Il buono, il brutto e il cattivo

Il Granata Della Porta Accanto / Marco Giampaolo, Nunzio D’Angieri, Urbano Cairo: un cast d’eccezione per un film già visto (troppe volte) su questi schermi…

di Alessandro Costantino

Quando ero ragazzo un mio amico spesso indossava una t-shirt con una scritta su tutto il davanti della maglietta che recitava in loop questo mantra: “dalla storia si impara che non si impara niente dalla storia si impara che non si impara niente dalla storia…” e così via. Una frase “circolare” che racchiudeva una semplice grande verità applicabile ad ogni ambito: per quanto abbiamo sotto gli occhi gli errori commessi dal genere umano nel corso della storia, a cicli più o meno lunghi, i medesimi errori vengono ripetuti come se di essi non ne esistesse memoria. E sostanzialmente è ciò che avviene ad ogni sessione estiva del calciomercato in casa Toro (quella invernale non la consideriamo, tanto sistematicamente ci “asteniamo” dal partecipare): annunci pomposi, “quasi fatta per”, trattative estenuanti che spesso svaniscono in una bolla di sapone, acquisti tardivi, squadra lasciata incompleta, voci destabilizzanti di partenze di giocatori chiave/simbolo (mai che riguardino quelli indesiderati dai tifosi…), rumors attorno al club di un potenziale acquirente all’orizzonte, allenatore di turno deluso, ma sempre pubblicamente “soddisfatto di come ha operato la società” e, dulcis in fundo, classica dichiarazione finale del presidente a poche ore dal gong: “siamo a posto così”. Insomma, il solito film che visto e rivisto non porta alla noia, ma ad una rabbia sempre più profonda unita alla crescente sensazione che qualcuno si diverta a prendere in giro noi tifosi granata.
“Il buono, il brutto e il cattivo”, remake del film che ogni anno va in onda sugli schermi del Torino FC, quest’anno vede un cast d’eccezione con il solito grande attore protagonista e due new entry di livello.

FLORENCE, ITALY – SEPTEMBER 19: Marco Giampaolo manager of Torino FC looks on during the Serie A match between ACF Fiorentina and Torino FC at Stadio Artemio Franchi on September 19, 2020 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

IL BUONO – Per la parte del buono la scelta è caduta su Marco Giampaolo. Il mister ex Milan e Doria ha il physique du role: pacato, riflessivo, molto preparato (non per niente è già stato ribattezzato “il Maestro”) è salito alla guida del Torino con un’ingenuità che se non fosse per il faraonico stipendio che lo mette al riparo da qualunque compatimento, farebbe quasi tenerezza. Spesso mi chiedo dove ha vissuto Giampaolo negli ultimi anni, visto che è un fior di professionista con lunga esperienza nel calcio di Serie A, per accettare di entrare alla corte di Cairo pensando di farlo alle proprie condizioni. Un integralista che necessita di una società che lo supporti avrebbe dovuto sapere che la storia recente del Torino (diciamo quella degli ultimi 15 anni) è andata esattamente nella direzione opposta: mister aziendalisti che hanno sempre dovuto fare fuoco con la legna che avevano. Forse il buon Giampaolo si è fidato di una stretta di mano: più che il buono, mi sa che rischia di fare la parte del fesso…

Nunzio D’Angeri, secondo da sinistra, ha dichiarato di essere interessato a rilevare il Torino

IL BRUTTO – Nunzio D’Angieri è il protagonista che non ti aspetti, perfetto per la parte del brutto. Non per il suo aspetto fisico, particolarmente curato sebbene un po’ kitsch, ma perché non corrisponde per nulla ai canoni di ciò che il tifoso granata si aspetterebbe da chi fa la parte del potenziale acquirente della società: di fede juventina, di patrimonio incerto (si cita un suo inserimento alla posizione 601 della classifica stilata da Forbes sugli uomini più ricchi del pianeta, ma poi non si ha prova che ciò sia vero…), di mestiere “esotico” (ambasciatore del Belize), sfacciatamente interessato al business stadio, con un figlio giovane e senza curriculum già promesso presidente, è esattamente un profilo “brutto” per essere il potenziale futuro proprietario del Torino. Anche ammettendo che abbia in mano le carte giuste per far vacillare Cairo, tempistiche e modi non sono dalla sua parte per farsi “amare” dalla gente…

