Dopo la grande giornata di calcio internazionale vissuta ieri, con le nazionali Under 17 e 18 in campo e l'Under 19 al lavoro a Coverciano, abbiamo sentito Alessandro Paoli, Direttore di
Dopo la grande giornata di calcio internazionale vissuta ieri, con le nazionali Under 17 e 18 in campo e l'Under 19 al lavoro a Coverciano, abbiamo sentito Alessandro Paoli, Direttore di tuttonazionali.com per farci raccontare le sue impressioni sui giovani granata che vestono la maglia azzurra.
Ciao Alessandro, raccontaci innanzitutto le tue impressioni sui granata classe '98 che hanno vestito questa stagione la casacca della Nazionale Under 15
Del gruppo dei '98 aggregati all'under 15 devo dire che, onestamente, è stato Leonardo Rivoira ad impressionarmi di più, fin da quando l'ho visto allo stage dedicato ai ragazzi dell'Italia del Nord. Già allora ero convinto che potesse fare un certo tipo di percorso con la Nazionale, ed effettivamente ha confermato le mie aspettative. Su Edoardo Bettin, Simone Auriletto ed Antonio Rapa, ed in passato anche Alessandro Celestri, posso dire di averli visti crescere soprattutto più avanti: tutti sono stati molto bravi nel percorso di campionato con il Torino, ed hanno fatto molto bene alla Nike Cup di Pescara, convincendo Rocca a convocare i primi tre per il Torneo De Marchi dove si sono ben disimpegnati. C'è da dire che, in quell'occasione, Rivoira e Auriletto si sono alternati giocando fuori ruolo, schierati come terzini. Comunque, ripeto, quello che a me personalmente ha impressionato di più è proprio Rivoira, cui predico un grandissimo futuro.
Eppure nell'ultima tornata di convocazioni è figurato il solo Auriletto, come mai secondo te?
In Nazionale, soprattutto in Under 15, quest'anno più ancora che l'anno scorso c'è una mentalità molto aperta. Lo staff di Rocca tende a provare più ragazzi possibile, soprattutto tra quelli che fanno parte del gruppo allargato. Non è stata una bocciatura, hanno semplicemente voluto provare altri ragazzi in una competizione ufficiale, ma i giovani granata potranno ritagliarsi altro spazio senza problemi.
Nessun convocato tra i granata in Under 16, come la vedi?
Della classe '97 la mia impressione è che sia stato privilegiato il blocco Juve e il blocco Inter, ma è una categoria intermedia relativamente alla quale non giudicherei preoccupante il fatto che non ci siano giocatori del Torino.
Veniamo alla Nazionale Under 17, in questi giorni all'Europeo di categoria con un Vittorio Parigini come protagonista...
Vittorio Parigini, oltre che un punto di forza della Nazionale di categoria, è, senza dubbio, uno dei talenti italiani più importanti per l'intera classe '96, sia per quanto riguarda le doti fisiche, sia per quanto riguarda le doti tecniche. E' un giocatore completo, capace di alternare diversi ruoli, attaccante esterno, seconda punta… Il suo unico difetto, se vogliamo definirlo tale, è che mi dà l'impressione di non aver nemmeno lui compreso appieno le sue doti, dimostrandosi un po' timido in campo talvolta. Ieri, però, il suo atteggiamento mi è molto piaciuto, nonostante sia stato sfortunatamente coinvolto nella deviazione di un tiro che ha portato in vantaggio l'Ucraina, ha dimostrato personalità, cercando sempre l'uno contro uno ed alla fine arrivando al gol sfruttando ottimamente l'assist di Gennaro Tutino. E' un elemento importante per il Toro e per la Nazionale, ed avrà il suo spazio: anche se Zoratto non l'ha fatto giocare la prima partita, so che conta molto su di lui, l'ha sempre portato con sé anche in under 16 ed è consapevole del fatto che possa fare la differenza.
Come giudichi la scelta del Torino di aggregare Parigini alla Primavera, nonostante fosse sotto leva, mettendolo inevitabilmente di fronte ad una grande concorrenza che ne ha compromesso un po' il minutaggio?
Un ragazzo del suo talento è giusto che faccia parte del gruppo della Primavera, è un giocatore che avrebbe un passo superiore negli Allievi, e per costruirsi e completarsi ha bisogno di stimoli e difficoltà maggiori, considerato che tra i coetanei farebbe molta meno fatica. Certo, l'unico rischio che si corre in questi casi è quello di giocare poco, lì deve esser brava la Società a coordinarsi coi propri allenatori, soprattutto tra Allievi e Primavera, per garantirgli sempre il massimo minutaggio. E' naturale che, avendo davanti ragazzi più grandi come Gyasi, Barbosa, Aramu, ecc... Parigini trovi meno spazio in quanto più giovane, ma è giusto, secondo me, fargli fare questa esperienza così come è stato giusto talvolta farlo addirittura allenare con la prima squadra.
Veniamo alla Nazionale Under 18, nella quale è ora Antonio Barreca il protagonista tra i granata...
