Toro, un dg per completare l’opera

Toro, un dg per completare l’opera

Il Granata Della Porta Accanto / Vagnati ds, ottimo il ritorno di Bava nelle giovanili: un dg con pieni poteri farebbe del Toro finalmente una società forte

di Alessandro Costantino

Non amo e non ho mai amato particolarmente le polemiche: la scorsa settimana scrissi che non capivo l’inversione a U di Cairo sul lavoro che Bava stava facendo in seno alla società portando una sorta di “granatizzazione” dell’ambiente. L’accelerazione sul fronte Vagnati, ufficializzato come ds nel giro di pochi giorni e già operativo grazie alla deroga della Lega Calcio, ha dato il via al nuovo corso tecnico in casa Toro. La prima cosa da verificare era la posizione di Massimo Bava, ds in carica fino alla scorsa settimana e di fatto estromesso nel ruolo dall’arrivo di Vagnati. Io stesso mi chiedevo, con non poca preoccupazione, che futuro avrebbe avuto il principale fautore della rinascita del nostro settore giovanile, ma a quanto pare, almeno fino a prova contraria, si è verificata proprio l’ipotesi che consideravo migliore per il Toro e cioè il ritorno di Bava a responsabile della “cantera”. Al di là, infatti, delle grandi aspettative che ci possono essere sulla figura di Vagnati, professionista serio ed ambizioso che però ha ancora tutto da dimostrare ad un certo livello, la vera notizia positiva è stata quella di non perdere le competenze e le capacità di Bava come direttore d’orchestra di quel nevralgico settore che, in particolar modo per il Toro, è il vivaio. Ho letto che il ritorno di Bava al vecchio ruolo è stato presentato come  una retrocessione, un ripiego, giustificato solo alla luce di un contratto in essere che lega Bava al Torino per altri due anni.

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Mi auguro che in realtà le cose non stiano così e che Bava abbia accettato di tornare a fare ciò che aveva fatto in maniera eccellente fino all’estate scorsa per convinzione e senso di appartenenza. Conoscendo il professionista è probabile che piuttosto che essere un peso da “demansionare” e sopportare, se non fosse stato convinto avrebbe dato le dimissioni. E poi ritengo che parlare di tutto ciò in termini di “retrocessione” sia una chiave di lettura sbagliatissima: il settore giovanile è nel calcio moderno uno dei perni nel sostentamento anche economico della società medio piccole e pertanto ricopre un ruolo strategico all’interno di un club. Per storia e tradizione, poi, il Torino ha fatto da sempre del vivaio una miniera d’oro in particolar modo quando all’interno delle giovanili ha avuto uomini che hanno dedicato la maggior parte delle proprie vite professionali a crescere futuri uomini e giocatori (un nome su tutti l’indimenticato Avvocato Cozzolino). Professionisti come Bava, in un contesto come quello del Toro, sono ciò che si definisce persone giuste nel posto giusto e andrebbero incentivati non a cercare altre mansioni, ma a crescere sia in remunerazione che in valore professionale proprio all’interno di questo mondo così difficile, ma così importante. 

Cairo, l’ambizioso Vagnati e quella voglia troppo frettolosa di archiviare la breve era Bava

Tornando al quadro generale, quindi, appurato il nuovo corso con Vagnati e il ritorno al 100% di Bava nelle giovanili, la struttura societaria sembrerebbe poter contare su professionisti sufficientemente rodati e talentuosi in tutte le aree più prettamente tecniche. Allargando un po’ di più la visuale però salta all’occhio la mancanza di una figura che sappia essere sintesi di queste professionalità tecniche e possa gestirne i “bisogni” organizzando le strutture societarie affinché le medesime supportino i ds di prima squadra e giovanili e non avvenga il contrario, cioè che i ds si debbano occupare in prima persona di vicende extra sportive perché rilevano carenze organizzative. Per spiegarmi meglio parto da un esempio molto semplice: tutti sappiamo che Bava è stato tra i più forti sponsor del progetto Robaldo e che al momento il centro sportivo di tutte le giovanili è ancora un progetto su carta. Probabilmente se in società ci fosse stato un manager in grado prendersi carico della questione, non dico che oggi avremmo già il Robaldo fatto e finito (giacché le vie delle burocrazie sono infinite… ) ma quantomeno ci saremmo molto vicini. 