Cairo

IL CATTIVO – In una famosa battuta del cartoon-film “Chi ha incastrato Roger Rabbit? “, la bella Jessica diceva:” Non sono cattiva, è che mi disegnano così… “. Il Presidente Cairo non è una cattiva persona, è che ormai quella parte agli occhi della grande maggioranza dei tifosi granata non se la toglie più di dosso. La cosa che lascia allibiti è che un uomo con una personalità egocentrica come la sua, che ama sempre avere il consenso attorno a sé, ha fatto davvero poco o nulla per cercarlo andando incontro alle peculiarità particolari che la piazza granata chiede a chi regge le sorti e il comando del Torino. Non è (solo) questione di soldi spesi e di bilanci in ordine, ma di empatia con la storia e le caratteristiche di questo club. È quasi mancata la furbizia, verrebbe da dire, di fare nei momenti giusti delle mosse giuste per andare incontro alla volontà della gente: perché inciampare in una storia assurda come quella del Robaldo quando bastava con un esborso ridicolo per il bilancio del Torino FC accollarsi qualche onere in più di fronte alla Città ma dimezzare, se non azzerare, i tempi burocratici delle varie pratiche e avere già da chissà quanto tempo il centro sportivo per le giovanili pronto e funzionante? Perché fare dei continui tira e molla sul Filadelfia con la Fondazione quando la volontà della gente granata è sempre stata di vederlo rinascere e poterlo tornare a vivere quotidianamente? Perché agire sul mercato sempre con i soliti rituali stancanti e, alla fine, poco produttivi in termini di qualità ed efficacia degli acquisti? Zaza e Verdi, i due più onerosi acquisti in 116 anni di storia del Torino, sono lì a dimostrare che non sono i soldi ma i tempi, i modi e le competenze a fare la differenza sul mercato. Possibile che non si voglia mai proiettare un film diverso anche quando a parole si dice che si vuole farlo?
E allora si torna sempre alla maglietta del mio amico. Dalla storia si impara che non si impara niente dalla storia…


Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.

Disclaimer: gli opinionisti ospitati da Toro News esprimono il loro pensiero indipendentemente dalla linea editoriale seguita dalla Redazione del giornale online, il quale da sempre fa del pluralismo e della libera condivisione delle opinioni un proprio tratto distintivo.

60 Commenta qui

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  1. michelebrillada@gmail.com - 3 settimane fa

    il bello non lo vedo il buono non so di sicuro il bugiardo c’è ed è il presiniente

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  2. christian85 - 3 settimane fa

    Ottimo articolo.
    Comunque, attualmente, il Torino Calcio vale 122 milioni di euro ( secondo Transfermarkt ) e come potete vedere voi stessi, Sassuolo e Udinese hanno un valore addirittura più alto.

    122 milioni è una rosa appunto da 14°posto.

    Per potersene andare, poco poco che sia, almeno 250 milioni qualcuno deve comprare il Toro; ma ripeto 250 è il valore minimo per poter cedere e guadagnarci il doppio, ma una merda umana come Cairo come minimo pretenderà 300 milioni. Cifra che nessuno sarebbe disposto a sborsare nonostante sia una società con i conti in regola.

    Qualcuno qui dice che sicuramente ha il suo tornaconto, ma certo ! Cairo ha fatto bene i suoi conticini.. che rimanendo in sella, SENZA FARE NULLA, appunto.. guadagnerebbe 5 volte un’offerta faraonica da 300 milioni come detto.. per cui con molta pace.. mettetevi in testa che per ALMENO altri 15 anni questa merda umana continuerà a essere in sella.

    Brutto dirlo, ma triste realtà.

