Una stagione come quella dei Giovanissimi Nazionali del Torino non poteva non concludersi con una vittoria, e vittoria é stata. Ininfluente la sfida all'Empoli, a qualificazione ormai compromessa,...

Una stagione come quella dei Giovanissimi Nazionali del Torino non poteva non concludersi con una vittoria, e vittoria é stata.

Ininfluente la sfida all'Empoli, a qualificazione ormai compromessa, ma i ragazzi di Andrea Menghini hanno inflitto ai toscani un rotondo 2-0, prima di salutare la categoria, prendersi qualche settimana di meritata vacanza e poi ritrovarsi a fine agosto agli ordini di Christian Fioratti nella categoria Allievi Fascia B.

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A decidere l'incontro, le reti di Federico Giraudo e Luca Fadda, che addolciscono un po' quella che, comunque, é una mezza delusione per i giovani granata. La consapevolezza della difficoltá della sfida c'era, ma, come giustamente lo stesso Menghini aveva sottolineato ai nostri microfoni alla partenza, il Torino aveva giá fatto bene tra formazioni di livello a Nike Cup, pronto a tentare di ripetersi.

In effetti, al di lá dei valori tecnici e della sfortuna, comunque presente, soprattutto contro la Roma, dove la sciagurata espulsione di Bettin alla mezzora ha compromesso inevitabilmente il cammino, ció che ha segnato maggiormente i ragazzi di Menghini é parsa la stanchezza. In una squadra dalla rosa tutto sommato corta, nella quale le cosiddette riserve non hanno trovato molto minutaggio, la stagione é parsa veramente lunghissima, e la formula del campionato in conclusione soltanto a fine giugno piuttosto penalizzante. Niente di cui disperare, le due sconfitte contro Roma e Milan non possono assolutamente cancellare una stagione pressoché perfetta, sempre al comando nel proprio girone, addirittura travolgenti nei play-off contro Reggina e Fiorentina. Una fucina importante di talenti ed un'annata d'oro, quella dei '98, dalla quale qualche elemento verrá prelevato direttamente per la categoria Allievi Nazionali, non a caso affidata ad un tecnico enormemente preparato come Andrea Menghini.

La sfida piú importante in carriera, ad oggi, per chi, da giocatore, è nato e cresciuto in granata, per poi ripetere lo stesso cursus honorum sulla panchina. I complimenti per la grande stagione sono da ripartirsi equamente tra i ragazzi ed il loro condottiero, quel Menghini che non ha mai rinunciato al proprio gioco veloce e coraggioso, con la palla sempre a terra ed i palloni da non sprecare mai. Banale dirlo, ma non si puó sempre vincere: la fase finale si saluta, il talento no, ed il futuro é tutto da scrivere. Complimenti a tutti.

Diego Fornero

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