Toro, la preoccupazione per i due “futuri”

Ecco dunque che l’idea della presenza di un direttore generale con pieni poteri e carta bianca nella gestione della società e delle sue strategie a tutto tondo, porterebbe a pensare di avere finalmente una struttura societaria forte e solida in grado di confrontarsi più agevolmente con gli standard che il calcio moderno impone. Ho grande stima di Antonio Comi che è stato da giocatore un figlio del Filadelfia approdato in prima squadra in un decennio, quello degli Anni Ottanta, ancora “verace” nell’immaginario di noi tifosi granata, e poi da dirigente uno di quelli che maggiormente, insieme a Benedetti, si è speso per il settore giovanile soprattutto nella delicata fase pre e post fallimento. Come direttore generale, e io penso più per direttive presidenziali che per sua scarsa volontà, è rimasto purtroppo una figura di rappresentanza incidendo pochissimo sulla reale operatività della società e ad oggi non lo vedrei comunque come l’uomo ideale per interpretare il suo ruolo in maniera differente e più manageriale. È chiaro che tutto questo mio ragionamento si scontra con le reali intenzioni del presidente Cairo: ingaggiare un grande manager per fargli inaugurare cippi commemorativi o farlo presenziare ad eventi organizzati dagli sponsor non avrebbe alcun senso. Diverso sarebbe il caso di un Cairo convinto della necessità di demandare completamente l’operatività della società ad un super manager con il quale interfacciarsi solo nella definizione delle strategie globali.

Finché non si prefigurerà questo scenario nella mente di Cairo e non vedremo un suo passo indietro nell’ingerenza nelle normali attività del Toro (ad esempio non andare a trattare Verdi con De Laurentiis, ma lasciare ai suoi professionisti l’onere e l’onore di farlo…), il Toro resterà una società “patronale” nella gestione, senza esserlo nel portafoglio. I moderni club hanno manager e professionisti che lavorano in autonomia e rendono conto a fine anno. Vagnati, Bava, il super dg ipotizzato potrebbero costituire un bel gruppo di lavoro adatto al calcio moderno, se lasciati liberi di agire in piena fiducia. Spesso un grande presidente lo è perché è capace di circondarsi delle persone giuste nei posti giusti. Vedremo se Cairo saprà accettare questa sfida della quale le ultime mosse paiono esserne spia… 

 


Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.

Disclaimer: gli opinionisti ospitati da Toro News esprimono il loro pensiero indipendentemente dalla linea editoriale seguita dalla Redazione del giornale online, il quale da sempre fa del pluralismo e della libera condivisione delle opinioni un proprio tratto distintivo.

28 Commenta qui

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  1. dattero - 2 settimane fa

    toroaddosso,questo cialtrone è il consigliori del proprietario,quindi…

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  2. Paul67 - 3 settimane fa

    C’è un intervista di Domenico Beccaria sul web, chi volesse leggerla……

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  3. Toroaddosso - 3 settimane fa

    Difatti mi meraviglio come non si riesca a a mandare via questo cialtrone, mentre invece se non ricordo male siamo riusciti a mandare via presidenti come Pianelli (scudetto, coppa Italia ecc) oppure un gentiluomo come Rossi che aveva costruito una bella squadra (secondi dietro al Verona) e non solo anche un settore giovanile super dove sono usciti grandi giocatori eppure si è fatto tanto che hanno mollato perché questo faccendiere non lo si riesce a mandarlo via????basta!!!! Io rivoglio il Toro!!!

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  4. Paul67 - 3 settimane fa

    Per completare l’opera bisognerebbe mandare via il PRESINIENTE.

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  5. Gallochecanta - 3 settimane fa

    Più che un dg preferirei un attaccante da affiancare a Belotti, un centrocampista con palle e difensori di ricambio per i partenti.