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    1. Toro75 - 3 settimane fa

      La parte finale del tuo discorso ha tutto il mio appoggio non potevi esprimerti meglio

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    2. suoladicane - 3 settimane fa

      il valore di una società (e per una di caclio le regole sono più o meno le stesse) lo fanno alcuni parametri oggettivi ed altri basati sulle previsioni e le aspettative di mercato
      1. la rosa: la rosa della cairese vale 125 mio? IN UNA IPOTETICA VALUTAZIONE/TRATTATIVA per il presiniente potrebbe valere anche il doppio, per chi volesse comprare anche la metà
      2. altri parametri oggettivi la cairese non ne ha, non ha strutture, non ha merchandising, ha un settore giovanile asfittico, non ha nulla
      3. aspettative e bacino di utenti: i risultati sportivi degli ultimi 5 anni sono mediocri ed in fase calante, il bacino di tifosi è al minimo storico, per crescere sarebbero necessari poderosi investimenti in primis sulle strutture, poi nel settore giovanile, poi nella rosa della prima squadra ed anche una bella rivoluzione dell’organigramma societario sarebbe auspicabile.
      Butto li una cifra, il torino fc che non ha debiti se non quelli di funzionamento, può valere tra 80 e 120 milioni, capiamo tutti che urbanetto non voglia vendere; e la strategia di non fare investimenti in nulla è funzionale al suo progetto di avere uno strumento di popolarità a costo zero; valesse le cifre che si sentono in giro (fantaeconomia) potrebbe essere tentato a vendere, ma lo può/vuole fare
      CAIRO VATTENE

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      1. suoladicane - 3 settimane fa

        ma non lo può o non lo vuole fare

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  3. claudio sala 68 - 3 settimane fa

    I dubbi legittimi espressi nell’articolo bisognerebbe girarli a Cairo. Quello che è certo che il Toro non è una sua priorità per cui gli investimenti seguono questa lineadi basso profilo e di disinteresse del risultato sportivo. Non ha interesse a vendere perché comunque un tornaconto positivo c’è l’ha sempre a prescindere dallo stadio di proprietà o da un centro sportivo attrezzato. Piuttosto la lega calcio dovrebbe aumentare i parametri per l’iscrizione alla serie A delle società (es. Centro sportivo, stadio di proprietà) , così figure come Cairo sparirebbero

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  4. GrilloParlante - 3 settimane fa

    Più che Il Buono, il brutto e il cattivo sembra “Il giorno della marmotta” ma senza lieto fine, per quello aspettiamo che cairo venda.

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    1. bloodyhell - 3 settimane fa

      ahahahah, mi sa che hai ragione. Comunque con “il giorno della marmotta” mi sono divertito tantissimo.

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  5. turin - 3 settimane fa

    La citazione di “chi ha incastrato roger rabbit?”, e’ una delle piu’ belle e profonde della storia del cinema, e descrive bene molti degli umori che noi tifosi abbiamo nei confronti di cairo. Complimenti!

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  6. bloodyhell - 3 settimane fa

    ma se mi citi hegel e sergio leone, tu mi annichilisci, caro costantino.quindi ti applaudo a prescindere.e sulle carenti competenze della società torino calcio, non si può che darti ragione

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  7. Messere Granata - 3 settimane fa

    Stiamo perdendo le radici. Il DNA, che distingueva il Torino dalle altre Squadre, sta scomparendo. Il “metro” di valutazione si è trasformato, rinnegando i nostri valori storici come la passione, la fede, l’umiltà e il coraggio. Si è ormai affermata una nuova ed unica “unità di misura”: il Denaro. Quello che non avremo mai, quello che non sarà mai abbastanza, quello che “gli altri vincono” perché ce l’hanno. È il nuovo Calcio. È il nuovo Mondo. E l’unico Dio. Preferisco macerarmi nella nostalgia dei sentimenti, che logorarmi nel baratro dell’invidia. Il Torino deve tornare ad essere la Squadra del Popolo e delle “piole”. Perdere sì, ma da Vincitori.

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    1. TOROPERDUTO - 3 settimane fa

      Molto difficile trovare le nostre radici con questa società

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  8. fabrizio - 3 settimane fa

    ottimo articolo.

