo “all'italiana” ha sempre fatto una bandiera, quello no, non lo accetto! Perchè, signori mi spiace, ma io quell'entrata l'ho rivista decine di volte da tutte le angolature possibili e ancora adesso non riesco ancora a capacitarmi come un arbitro possa tirare fuori il rosso diretto per un intervento deciso sulla palla. Sulla palla. Magari scomposto, magari duro, ma chiaramente ed inequivocabilmente sulla palla. Tant'è che Giaccherini non si è fatto assolutamente nulla ed è stato sostituito non per problemi fisici ma a causa del fatto che era stato semplicemente nullo, come quasi tutto il resto della sua squadra, per tutto il primo tempo.

DALLA PARTE DI KAMIL - Io sto con Glik perchè sono stufo di vedere arbitraggi a doppie velocità e a doppio senso: rapidissimi a tirare fuori i cartellini contro certe squadre, un po' meno con altre. Io sto con Glik perchè odio quei saccentoni di commentatori che seduti al caldo del loro studio pontificano contro questo o quello dimenticandosi troppo spesso di avere, molti di loro, un passato da calciatori. Io sto con Glik perchè quei commentatori ex calciatori sono quasi sempre “casualmente” ex di una della tre intoccabili del calcio italiano (Inter, Milan, Juve). Io sto con Glik perchè non è possibile che non ci sia mai una voce fuori dal coro che abbia il coraggio di dire su stampa e tv nazionali che contro il Parma Sansone non aveva simulato ma era stato effettivamente toccato, che il rigore fischiato a Roma era inesistente, che il fuorigioco di Bianchi sul gol annullato contro il Cagliari neanche un cyber-guardialinee avrebbe potuto stabilirlo con certezza. Io sto con Glik perchè non si capisce come mai al Comunale se ti tirano una bordata da due metri e ti sposti per ripararti il corpo con le braccia è rigore (Torino-Cagliari) mentre se allo Juventus Stadium fermi da ultimo uomo l'incursione di un avversario toccando la palla con la mano è tutto regolare...

SIAMO NOI GLI ISTIGATORI? - E poi sto con Glik perchè, guardando in casa nostra, siamo noi tifosi del Toro i primi a chiedere un gioco maschio ai nostri giocatori, siamo noi i primi a “caricare”i giocatori per partite come il derby, siamo noi a chiedere di metterci le palle e di non tirare mai indietro la gamba, siamo noi che in passato cantavamo “picchia per noi Giacomo Ferri” o “picchia per noi Pasquale Bruno”. E allora dovremmo essere noi i primi a perdonare Kamil se si è fatto cacciare da un arbitro che, a parti inverse, non giurerei che avrebbe sventolato lo stesso cartellino. Perchè io capisco se si fosse fatto buttare fuori per un fallo di reazione o per una scorrettezza a gioco fermo. Ma il nostro Glik ha solo voluto ringhiare su tutto ciò che di bianconero gli passava vicino ed è stato esageratamente condannato per un fallo di gioco che, come hanno sottolineato sia Ogbonna che D'Ambrosio, al massimo era da ammonizione. Ed io di questo a Glik non ne farò mai una colpa. L'essere stato “granata” fino al limite non può mai essere una colpa ai miei occhi. Perchè se no smettiamola con la retorica del tremendismo, del cuore Toro: un conto è fare dell'agonismo un punto di forza, un conto è essere cattivi. Non si può chiedere ai giocatori di “darci dentro” salvo poi “scaricarli” se vengono espulsi: ci vuole coerenza. Kamil non è stato affatto cattivo, checchè ne dica un certo tipo di giornalismo sportivo ipocrita che ama il processo alle intenzioni e ama “sbattere il mostro in prima pagina”.

Kamil, non sarai un adone, ma non sei nemmeno un mostro, tranquillo...

Alessandro Costantino (Twitter @AleCostantino74)

(foto Dreosti)

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