Toro Primavera, il (grande) ricordo del derby di andata

Toro Primavera, il (grande) ricordo del derby di andata

Verso Juventus – Torino / Lo scorso 21 settembre 2013 finì 3-2 con la rete al cardiopalma di Sparacello: Gyasi e Aramu trascinatori dei granata, che beffarono la Juve

di Diego Fornero, @diegofornero

I presenti al “Don Mosso” di Venaria certamente se lo ricorderanno: difficile dimenticarsi una gara ricca di emozioni come il derby Primavera tra Torino e Juventus, giocatosi lo scorso 21 settembre 2013, con la vittoria granata conseguita al 93′, a tempo ormai ampiamente scaduto.

Correva la quarta giornata di andata del campionato, in una splendida giornata calda e soleggiata, con un clima ancora decisamente estivo: il Toro, già capolista, incontrava una formazione, quella juventina, reduce dal beffardo K.O. di Cesena del 31 agosto (2-1 per i bianconeri di Romagna), ma anche dalle due vittorie su Spezia ed Empoli. Per il Torino, le travolgenti vittorie di Novara (4-0) e Modena (3-0), ma anche il pari casalingo col Carpi per 1-1, che manteneva, allora, le due formazioni ad una sola lunghezza di distanza.

Partì subito forte il Toro, con tanto possesso palla ma anche tanta imprecisione sotto porta: l’occasione più clamorosa del primo tempo fu sulla capoccia di Scaglia che, da due passi, colpì una traversa direttamente da calcio d’angolo, con Barale che tentò la ribattuta ma la vide respingere sulla linea dalla difesa bianconera. Quattro minuti dopo, al 28′, ancora una grande occasione da rete per il Toro, con il brasiliano Pardini che sciupò, a tu per tu col portiere bianconero Citti, uno splendido pallone. Ancora Toro, però, al 44′, quando fu Gyasi a divorarsi un goal aprendo troppo il piattone col mancino da posizione più che ghiotta davanti alla porta.

Dopo aver ampiamente dominato il primo tempo, però, nella ripresa ecco la reazione bianconera: per i primi cinque minuti il Toro non vede il pallone, poi l’improvviso vantaggio granata. Da calcio d’angolo Gyasi mette la palla sul secondo palo dove è Ientile a svettare più in alto di tutto ed insaccare di testa, nonostante il tentativo di salvataggio sulla linea di Soumah. 1-0 e palla al centro, ma bastano tre minuti al Toro per trovare, al 9′, il raddoppio, con una magistrale incursione di Gyasi sulla sinistra, che brucia Untersee in velocità servendo ad Aramu in mezzo un pallone delizioso che il fantasista granata insacca con freddezza per il provvisorio 2-0.

La Juventus non ci sta e si getta alla disperata ricerca del pari, andando vicinissima ad accorciare le distanze prima al 20′, quando Donis cerca di piazzare la palla nell’angolino ma trova una grande risposta di Saracco, poi al 23′, quando, dopo aver impegnato ancora una volta il portierone granata, manda incredibilmente a lato col puntone a porta spalancata.

A cavallo della mezzora, è la Juve a tenere il pallino del gioco, ma la difesa granata si difende con ogni mezzo, esaltando le sue individualità, in particolare Scaglia, autore di una grandissima prestazione. I bianconeri, però, si insediano stabilmente nell’area avversaria ed il rischio che qualcosa di storto possa capitare inizia a farsi concreto. E’ Marzouk, talentino ’96 strappato dalla Juventus al francesi del Metz a suon di denari (900mila Euro solo per il cartellino del giocatore), a mettere i brividi a Longo, accorciando le distanze al 42′, ribattendo in rete un ottimo cross di Ceria. 2-1 a tre minuti dalla fine dei tempi regolamentari, e la gara si infiamma.

Sono secondi che sembrano trascorrere lenti come delle ore: per la precisione, soltanto 120″ di confusione totale da parte dei granata, provati dal pari e da una Juventus che ha ritrovato coraggio, ed ecco che proprio Ceria, dopo lo splendido assist per il compagno, riesce a trovare addirittura il 2-2, con un destro angolato potentissimo che piega letteralmente le mani a Saracco al 44′. Sembra fatta per i bianconeri, che esultano anche in maniera “poco elegante” nei confronti del pubblico granata alzando il dito medio ed esibendosi in una “gioia” incontenibile.

La “Vecchia Signora”, però, non ha fatto i conti con il cuore del Toro di Moreno Longo: al 45′ Gyasi ha il merito di procurare l’espulsione di Untersee e lo svizzero si becca un rosso inaspettato, lasciando i compagni in dieci. Nonostante il pari, ed il comprensibile entusiasmo di stampo bianconero, i granata non smettono di crederci e si gettano all’attacco. Un pari non serve a nessuno, soprattutto dopo essere stati per mezzora abbondante avanti di due reti, il Toro vuole vincere e ritorna a spingere sull’acceleratore.

Sono tre lunghissimi giri di orologio difficili da descrivere a parole, colmi di adrenalina che solo questo sport, e solo partite del genere, seppur a livello giovanile, possono offire, ed ecco che, al 93′, arriva un pallone apparentemente innocuo in area bianconera, una punizione di morbida di Rosa Gastaldo, un campanile sul quale l’estremo difensore juventino Citti smanaccia male, non azzeccando i tempi dell’uscita. Il “Dio del calcio” volle, a quanto pare, che proprio lì ci fosse Sparacello, l’attaccante siciliano oggi in prestito alla Maceratese, che, di testa, con una palla morbida, insaccò facendo esplodere il pubblico e beffando definitivamente la Juventus fissando il risultato sul 3-2.

Per l’arbitro, ci fu soltanto il tempo di fischiare tre volte: il Toro aveva vinto il derby, nel più rocambolesco dei modi, prendendosi un primato per non perderlo più. 90 minuti, anzi 94, indimenticabili per chi c’era, e per chi li ha giocati e vissuti da protagonista. Negli spogliatoi, la classe di Moreno Longo che invitava i suoi ad evitare cori e sfottò, ma anche a non stringere troppe mani e a non scambiarsi troppe magliette… Dicendo ai suoi: “C’è chi l’ha già fatto in prima squadra, e sappiamo come è andata a finire. Queste cose i miei giocatori possono evitarsele”. Granata vero, e con classe. Ora, però, sarà tutta un’altra sfida… Appuntamento sabato alle 11.30 al “Chisola” di Vinovo in cerca dell’ennesima grande emozione. 

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