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  9. CUORE GRANATA 44 - 3 settimane fa

    In quest’articolo,per una volta,a mio parere,Costantino ha smesso d’indossare i panni del conciliante aziendalista e,pacatamente,ha espresso con chiarezza il pensiero della più parte di noi tifosi.Tra i vari commenti mi permetto enucleare un frammento del post di NEss laddove afferma “secondo me alla stragrande maggioranza dei tifosi non frega niente del Filadelfia… NEss ha messo “il dito nella piaga!”Tale asserzione vale forse per i tifosi più giovani che del Fila hanno solo “sentito parlare”da padri\nonni ma il Fila,lo dico da tifoso con più di 60 anni di militanza,è sempre stato “il motore”del Toro,le sue radici,i suoi valori identitari!E’ su questa indifferenza che “lucra”Cairo con il suo inqualificabile atteggiamento! Un Fila completato nei suoi 3 Lotti tornerebbe ad essere “punto di aggregazione”per tutti i tifosi e “fiore all’occhiello”della Città.Contano solo i risultati? Per favore quali risultati? Proseguendo in tal modo non avremo mai entrambe le cose e saremo destinati a scomparire!FVCG!!!

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    1. granatasky - 3 settimane fa

      Parole Sante: il Vecchio Fila era il cuore, l’anima, l’essenza del Toro, il Respiro degli Invincibili.

      E tutte le volte che salivi quei gradini per andare nella vecchia tribuna, prima toccando il pallone di fianco, ti venivano i brividi.

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      1. tric - 3 settimane fa

        Premesso che sono più vecchio di Voi (credo), vi dico il mio pensiero. Il vecchio Fila non torna e non tornerà mai più. l’ha demolito Novelli e prima ancora l’aereo di Superga. L’Atalanta non ha il Fila, ma fila che è un piacere. Occorrono invece tecnici di calcio che non pensino di far fare il “regista” a Rincon. Piuttosto, visto che non ne circolano tanti, si potrebbe provare ad adattare Lukic o Segre, in quel ruolo.

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        1. granatasky - 3 settimane fa

          Quello che occorre è spazzare via il mandrogno e tutto il suo entourage di lacchè, altrimenti continueranno sempre ad esserci allenatori dal CV dubbio che, in cambio di ingaggi dorati, si fanno imporre e andar bene, dal loro datore di lavoro, la qualsiasi, nonchè dirigenti yesmen lautamente pagati anche loro, che sono semplici burattini nelle mani del manrogno il quale, da buon “cliente” dei gobbi e accentratore egocentrico votato alle plusvalenze e ai quattrini, farà tabula rasa di quel che resta del FC Torino Calcio.

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        2. CUORE GRANATA 44 - 3 settimane fa

          Certo “il vecchio Fila”quel Museo a cielo aperto con la sua architettura “old british” purtroppo non tornerà più e rimarrà vivo nella memoria di “noi vecchietti” fintantochè “terremo duro..”Ma il punto essenziale a mio parere è un altro.Dovrebbe diventare “campo di allenamento”per la prima squadra dotato di tutto quanto occorrente oggi per l’attività calcistica a livello professionistico,la Sede Sociale ed il Museo.In buona sostanza “un luogo dell’anima” forse “snaturato” sotto un certo punto di vista dall’ormai insostituibile tecnologia ma dove, sono convinto,tornerebbe ad aleggiare “lo Spirito degli Invincibili”e luogo d’incontro per i tifosi.L’attuale “aborto”a mio parere con quei silenti mozziconi di gradinata in ogni caso rappresenta una vergogna non più tollerabile.FVCG!!

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    2. TOROPERDUTO - 3 settimane fa

      Ai tifosi del Toro interessa eccome il Filadelfia.
      Il problema è che interessa a loro e a nessun altro

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  10. tric - 3 settimane fa

    Il primo deve dimostrare. i suoi trascorsi non sono così eccezionali. Il secondo mi auguro non esista, riguardo la mia squadra del cuore. Il terzo ha difficoltà, nel calcio, a trovare collaboratori validi e spende quasi sempre male. Il titolo dell’articolo è un’i…dio….zi…a!

