Il Granata dalla porta accanto/Il PPP con il coinvolgimento del Politecnico e la dichiarazione di intenti all'amministrazione comunale sono il "delitto perfetto" che mettono Cairo in una botte di ferro
Ilkhan è sparito dai radar, perché? (VIDEO)
Quinto Fabio Massimo fu un generale romano che nel 217 a.c., grazie alla sua tattica attendista, contribuì in maniera determinante alla successiva sconfitta di Annibale guadagnandosi l'appellativo di "Cunctator", il Temporeggiatore. Nonostante le critiche dei Romani che vedevano in questa condotta una palese mancanza di coraggio, la tattica di Quinto Fabio Massimo si rivelò azzeccata e salvò Roma nella seconda guerra punica. A distanza di ventitré secoli ancora oggi c'è chi è maestro nel temporeggiare preferendo il logoramento altrui all'azione diretta. Ogni riferimento ad Urbano Cairo non è casuale ma, anzi, è perfettamente calzante. Se il calcio mercato, infatti, è sempre stato il terreno preferito dal presidente per applicare gli insegnamenti di Quinto Fabio Massimo, oggi il raggio di azione del nostro moderno erede del Temporeggiatore è diventato lo Stadio Olimpico Grande Torino: stretto in un angolo dall'opinione pubblica e dai tifosi vista l'estinzione delle ipoteche presenti dai tempi del fallimento di Cimminelli, da un lato, e dall'amministrazione cittadina, dall'altro, desiderosa di "alleggerirsi" di un cespite assai oneroso per le casse comunali, con un coupé de theatre da fare invidia a David Copperfield nel suo prime, il nostro impavido presidente è riuscito in un sol colpo a togliersi dall'impiccio in cui era stato messo, a non dover investire un euro e, con tutta probabilità, a vedersi rinnovato il contratto d'affitto del campo di casa per almeno un'altra stagione.
Un capolavoro di abilità gattopardesca all'insegna della politica del cambiare tutto affinché non cambi nulla. Il PPP (partenariato pubblico privato) con il coinvolgimento del Politecnico e la dichiarazione di intenti all'amministrazione comunale sono il "delitto perfetto" che mettono il buon Urbano in una botte di ferro per chissà quanti anni permettendogli nell'ordine di: non investire nell'immediato per l'acquisizione dello stadio, fare un figurone con l'opinione pubblica grazie ad un (non) progetto che essendo griffato dal Politecnico assume immediatamente le stigmate di una "cosa seria", infilare in questo calderone anche il Robaldo che, è bene ricordare, dopo 10 anni ancora non è terminato, né è pienamente operativo, obbligare l'amministrazione a prorogare alle condizioni vigenti l'affitto del Grande Torino e rimanere in una posizione di forza verso chiunque avesse davvero la reale intenzione di acquisire la società. Tutto questo dopo aver appena licenziato un bilancio che presenta l'ennesimo rosso, un calo dei ricavi, un aumento dei costi e la lievitazione della situazione debitoria.
Il Torino FC è di fatto, operativamente parlando, "in mezzo ad una strada" senza un'iniezione di capitali (che non avverrà) del suo azionista principale (ed unico). Petrachi quindi dovrà fare quest'estate i salti mortali per costruire una squadra che al momento è da rifondare e che non ha argenteria da mettere in vetrina, se non forse per il solo Vlasic, per fare un po' di cassa. Con la piazza contro, i conti in rosso, il rischio concreto di un'altra stagione di estrema sofferenza ed il rischio di retrocedere, Urbano Cairo non molla l'osso ed anzi con la mossa sullo Stadio Olimpico Grande Torino, si garantisce terreno fertile per un nuovo orizzonte fatto di temporeggiamenti economico/finanziari (zero esborsi da parte sua) e resistenza con le unghie e con i denti al carrozzone della serie A che comunque contribuisce ogni anno con una cinquantina di milioni di euro alla voce ricavi del bilancio del Torino FC. Se non è questa la peggiore notizia che potevamo avere noi tifosi in un giorno così emblematico come quello del Liberazione, l'unica cosa simpatica che posso immaginarmi per riderci un po' su è il compianto Marty Feldman, il mitico Igor in Frankenstein Junior, che ci dice: "beh, poteva andare peggio: poteva piovere...". Fulmine, tuono, scroscio di pioggia, sipario.
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ALESSANDRO COSTANTINO – Granata della Porta Accanto
Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.
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