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  6. tororussia - 3 settimane fa

    titolo dell articolo di oscuro presagio
    con cairetto sara serie b

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  7. Toroaddosso - 3 settimane fa

    Finché ci sarà al comando questo personaggio il Toro non vincerà mai più niente e non avrà più niente di granata se non il colore della maglia. CAIRO VATTENE!!!!!!!!! Non ti vogliamo più!!!!!!

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  8. Forvecuor87 - 3 settimane fa

    Mai avuto un DG.
    Poldo onestamente cosa rappresenta?
    Va bene solo per degustazioni

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  9. Tarzan - 3 settimane fa

    Vedremo se Cairo saprà accettare questa sfida della quale le ultime mosse paiono esserne spia… la risposta è NO.
    La cosa che mi stupisce è che tutti descrivono Cairo come persona molto intelligente. Come fate a esserne così sicuri? Fosse intelligente avrebbe imparato dagli errori, e non mi pare sia il suo caso.

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    1. Granata - 3 settimane fa

      L’ego esagerato acceca e rende sordi

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      1. Tarzan - 3 settimane fa

        Oppure è estremamente intelligente e usa il Toro per avere visibilità e basta. In entrambi i casi, anch’io dopo 15 anni ormai ho perso qualsiasi fiducia nel personaggio.

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    2. christian85 - 3 settimane fa

      Ciao Tarzan.
      Guarda che ti confondi… Cairo scudetto champions o non scudetto no champions.. fattura ugualmente cosi tanto che non hai idea.
      Anzi è il contrario. Per vincere in europa o scudetto devi sborsare cifre non indifferenti e non gli conviene.
      Capito?

      Vai tranquillo che scemo non è…..

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      1. Tarzan - 3 settimane fa

        Sì probabilmente è come dici tu

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  10. Granata - 3 settimane fa

    Mi sono fermato a, testuale “…..l’idea della presenza di un direttore generale con pieni poteri e carta bianca ……” con Cairo, a meno di cataclismi, non succederà mai!!!

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  11. gianTORO - 3 settimane fa

    …ma non c’era un compratore importante e pesante all’orizzonte? uno che poteva…vedere lontano e vicino anche col sole…?

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    1. Héctor Belascoarán - 3 settimane fa

      Si è scoperto che era cieco (almeno nel guardare verso i nostri bellissimi colori).

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    2. ddavide69 - 3 settimane fa

      Non ho mai avuto l impressione che cairo cercasse un compratore.

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  12. maxxx - 3 settimane fa

    Articolo perfetto in ogni punto. Speriamo che Cairo lo legga e ne prenda atto.

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  13. Rimbaud - 3 settimane fa

    E aggiungo che sono davvero molto molto deluso dalla piega che stanno prendendo le cose. Considerato che non riesce a darci i risultati, almeno ci dia le bandiere, invece Longo e Asta sono stati presi per 3 partite, Bava per qualche mese senza poter di fatto fare nulla, persone serie, oneste e del Toro usate per salvarsi il culo e poi sputati come rifiuti. Non è questo il Toro che voglio.
    Voglio un Toro che sa di granata, che opera con chiarezza e con un’identità e soprattutto in cui persone competenti sono messe nelle condizioni di fare il loro lavoro.
    Sono davvero molto deluso

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  14. Paul67 - 3 settimane fa

    Il nodo è sempre cairetto, un imprenditore oltre a saper scegliere i propri collaboratori deve metterli nelle migliori condizioni per operare. Cairo ingaggia si persone serie e competenti ma poi nn li mette in condizione di poter lavorare come vorrebbero e potrebbero.
    Con cairetto NO PARTY.

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  15. Rimbaud - 3 settimane fa

    Ciao Costantino, come hai ben scritto nel tuo articolo precendente ka strategia di Cairo è davvero incomprensibile ai più o meglio fin troppo comprensibile se guardiamo alla storia pre Ventura/Petrachi.
    Personalmente sono molto deluso del modo in cui è stato trattato Bava, non ero un gran fan dell’idea di promuoverlo a ds, ma una volta fatto gli andava concessa una vera chance.
    Al momento provo solo una profonda vergogna e un forte senso di confusione.