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  11. Granata Forever - 3 settimane fa

    Chapeau! Racchiude pienamente il mio pensiero!

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  12. f_p_b_qsv_14554814 - 3 settimane fa

    Grandissimo articolo. Chapeau. Eppure il quadro che energie contrasta con una parte della realtà, ovvero esiste una sorta di consenso che io definisco “disperato” perché si alimenta di quelle finte chimere ed illusioni al fine di non cadere nel più cupo realismo. Parlo di quella parte di tifoseria , presente in gran numero qui – stt in termini di commenti – ( forse perché poco gravata dal vivere quotidiano) che con discorsi forbiti da allenatori in erba santificano gli acquisti e di conseguenza l’operato societario .Ecco al titolo cinematografico aggiungerei alche “il pazzo”

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  13. Tommydado - 3 settimane fa

    Per me sono solo 3 persone che non fanno e non faranno del bene al toro

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  14. Daniele abbiamo perso l'anima - 3 settimane fa

    Anche a me un milionario non fa tenerezza e soprattutto non fa compassione, e reputo che ad ogni modo Murru Linetty Bonazzoli li abbia voluti lui ed è stato accontentato. Ovviamente Cairo lo ha e ci ha privati dell’innesco più importante che sarebbe stato Torreria, mentre non ha colpe sul mancato arrivo del sopravvalutato (in ogni senso ) Ramirez.
    Reputo il mercato del Toro insufficiente per il non acquisto di un regista e per non essere stato in grado di cedere Izzo Lyanco e Zaza, colpe con attenuanti dovute all’emergenza sanitaria. Ma per un motivo o per l’altro noi il salto di qualità con Cairo non lo faremo mai.
    In quanto a D’Angieri, soprassediamo su questa ennesima e grottesca presa in giro dell’ennesimo coglione.. e attendiamo tempi migliori …un’altra volta

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  15. NEss - 3 settimane fa

    Mah, non fa niente per gli allenatori. Non mi ricordo tutti i trasferimenti in 15 anni, ma partiamo con Lerda e la storia infinita per Gabbionetta. Ventura si e’ preso mezza squadra da Bari e Pisa. Mihajlovic non credo sia stato estraneo a Lialjc, Lyanco, Niang, De Silvestri e chissa’ se dimentico qualcuno. Mazzarri, a parte Rosati che ha voluto per controllare lo spogliatoio, non saprei chi si e’ portato. E adesso Giampaolo che ha ottenuto 4 giocatori allenati in precedenza, su 6 del mercato.

    Non sono davvero convinto che gli allenatori non abbiano voce in capitolo sul mercato.

    Rimangono inspiegati, invece, acquisti come Soriano e Zaza. Verdi si diceva richiesto da Mazzarri ma non sappiamo se vero.
    Probabilmente fanno parte degli altri attori da accontentare insieme all’allenatore: i procuratori amici. Amicizia che ha portato Maximovic ma anche Carlao.

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    1. NEss - 3 settimane fa

      Non sono neanche convinto della questione Filadelfia.
      Secondo me alla stragrande maggioranza dei tifosi non frega proprio niente. Contano solo i risultati.
      Adesso che c’e’ il Fila, per esempio, non mi pare sia cambiato molto nel rapporto coi tifosi.

      Posso sbagliare, per carita’, ma ho questa impressione.
      Arriva quinto in campionato e ai tifosi va bene se si allenano nel parcheggio del supermercato. Finisci 16emo e si puo’ creare una polemica anche sul colore scelto per la terza maglia,.

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  16. Guevara2019 - 3 settimane fa

    Primo punto:Uno che guadagna 3 milioni in due anni non fa tenerezza, non le hanno dato la squadra che voleva? Tiri fuori gli attributi e sbatta la porta.

    Secondo punto:D’Angeri? Ci manca solo più un ambasciatore del Belize e pure gobbo, l’apoteosi del non senso.

