Toro, l’incognita della crescita

Toro, l’incognita della crescita

Il Granata Della Porta Accanto / Premesso che almeno due innesti di qualità sono necessari (un’ala/trequartista di qualità ed un terzino) quanto può crescere ancora la rosa attuale?

di Alessandro Costantino

Buona la prima si direbbe in ambito cinematografico. Il Torino regola in maniera autoritaria gli ungheresi del Debrecen e si appresta a vivere senza ansie la partita di ritorno forte dei tre gol di vantaggio maturati al Moccagatta. Un ottimo risultato che permetterà a Mazzarri di continuare la preparazione senza l’assillo di avere per forza maggiore brillantezza atletica in Ungheria, potendo invece spostare il tiro all’appuntamento coi bielorussi del Soligorsk nel turno successivo (a meno di una clamorosa rimonta dei danesi dell’Esbjerg che hanno perso 2-0 l’andata).
Al di là di tutti i commenti che ho sentito e letto su questo esordio europeo, la cosa più importante, a mio parere, è aver preservato, con una prestazione convincente confermata da un punteggio forse persino un po’ stretto, l’enorme entusiasmo che l’ambiente ha dispensato e continua a dispensare intorno a questa squadra. Il calcio non è una scienza esatta (per fortuna, aggiungerei io…) e spesso gli aspetti psicologici delle sue vicende spostano gli equilibri in termini di risultati finali all’interno di ogni singola stagione. Purtroppo non si può fare copia e incolla da una stagione all’altra e per quanto gli uomini siano gli stessi (o persino migliori), per quanto gli allenatori diano continuità al proprio lavoro sul campo e nello spogliatoio, per quanto i calciatori siano motivati e “sul pezzo”, non c’è mai la certezza matematica che la ciambella esca sempre col buco. Ogni stagione vive di vita propria e per questo il fatto di aver cominciato in un certo modo quella attuale è un segnale molto, molto, confortante.

Europa, crocevia delle vicende granata

Sembra banale dirlo ma la continuità nel calcio è la cosa più difficile da ottenere. È quindi rinfrancante constatare che Belotti è il Belotti che conosciamo e ci aspettiamo, che Ansaldi sia sui livelli che la sua tecnica sopraffina gli consente di toccare o che N’Koulou sia il muro che abbiamo scoperto essere da quando il Lione se n’è voluto incomprensibilmente disfare. Ma tutti quelli che hanno giocato (a parte Iago Falque) hanno in generale dimostrato di aver idealmente ricominciato da dove avevano lasciato. È chiaro che la tara va fatta su di un avversario modesto, ma anche sul fatto che tre settimane di preparazione, per quanto light, non siano probanti di uno stato di forma accettabile per gli standard della Serie A. La domanda quindi è: che margini di crescita ha questa squadra al netto di un mercato in entrata che al momento non registra nessun nuovo arrivo? Un tempo, nel calcio un po’ nostalgico degli anni Settanta e Ottanta, le rose, numericamente più ristrette rispetto ad oggi, non venivano quasi mai stravolte dal calciomercato e spesso si lavorava con lo stesso gruppo di base di calciatori su un arco di anni notevole, col vantaggio di avere squadre dalla fisionomia e dalle caratteristiche ben precise.

Toro, un “tesoretto” di entusiasmo da non sprecare

Al momento il Toro di Mazzarri sta vivendo a grandi linee questa situazione, un po’ retrò potremmo definirla, puntando proprio sul gruppo storico dell’anno precedente. A grandi linee la stessa situazione del Tottenham di Pochettino, ad esempio, finalista di Champions. Voglio dire che, magari nel caso degli Hotspurs è stato un caso, ma lavorare con lo stesso identico gruppo ha probabilmente permesso all’allenatore di tirare fuori il meglio da ragazzi che si conoscevano bene e che erano perfettamente integrati fra loro in un’identità di squadra molto marcata. È questa, quindi, la grande incognita del Torino attuale: premesso che almeno due innesti di qualità sono necessari (un’ala/trequartista dai piedi buoni ed un terzino sinistro che possa essere un’alternativa ad Ansaldi), quanto può crescere ancora la rosa attuale? Di sicuro un bel un po’ se prendiamo ad emblema Zaza, un giocatore che l’anno scorso ha reso, stando larghi, il 30% del proprio potenziale. Ma anche Meité è un giocatore che se prendesse coscienza dei propri mezzi potrebbe diventare devastante in mezzo al campo, così come Berenguer ha fatto intravedere segnali importanti di crescita nel finale di campionato. La difesa sembra un reparto d’acciaio se Izzo si ripeterà sui livelli da Nazionale che ha raggiunto e se Lyanco e Bremer sbocceranno definitivamente. Il centrocampo può contare sulla certezza Rincon, su di un Baselli dal quale ogni anno ci aspettiamo che diventi “grande” e un Lukic che potrebbe consacrarsi al grande calcio. Insomma le prospettive sembrano rosee, ma come sempre sarà il campo a dire quanto il processo di crescita di taluni giocatori sarà un valore aggiunto al netto delle inevitabili regressioni di qualcun altro ( e l’esempio dello Iago Falque della scorsa stagione deve da riflettere sul fatto che non tutti possono sempre e solo fare bene). Non operare sul mercato, al di là del “caso Tottenham” citato, più unico che raro, sarebbe un delitto imperdonabile. Ma sono certo che nessuno in società, da Cairo in giù, avvallerebbe realmente una simile scellerata scelta. Il Toro è già forte, ma si può sempre renderlo ancora più forte!


Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.

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  1. Fabry - 3 mesi fa

    Sono stato a Bormio ed è vero quello che si dice non è solo una squadra collaudata ma un gruppo di amici vedo un clima ottimo e partire da qua è già molto e avere prolungato i contratti dei Top player e non aver ceduto nessuno sono sicuro che si arriva a 70 punti,quindi solo innesti per migliorare la squadra e guardando l’uomo oltre che il calciatore,Verdi ottimo sono di Bologna e lo ho visto in tante partite mai visto uno calciare così bene con i due piedi e e soprattutto i calci piazzati nostro punto debole lo scorso anno zero gol e zero schemi qui Mazzarri deve lavorare molto .Ansaldi andrebbe clonato con 10 anni in meno,ho visto anche Lyanco a Bologna giocare con continuità,il giocatore è forte ma fragile fisicamente spero tanto che abbia un annata giusta per fare vedere quello che vale,quindi 2-3 innesti validi e siamo a posto.

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  2. Toro Forever - 3 mesi fa

    In termini di crescita si potrebbe ipotizzare un aumento dal 5 al 10% sopratutto in fase offensiva. Nel girone di ritorno il Toro ha fatto 36 punti contro i 27 dell’andata. Una bella differenza. Se riusciremo a mantenere questo trend, cercando di migliorarlo, potremmo immaginare un punteggio finale tra 70 e 80 punti. Coppe assicurate. I giocatori più giovani si sono inseriti bene e un anno di esperienza in più si farà sentire per tutti. Schemi collaudati e spogliatoio compatto sono i valori aggiunti ai quali si uniranno gli ultimi innesti. Piedi per terra perché esistono le “variabili impazzite” (arbitri? infortuni? etc.etc), ma sono fiducioso. FVCG!!!

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  3. LeoJunior - 3 mesi fa

    Io credo che la linea conservativa e vintage scelta dal mister e dalla società sia da accogliere con grande entusiasmo. Oltre ad essere controcorrente e molto granata avrà come effetto quello di cementare i legami. Tra giocatori e tra loro e noi tifosi. Evitiamo di ingrassare il sistema di procuratori e consiglieri fraudolenti che si annidano ovunque. E anche da un punto di vista sportivo è una gran cosa. Il richiamo al Tottenham sembra irriverente ma ci sta.
    Vedrete che effetti. Anche nel l’eventuale inserimento dei 2 nuovi in ritardo: inseriti in una squadra già ridata e con una identità, sarà molto ma molto più semplice.
    Ecco perché WM non si sta agitando più di tanto.

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    1. PrivilegioGranata - 3 mesi fa

      Oh yeaaahh! (p.s.: rodata?)