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  16. Rimbaud - 3 settimane fa

    Ciao Costantino, come hai ben scritto nel tuo articolo precendente ka strategia di Cairo è davvero incomprensibile ai più o meglio fin troppo comprensibile se guardiamo alla storia pre Ventura/Petrachi.
    Personalmente sono molto deluso del modo in cui è stato trattato Bava, non ero un gran fan dell’idea di promuoverlo a ds, ma una volta fatto gli andava concessa una vera chance.
    Al momento provo solo una profonda vergogna e un forte senso di confusione.
    https://www.toronews.net/columnist/il-granata-della-porta-accanto/cairo-lambizioso-vagnati-e-quella-voglia-troppo-frettolosa-di-archiviare-la-breve-era-bava/

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  17. GlennGould - 3 settimane fa

    Dg? Senz’altro.
    Ma serve anche un capo osservatori da affiancare a Bava. È una figura importantissima. Ma ci vuole tanto a capirlo?
    Società sveeegliaaa…

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    1. Rimbaud - 3 settimane fa

      non dovrebbe essere Milanetto? O andrà via? La mancanza di un disegno chiaro è davvero preoccupante

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  18. scifo66 - 3 settimane fa

    Aldilà di tutte le valutazioni che si possono fare riguardo la figura di un dg realmente operativo, penso che Cairo mantenga di proposito Comi nell’attuale posizione defilata proprio per evitare di essere accantonato a livello decisionale. Al momento, e non so fino a quando, penso sia utopistica, seppur condivisibile, l’ipotesi lanciata dall’articolista.

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  19. christian85 - 3 settimane fa

    Quindi, non ho capito, secondo Alessandro Costantino, visto che Comi è un dg senza alcun potere decisionale, servirebbe prendere un dg che abbia poteri pieni?

    Non capisco a cosa servirebbe se tanto comunque in ogni trattativa spetta l’ultima parola e decisione di Cairo.

    Non li ha mai avuti nessun ds i poteri pieni, figuriamoci un fantoccio come Comi messo lì a fare il semplice portavoce…

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  20. Mimmo75 - 3 settimane fa

    Certo che se Cairo fosse stato più trasparente sin da subito, parlando chiaramente del ruolo affidato a Bava la scorsa estate, oggi quel che sta accadendo sarebbe più semplice da capire. Certo che è una retrocessione passare dai pro alle giovanili così come è una promozione l’inverso, per tecnici e calciatori. Smettiamola di prenderci in giro e diciamo chiaramente che Bava è stato trattato coi piedi altrimenti non capisco cosa ci sarebbe stato di male, la scorsa estate, a dire chiaramente che il suo era un ruolo pro-tempore in attesa di trovare il sostituto di Petrachi. Ed è la stessa cosa accaduta a Longo e Asta, presi in corsa e sbattuti a spalare tonnellate di letame con un cucchiaino. Su questa testata ho letto che Bava ha preso malissimo modi e tempi dell’arrivo di Vagnati. Se TN non si è inventato di sana pianta la notizia allora vuol dire che di retrocessione si è trattato, caro Costantino, e l’uso di tale termine è la naturale conseguenza. O è stata inventata la notizia? La riflessione sul DG secondo me non centra il problema perché praticamente da per scontato che Comi non sarebbe all’altezza di gestire il Toro se Cairo gli desse l’autonomia che non ha mai dato ne a lui ne al DS. Quindi prima di dire che servirebbe un “vero” DG sarebbe il caso di augurarsi l’arrivo di un vero presidente.

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    1. Rimbaud - 3 settimane fa

      Tranquillo Mimmo, gli stessi che dicono sia giusto avvicendare Bava e Longo dopo pochi mesi sono gli stessi che dicono che Cairo dopo 15 anni ha ancora bisogno di tempo per dimostrare il suo valore da presidente.

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