    Terzo punto:Colui che ha tirato fuori un bel po’ di soldi, non tutti quelli che vanta, e si è fatto bidonare il più delle volte, con molto meno esborso e più competenza avrebbe ottenuto migliori risultati e ne vedremo delle belle anche quest’anno, o meglio a maggio del prossimo.

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  17. 53 anni di toro - 3 settimane fa

    Bah….se arrivava anche Torreira Cairo sarebbe Santificato invece che criticato.
    Tutte le discussioni ruotano intorno al modulo del mister.
    Non c’è il play basso.
    E allora?
    Ve lo dico io , il regista non serve , il mister vuole piedi buoni ed è il fantasista che deve innescare i pericoli.
    Sia che faccia assist gol o che porti via due avversari per liberare i compagni.
    Il regista lo hanno dato in pasto a voi per discutere, giornalisti compresi,e sviare altre operazioni.
    Ripeto che oggi pochissime Square hanno il play basso ovvero vi sembra che l’abbiano ma in realtà è tutta la squadra che gioca bene e precisa la palla.
    Il mister vuole piedi buoni non un regista.

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  18. ElettoreReazionario - 3 settimane fa

    Articolo meraviglioso, nella sua genuina semplicità e nella sua cruda chiarezza.
    P.S.: Gianluca Sartori, censurami pure questo commento.

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  19. Michel - 3 settimane fa

    La cosa strana è che spesso i presidenti del Toro o gli aspiranti tali non sono tifosi del Toro, vedi Cairo, che passione può avere per i colori granata ? Normale che per lui sia un’azienda come un’altra…e questo D’Angieri, pure Juventino, ma si può ? Amico anche degli Agnelli, e poi ?

    Il problema sorge spontaneo, come mai non esistono tifosi granata (chiaramente con fondi adeguati) che abbiano voglia di impegnarsi sul serio affinchè il Toro possa di nuovo ambire a grandi traguardi ? Hanno tutti paura di infastidire quelli che comandano a Torino ?

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    1. come un pugno chiuso - 3 settimane fa

      Sergio Rossi era tifoso del Toro ed aveva fondi più che adeguati, purtroppo lo si è fatto scappare … forse siamo ancora in punizione per questo

      Gustavo Denegri, presidente di DiaSorin, è tifoso del Toro ed ha un patrimonio esagerato; ma era amico di Sergio Rossi… forse non si fida

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      1. Michel - 3 settimane fa

        Già, il suo patrimonio è cresciuto di tanto grazie al virus, bisogna vedere quanto è tifoso e quanto è anche un pò folle, perchè come qualcuno dice qui, bisogna essere anche un pò matti per decidere di comprare il Toro !!! I tifosi dopo anni di figuracce vogliono finalmente avere qualche soddisfazione, se arriva un nuovo presidente ci sono aspettative forti…

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    2. Jume Verda - 3 settimane fa

      La madre di tutte le domandeg

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    3. cos75 - 3 settimane fa

      Tieni presente che gestire una squadra di calcio ha un costo mica da ridere, anche il più scarso dei giocatori di serie A ormai prende mezzo milione di euro. In più ci sono i cartellini, tutti chiedono cifre esagerate. Ammesso che ci sia un super tifoso miliardario sarà abbastanza folle da investire i propri soldi in un pozzo senza fondo come il calcio?

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  20. AndreaSilenzi - 3 settimane fa

    Cattivo? Boh, non lo conosco. So solo che, come presidente della squadra che indossa la Maglia Granata, ha definitivamente rotto i coglioni. Benedetto, e da tempo agognato, il giorno che se ne andrà. Non sarà mai rimpianto. Mai e poi mai.