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  4. Mimmo75 - 3 mesi fa

    Gli unici ruoli dove vedo davvero difficile un miglioramento netto intervenendo sul mercato sono quelli occupati da Sirigu, Izzo, N’Koulou, Ansaldi, Rincon e Belotti. Parlo dell’immediato, ovviamente, perché per Sirigu e Ansaldi (soprattutto) bisognerebbe già iniziare a pensare seriamente a chi li sostituirà nel giro di un paio d’anni. In tutti gli altri, ruoli, invece, si può decisamente migliorare, soprattutto in quello di terzino destro. Non me ne vogia l’ottimo Lollo ma credo abbia raggiunto il suo apice proprio in questi ultimi due anni e non vedo i necessari ulteriori margini di miglioramento. Corsa, tenacia, fisico, professionalità, cuore e solidità sono ottime basi di partenza ma c’è ancora un gap tecnico molto importante da colmare per poter parlare di un top player del ruolo. Tutti gli altri ruoli hanno invece notevoli margini di miglioramento. Alcuni sono occupati da calciatori giovani che potrebbero crescere notevolmente colmando il gap per potersi definire top player. Mi riferisco in primis a Lyanco e Meite, due ragazzi predestinati, di quelli che basta un colpo d’occhio per capire immediatamente quanto madre natura sia stata generosa con loro. Discorso che vale anche per Ola Aina, anche se il ruolo richiede una tecnica superiore. Ma se è migliorato tanto il Gallo può farlo anche lui che è più giovane. Ci sono, infine, calciatori come Lukic, Berenguer e Bremer che per età e serietà professionale possono tentare di ritagliarsi uno spazio in questo Toro come riserve extra-lusso. Non vedo in loro quel qualcosa in più che è invece palese in Meite e Lyanco, quella classe superiore bisognosa solo di essere ben governata dalla testa. Chiudo con Baselli e Iago, due calciatori che probabilmente non saranno mai il top nei rispettivi ruoli ma che hanno la rarissima capacità di saper coniugare alla perfezione qualità e equilibrio in modo naturale. Sono due che vorrei sempre in campo, due che quando sono in giornata di grazia si fanno preferire anche a gente di livello superiore (non che ve ne sia poi così tanta). Per Baselli può finalmente essere l’anno della svolta se Mazzarri lo confermerà al centro della manovra. Per Iago sarà un anno decisivo perché c’è da capire se l’evidente flessione degli ultimi mesi sia figlia degli infortuni o di un appagamento derivato dal rinnovo di contratto. Edera e Parigini non li vedo all’altezza dei titolari né di Berenguer, che considero, come detto, una riserva extra-lusso. Bonifazi per questioni tattiche non lo reputo adatto a giocare nella difesa di Mazzarri, neanche come riserva. Millico è tutto da scoprire tra i big. In conclusione, concordo con l’articolista: vice Ansaldi e trequartista sono le priorità ma non sottovaluterei l’acquisto di un calciatore, anche molto giovane, che faccia star relativamente sereni in caso di assenza di Rincon, che ha caratteristiche uniche in rosa. Io credo che Kone possa raccoglierne il testimone, tra qualche anno, aggiungendo anche qualità. Ma per ora ha bisogno di farsi le ossa altrove.

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    1. PrivilegioGranata - 3 mesi fa

      Caro Mimmo,
      ti cito che cosa ha detto poche settimane fa un istruttore russo, di fama internazionale, a un Camp di Hockey: “Nella NHL (la massima serie statunitense e canadese, cioè il top dei top a livello mondiale) arrivano i giocatori che si impegnano giorno dopo giorno per migliorarsi. Di talento invece sono pieni i tornei dei bar. Quasi tutti coloro che hanno talento si siedono, mentre coloro che non ne hanno o ne hanno poco, ma che si impegnano con costanza e si costruiscono un po’ per volta, arrivano lassù dove gli altri pur potendo non arrivano.”
      Ecco perché andrei molto cauto nel tranciare giudizi su Lukic, Berenguer e Bremer.
      Gli esempi opposti di Maxi Lopez e di Belotti sono lì ad ammonirci sul fatto che non bastano i doni di natura, ma quello che fa la differenza è il duro lavoro. E Mazzarri è l’incarnazione di questo pensiero.

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      1. Mimmo75 - 3 mesi fa

        Riserva extra-lusso di top player è un giudizio tranciante? Mah!

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        1. PrivilegioGranata - 3 mesi fa

          E’ tranciante dire che più in là non arriveranno.
          Che poi, a dire la verità, di top players non ne abbiamo. Abbiamo diversi ottimi giocatori, ma i Messi, gli Iniesta, i James Rodriguez, i Neymar & c. sono altrove. E questo per me è un vanto: aver ottimi giocatori, che si sono fatti col duro lavoro, e che rendono molto perché ottimamente schierati da Mazzarri. Questo è molto da Toro. I top players stramilionari sono roba da PSG e da righe biancomerde.

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          1. Mimmo75 - 3 mesi fa

            Vabbè quella è gente di un altro pianeta, non era quello il mio termine di paragone. Per il resto, opinioni.

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  5. eurotoro - 3 mesi fa

    …finalmente questa situazione retro’…finalmente continuita’…niente di piu granata…questo e’ stato sempre il toro e sempre dovra’ essere…passi la mega plusvalenza ogni tanto…ma la base solida ci deve sempre essere se vogliamo ristabilizzarci sempre tra le prime 6…piu continuita’..piu piazzamenti in europa..piu introiti…piu chance di mettere qualcosa in bacheca…vamos toro

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