Antonio Barreca ha vissuto una crescita importante a livello di nazionale, è stato premiato il lavoro che ha fatto col club, visto che so che anche al Torino ha dovuto ritagliarsi gradualmente spazio. Nello specifico, nella partita di ieri della Nazionale Under 18 è stato molto propositivo, proponendosi di continuo sulla fascia e servendo molti cross: ovviamente non è facile per questi ragazzi andare in Nazionale, soprattutto per chi, come lui, non ha fatto storicamente parte delle selezioni inferiori: è un'opportunità che si è guadagnato negli anni, e questa stagione ha consolidato l'ottimo lavoro fatto. Se continua così potrebbe giocarsi le sue chances anche in Under 19, direi un impatto molto positivo il suo.
E cosa mi dici di Mattia Aramu, che, dopo l'infortunio rimediato proprio in Nazionale, non ha riottenuto la convocazione, perdendo minutaggio anche in Primavera?
Io per Aramu stravedo, è un peccato che abbia avuto problemi fisici ed infortuni perché secondo me rimane il numero 10 classe '95 più forte d'Italia. Ha delle caratteristiche eccezionali: ottime doti fisiche, tecnica sopraffina, ha un sinistro straordinario, ed è un giocatore che può fare veramente la differenza. Ho notato, in effetti, la posizione con la quale viene impiegato nel Torino, ma onestamente lo preferisco come trequartista puro, come nell'anno disputato tra gli Allievi, quando giocava sotto età. E' un giocatore sul quale Evani ha puntato finché non si è fatto male: ha tutte le caratteristiche giuste per fare bene lì davanti. Certo, l'infortunio l'ha un po' bloccato ma potrà fare le fortune del Torino, anche se nel modulo di Longo, che, se non sbaglio, ho appreso da voi che verrà confermato anche nella prossima stagione, ha una collocazione difficile. Aramu ai tempi di Asta poteva fare ancora di più, del resto Antonino aveva cambiato modulo apposta per giocatori con queste caratteristiche, passando dal 4-4-2 al 4-2-3-1 ma questo non significa certo che Longo non possa valorizzarlo, anzi... ad inizio stagione aveva fatto molto bene e se non fosse stato per l'infortunio sono sicuro che sarebbe stato protagonista indiscusso.
Veniamo infine ai granata in Under 19, Davide Cinaglia ed Emanuele Gatto
Davide Cinaglia è stato, secondo me, il più positivo dei due: quest'anno ha fatto un salto di qualità importante, è migliorato tatticamente e tecnicamente e ha preso coscienza di poter essere giocatore importante sia per il Toro, sia per la Nazionale, dove è rientrato piano piano consolidando la propria posizione nelle gerarchie del CT Evani, guadagnandosi le ultime convocazioni e candidandosi a protagonista anche per la fase Elite di quest'estate. Per quanto riguarda Emanuele Gatto, secondo me il problema del Capitano della Primavera del Torino è che in Nazionale vive una concorrenza molto accesa, nel suo stesso ruolo si disimpegnano giocatori come Verre, Palma, Matteo Ricci, lo stesso Cristante che verrà presto aggregato sotto età, e ciò comporta sicuramente poco spazio in campo. Si tratta, comunque, di un giocatore con qualità importanti che, quando è stato chiamato in causa, ha fatto sempre il proprio dovere, solo che in Nazionale non può ricoprire lo stesso ruolo di motore del gioco che ricopre nel Torino. Un altro problema è che quasi tutti gli altri centrocampisti in Nazionale possono svolgere più ruoli, lui è l'unico che può fare soltanto il centrocampista davanti alla difesa e si esalta con un centrocampo a tre, non a caso come quello del Torino, mentre nel 4-4-2 di Evani non si trova nel proprio habitat perfetto.
Secondo te quale può essere la soluzione migliore per il futuro immediato di questi ragazzi?
La mia personalissima opinione è che debbano trovare una realtà giusta per il loro momento, è banale dirlo ma la cosa più importante è giocare ed accumulare minuti, non tutti sono pronti per la Serie A e B, molti hanno bisogno almeno di un anno in Lega Pro. La Società deve essere brava a valutare il contesto giusto per i propri ragazzi: non giocare, in questa fascia di età, significa perdere un anno che può costare caro, ed anche i ragazzi, così come i loro procuratori, devono essere sufficientemente umili per ragionare magari su un discorso di Lega Pro, piuttosto che farsi abbindolare da una squadra di serie A o B dove magari, ora, non troverebbero spazio. Ogni calciatore è diverso, ma io continuo a credere che tutti, nessuno escluso, abbiano bisogno della cara vecchia gavetta: qualche anno fa era diverso, i ragazzi del '92 potevano giocare per tre stagioni in Primavera ed avevano tempo di crescere, magari facendo la spola con la prima squadra. Ora, dopo le giovanili, devi giocare, e secondo me la Lega Pro è il contesto ideale, anche per i giovani granata.
Diego Fornero
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