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    1. come un pugno chiuso - 3 settimane fa

      anch’io non vedo l’ora che arrivi il giorno della Festa della Liberazione Granata dal peggior presidente della nostra storia (lo dicono i numeri)

      rimpiangerlo ? ma figuriamoci… sarebbe come rimpiangere una colica renale, un sogno diventato incubo, un grande vino rosso diventato aceto

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  21. FuriaGRANATA - 3 settimane fa

    Sono sempre più convinto che a Cairo noi tifosi del Toro gli stiamo un po’ sui c…non si tratta di mercato ma di comportamenti bugie dette ,non mettere mai la faccia quando si perde e non parliamo dell’esperimento.riconquistare la nostra fiducia sarà dura
    FVCG

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  22. piroldo64 - 3 settimane fa

    E anche stavolta il Pulitzer è sfumato… Articolo di nessuna utilità.

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    1. ddavide69 - 3 settimane fa

      Quali sarebbero gli articoli utili…?

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    2. Granata Forever - 3 settimane fa

      torna a venaria!

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    3. granatasky - 3 settimane fa

      Guarda che al tuo nick manca una “l”, pir(l)oldo64.

      Gobbo di m…..!!!

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      1. piroldo64 - 3 settimane fa

        Gobbo lo dici a tua sorella, coglione!!!

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        1. granatasky - 3 settimane fa

          CVD….sei proprio un gobbetto.

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          1. piroldo64 - 3 settimane fa

            Proprio vero che tutti i gobbi sono coglioni ma non tutti i coglioni sono gobbi. Buona giornata, cairota.

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          2. granatasky - 3 settimane fa

            …ahahahahahah, ha parlato il “pulitzer” gobbetto cairota.

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  23. Mimmo75 - 3 settimane fa

    La foto di Giamapolo a metà articolo è strepitosa, con quel pallone a simboleggiare lo stato d’animo del mister dopo il mercato….

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    1. bertu62 - 3 settimane fa

      Beh @mimmo75, anche il Tuo “Giamapolo” non è per niente male 🙂 … Dopodiché credo che simboleggi più lo stato d’animo di molti tifosi piuttosto che il Suo, sapeva bene che “TUTTO & SUBITO” sarebbe stato più che impossibile, per adesso deve “accontentarsi” del portiere e dell’attaccante della Nazionale più altri svariati Nazionali sparsi fra Europa e non ed altri buoni giocatori…Aver recuperato “alla causa” uno come N’Koulou ad esempio per me vale come un acquisto, stessa cosa per Sirigu e per il Gallo: di sentire e leggere la solfa del “al Toro non ci viene nessuno bravo per colpa di braccino” francamente non se ne può più! Basterebbero i 3 nominati sopra a capire che è solo una balla colossale ma evidentemente costa troppa fatica arrivarci, è più facile accodarsi al gregge dei “lamentosi-cronici”…

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      1. ddavide69 - 3 settimane fa

        Tutto è subito..infatti 15 anni di nulla, gli 0 punti in classifica , e l alibi del covid, questi i presupposti di per far godere quelli che come te sono soddisfatti dello status quo

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      2. Mimmo75 - 3 settimane fa

        Sei libero di pensare quel che vuoi. Anche che Rincon sia un vero play (ma allora perché sbavare dietro Torreira) e che al Toro bastino Sirigu Nkoulou e Belotti. Gongola pure per i nazionali del temibilissimo Kosovo o dell’imbattibile Bosnia, della pluridecorata Svizzera o di un panchinaro della corazzata polacca. Spezzeremo le reni a tutti Bertu, garantito. E chi ci ferma a noi? Grazie Cairo.

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        1. ddavide69 - 3 settimane fa

          Assurdo. Neppure di fronte all evidenza….non si arrendono msi

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        2. Bacigalupo1967 - 3 settimane fa

          Mimmo@ sei il solito lamentoso cronico, il munifico Cairo ha recuperato anche N’kolou cosa vuoi di più?
          Poi secondo il sig Bertu62 Torreira aveva già firmato con il Torino e irrideva chi osava pensare il contrario…
          Dai magari arriva a Gennaio quando notoriamente Cairo fa dei sontuosi mercati

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      3. byfolko - 3 settimane fa

        N’Koulou ”recuperato” non si può leggere. Sta fetendo da 1 anno e mezzo, non mi sembra esattamente ”recuperato”, piuttosto pare uno che è rimasto qui di malavoglia, come Izzo. Ed i risultati si vedono, sono entrambi a livelli imbarazzanti quanto a qualità delle prestazioni, inutili mercenari.

