Rispondiamo allla lettera di un lettore, relativa all'ultima rubrica 'Il granata della porta accanto' di Alessandro Costantino, cui replica lo stesso Autore.

Alessandro,

Torino Fc - Ritiro estivo pre-campionato 2012-2013 -Allenamento.

Il suo articolo condivisibile al 100% ma purtroppo queste belle domande rimarranno inevase in quanto se, come scritto, Lerda era un presuntuoso, il Sig. Ventura é di un livello superiore e, proprio per l'esperienza dovrebbe capire che il Suo sistema di gioco nella serie A attuale é obsoleto soprattutto perché i suoi colleghi conoscendolo lo contrastano facilmente. Purtroppo la Sua presunzione ha raggiunto un livello tale che forse solo l'esonero potrebbe salvarci; a suo vantaggio gioca il fatto che abbiamo una dirigenza assente ed incompetente con un presidente che si é dimostrato per l'ennesima volta il più ridicolo nei 106 di gloriosa storia GRANATA.

Concludo ritornando al fatto che le risposte resteranno inevase, perché Ventura primo non risponderà e secondo perché se non fosse presuntuoso e testardo non continuerebbe a far giocare Meggiorini sottoponendolo ad un inutile stress psicologico a causa dei continui fischi e capirebbe che per segnare bisogna mettere l'unico giocatore da A che abbiamo - BIANCHI - in condizione di farlo.

Abbiate il coraggio Voi giornalisti di fare questa domanda al mister: SENZA DI LUI BIANCHI HA FATTO QUASI 60 GOAL, CON LUI SOLO 12/13 COME MAI? A me non me frega niente se la palla non frulla (per quello mi guardo il BARCA) e del suo monotono 4-2-4, io voglio che il mio TORO resti in A e se Lui non é all'altezza o non é capace a gestire le risorse a sua disposizione adattandosi a Loro si dimetta e vada in PENSIONE..

Grazie e saluti


Domenico



Caro Domenico,

nella tua lettera ci sono tutti gli elementi più “caldi” del dibattito che si è aperto tra i tifosi granata sul momento poco felice del Torino: un certo immobilismo tattico di Ventura, la scarsa efficacia del 4-2-4, l'accusa di una certa dose di presunzione oltre all'insistere quasi ossessivamente su taluni giocatori (in primis Meggiorini) anziché su altri (Sansone, aggiungo io), ma anche le pecche “storiche” di Cairo e della dirigenza granata. E' normale che appena i risultati siano venuti meno, questi temi e queste critiche siano saliti con forza alla ribalta. Personalmente credo che in linea di principio la scelta della società di affidarsi ad un allenatore esperto come Ventura con un'idea di calcio ben chiara sia stata ottima e condivisibile. Ventura ha riportato entusiasmo a questa piazza e ci è riuscito nonostante le difficoltà proprio perchè ha puntato tutto sull'organizzazione della squadra e sulla coesione dell'ambiente. Mai come negli ultimi due anni il Torino è stato oggetto di un progetto tecnico serio e credibile.
In questo momento, è vero, complice un filotto di partite contro le grandi di A, sono emersi i limiti strutturali che inevitabilmente ogni progetto si porta dietro oltre agli errori di chi non ha fatto proprio il massimo per sostenere ciecamente il progetto a cui aveva dato il via libera (la società). Su quest'ultimo aspetto però non vorrei entrare perchè se è vero che Ventura aveva chiesto determinati giocatori per sviluppare al meglio il suo gioco e più volte in passato ha dichiarato di aver preteso garanzie dal presidente altrimenti non sarebbe rimasto, il fatto stesso che sia ancora su questa panchina ci deve far pensare che condivida le scelte fatte in sede di mercato dalla società, al netto delle note lacune di organico (un regista e una punta di movimento).
Sui limiti del modulo che applica credo che invece si possa discutere. Accantoniamo l'idea che Ventura sia presuntuoso e ostinatamente attaccato al proprio 4-2-4: la dimostrazione ci viene proprio dal passato campionato di B dove, per di più da capolista quindi in un ruolo psicologicamente di forza, spesso faceva giocare la squadra con un più prudente 4-3-3. E' sorprendete piuttosto l'atteggiamento di quest'anno dove invece la ricerca del modulo più spregiudicato sulla carta contrasta con le esigenze di quella salvezza che anche tu, Domenico, poni in cima alla lista dei desideri. Il rapporto con Bianchi invece penso che sia ad una svolta: Ventura e il Capitano si stimano e si rispettano a vicenda, hanno fatto enormi sforzi per capirsi e per il bene del Torino e si sono messi, a modo loro, l'uno a disposizione dell'altro. Senonchè i risultati non sono stati quelli sperati da entrambi perchè Bianchi non è diventato un Barreto come sperava Ventura e Ventura non si è almeno un po' “colantuonizzato” come forse nel lungo credeva Rolando.
Ora non resta che capire chi dei due per il bene comune deve fare un passo indietro: se Bianchi andandosene quindi riconoscendo l'incompatibilità o Ventura decidendo che per la salvezza i gol di Bianchi valgono più di un'idea di gioco. Non ti nego che gioirei tantissimo nel vedere Ventura allontanare il fantasma della pensione da te prospettata e proporre qualche variante tattica che valorizzasse in fase offensiva un finalizzatore come Bianchi preservando invece l'ottima impostazione difensiva che è venuta meno solo nelle ultime giornate. Perchè se la retrocessione è l'incubo da scacciare a tutti i costi, non ci sarebbe nulla di più atrocemente beffardo che veder partire Rolando nel mercato di gennaio per poi assistere magari ad un clamoroso esonero di Ventura. A quel punto sì che qualcuno si dovrebbe veramente fare qualche domanda.

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