Il Granata della Porta Accanto/ Se D'Aversa battesse Spalletti e poi non fosse riconfermato lo ricorderemmo tutti un po' come Fortunato Torrisi: eroe per una volta, ma eroe per sempre.

Vlasic Tn Award

Vlasic vince il TN Award: “Grazie ai i tifosi, darò tutto per il Toro” (Video)

Sono stato al Filadelfia a vedere l'allenamento a porte aperte pre-derby. Ci sono andato per due motivi: perché al cuore non si comanda e il Toro prima, durante e dopo un derby si sostiene a prescindere e poi perché è così raro entrare al Filadelfia che non volevo perdermi la possibilità di vivere l'emozione di rimettere piede in un luogo magico per noi quanto Superga. C'era una bella atmosfera al Fila, tante persone di tutte le età, molte famiglie, tante con bambini piccoli, si percepiva un'aria di speranza mista a disperazione, quella che ti assale quando realizzi: "se non ora, quando?". Senza ricordare in questa sede gli umilianti numeri granata nei derby degli ultimi 30 anni, è chiaro che tutti oggi percepiscano che una congiunzione astrale come questa sia molto rara: una Juve sull'orlo del collasso, con due pilastri fondamentali davanti e dietro come Yildiz e Bremer out, non capita tutti i giorni di incontrarla, per di più sapendo, loro, che anche vincendo ciò potrebbe non bastare per andare in Champions. Una situazione psicologica nella quale una squadra un minimo scafata e decisa potrebbe insinuarsi e fare crollare definitivamente il gigante dai piedi d'argilla. Il problema è che quella squadra, purtroppo, non siamo noi... E lo si è visto per tutta la stagione e anche ultimamente in partite affrontate malissimo e senza convinzione e sicurezze (Cremona, Udine, Pisa, Inter primo tempo, Verona). Per mesi ho letteralmente avuto l'incubo che il derby all'ultima giornata potesse essere la partita decisiva per la nostra salvezza ed ero certo che, se così fosse stato, avremmo perso senza se e senza ma. Poi è arrivato D'Aversa che (anche) da questo incubo ci ha salvati, ridandoci, come ho avuto modo di riconoscergli in precedenti articoli, una nuova dignità e regalandoci, a tratti, barlumi di Toro vero. La frase più abusata e più sussurrata in questi giorni in città è "che sia la volta buona ...", detta a mezza bocca, con un certo imbarazzo, come da chi nel cuore ci crede, ma nel cervello sa che la realtà, in tema di derby, può essere molto peggio di come ce la raccontiamo da trent'anni a questa parte. Non so quanto ci credano davvero i calciatori però so che c'è uno che ci crede veramente in quest'impresa: Roberto D'Aversa. Il mister si è calato benissimo nella realtà granata forse perché sente affinità personali con la storia di questi colori e, da perfetto "underdog" bruciato da esperienze precedenti in panchina non proprio esaltanti, sa che questa era la sua grande occasione per dire al mondo "ehi, ci sono anch'io!". Vincere il derby per lui personalmente sarebbe come mettere un'insegna luminosa sulla propria bottega con scritto "We're open, come in" e vorrebbe anche dire lasciare un segno indelebile nella storia granata: se battesse Spalletti e poi non fosse riconfermato lo ricorderemmo tutti un po' come ricordiamo Fortunato Torrisi, eroe per una volta, ma eroe per sempre.

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Vorrei poi che oltre a noi tifosi e al mister ci credesse anche Cairo nella vittoria. Anzi vorrei che avesse quella feroce ambizone di vincerlo e che invece di dire che "vincere il derby sarebbe il regalo più bello" per i suoi 69 anni appena compiuti l'altro giorno, provasse a fare qualcosa di concreto tipo mettere un premio partita, ad esempio. Con un derby vinto in ventun anni io fossi in lui darei qualsiasi cosa per spingere i miei giocatori a vincerne un altro: non aspetterei che mi "facessero un regalo" loro, ma darei fondo alle mie risorse per spingerli (e alla fine il denaro è sempre un potente motivatore...) a vincere finalmente un altro derby. Fosse la volta buona che ciò accade sul serio, allora mi permetterei di dire che vorrei anche che, viste le dichiarazioni di Ciccio Graziani in settimana, ("il presidente è stufo e vorrebbe vendere") fosse pure la volta buona per la cessione della società ad altro soggetto. Chiunque esso sia avrà tempo, tanto tempo, prima di avere delle statistiche così catastrofiche nei derby come quelle di Cairo: azzeriamo il countdown domenica e ripartiamo il prima possibile con una situazione pulita. Nei derby e in società. Lo meritano in primis quei bambini che oggi erano al Fila e che non posso immaginare che invecchino senza godere della gioia di battere quelli là più di una volta ogni dieci o vent'anni.


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ALESSANDRO COSTANTINO – Granata della Porta Accanto

Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.

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