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      4. cos75 - 3 settimane fa

        Il problema è il tetto ingaggi. Alcuni giocatori verrebbero anche, ma poi scelgono di andare dove guadagnano di più o dove lottano per traguardi più prestigiosi. Il caso Torreira è emblematico. Ha rifiutato Torino e Fiorentina, a questo punto non so se per colpa del giocatore o dell’Arsenal, ma penso più che fosse il solito motivo dello stipendio, perché alla fine è andata all’Atletico con un prestito secco alla faccia dell’Arsenal che voleva monetizzare subito e per cifre assurde

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        1. granatasky - 3 settimane fa

          Tu preferiresti giocare con Suarez al fianco, in una società seria che lotta per lo scudetto e la CL e ti garantisce un ingaggio come si deve, con una squadra e con un’ossatura consolidata, oppure alla corte del mandrogno bracciamozze, con al fianco (Belotti e Sirigu a parte, mentre i nuovi arrivati non sono ancora giudicabili) Zaza, Rincon, Izzo, Meitè, ecc. in una società ridicola e presa per il culo in tutta Europa, senza alcun progetto e velleità sportive, pensata solo per cercare di salvarsi dalla serie B ?

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          1. cos75 - 3 settimane fa

            Hai detto la stessa cosa ache ho detto io, o sbaglio?

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          2. granatasky - 3 settimane fa

            Si, la mia un po’ più particolareggiata 🙂

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      5. granatasky - 3 settimane fa

        Oh ha recuperato “alla causa” N’Koulou ?

        Eccome no, alla “causa persa”

        Lui e Izzo sono le due mele marce dello spogliatoio.

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  24. Nero77 - 3 settimane fa

    Quindi i sospetti diventano certezze,il Robaldo o centro per le giovanili è in fase di stallo perché l edicolante non vuole pagare la marca da bollo..Questo è il profilo di un manager moderno che si spaccia per tifoso?!Accattone.Riguardo gli altri profili,il Maestro non farà molta strada con questa Divisa.Del fantomatico milionario zebrato non voglio perderci tempo…

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  25. granataLondinese - 3 settimane fa

    Ottimo articolo Costantino, spero non ti licenzino per questo!

    L’articolo mi spinge a smettere di parlare della formazione e degli acquisti e di virare su un’altro punto dove il Brutto ha parlato apertamente, lo stadio.

    Come e’ possibile che Cairo, essendo un imprenditore non colga l’occasione monumentale di avere uno stadio di proprieta’?
    Cosa lo ferma dall’avere centri di proprieta’, che siano la Primavera, il Robaldo ma anche uno stadio Filadelfia (finito sul serio) con museo e negozi?

    O anche un olimpico che tanto lontano non e’, ma non e’ nostro, non e’ la casa del toro.

    Il Brutto seicentesimo o no, ha il fiuto del soldo e tutte le societa’ che hanno una solida base economica e delle buone entrate ormai hanno lo stadio di proprieta’, perche’ noi no?

    Ma se Cairo fosse piu’ uno sciacallo che un imprenditore? Uno che prende societa’ sull’orlo del fallimento, sistema i bilanci ma poi cerca semplicemente la sopravvivenza al posto dell’eccellenza.

    Quindici anni cosi’ sono troppi, veramente troppi, dove gli episodi di ‘crescita’ sembrano piu’ incidenti di percorso, e poi si torna nell’anonimato, nella sopravvivenza…

    Ci meritiamo di piu’

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    1. marione - 3 settimane fa

      Non c’è mai stato un percorso di crescita, a lu8i non interessa. Il percorso è compre 5 guiocatori, li rivendo e ci guadagno. ha preso GP contro ogni parere perchè pensava gli facesse crecere dei giocatori per rivenderli. Ma dai ma chi è cosi scemo da prendere gp e cambiare 10 undicesimi?

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