Toro Primavera, numeri da capogiro: nessuno così bene

Toro Primavera, numeri da capogiro: nessuno così bene

Il Torino è l’unica formazione imbattuta sui tre gironi: Longo è già da record per l’era Cairo, ma può “fare la storia”. Inutile nascondere i sogni…

di Diego Fornero, @diegofornero

Nei tre gironi del campionato Primavera, nessuno va forte come il Torino di Moreno Longo, unica formazione d’Italia con la voce “0” alla colonna delle sconfitte. Lo dicono i numeri, lo affermano chiaramente i risultati colti finora. A sette giornate dalla fine della regular season, questo Toro ha già polverizzato ogni record nell’era Cairo (nella quale il Torino non ha mai neppure vinto il proprio girone, risultato che manca addirittura dal ’97/’98), e, con 21 punti ancora a disposizione, è soltanto a 3 lunghezze di distanza dal punteggio ottenuto nella passata stagione.

VENTIDUE ANNI DI FAME – Ventidue anni: è da così tanto che, sulla maglia granata della Primavera del Torino, non si cuce un tricolore sul petto, esattamente dal ’91/’92. Neppure allora, però, il Torino vinse il proprio girone di campionato, né tantomeno ci arrivò da imbattuto. Addirittura, allora, i granata arrivarono secondi, alle spalle della Juventus. All’epoca, il sistema prevedeva un ulteriore mini-girone di play-off con le prime del girone B (la c.s. “Poule Scudetto”), che il Toro superò, vincendo poi, ai calci di rigore, la finalissima contro la Reggina, trascinato da Bobo Vieri e Ivano Della Morte (ironia della sorte: oggi allenatore degli Allievi Nazionali della Juventus). Da allora, è difficile intravedere nella regular season del Toro un cammino paragonabile a quello attuale della formazione di Moreno Longo.

ANNI ’90 CON GRANDI GIOCATORI, MA NON CON GRANDI RISULTATI – Nel ’92/’93, con il tricolore al petto, non si qualificherà neppure alla fase finale; nel ’93/’94, il Toro del Longo calciatore, vince il girone (comunque con 3 sconfitte) ma perde la finalissima play-off contro la Juventus; nel ’94/’95 arriva addirittura quarto, ed uscirà nella Poule Scudetto; nel ’95/’96 un disastroso 7° posto, ripetuto nel ’96/’97 (ed è il Toro di gente del calibro di Tiribocchi e Pellissier); nel ’97/’98 vince il girone (con 3 sconfitte), ma esce alle finali, ai quarti, contro il Cesena; nel ’98/’99 il Toro di Semioli, Sommese, Calaiò e Quagliarella arriva secondo in campionato, ma non supera i play-off; nel ’99/00 4° posto in campionato e batosta contro il Milan agli ottavi; nel 2000/01, nonostante Quagliarella segni goal a grappoli, il Toro non supera il decimo (!) posto nel girone; nel 2001/02, 2° posto in campionato, e ancora una volta eliminazionale per mano del Milan agli otavi; nel 2002/03, un 5° posto in campionato; nel 2003/04, addirittura 8°; nel 2004/05 si classifica 5°, poi, come tutti ricorderete, arriverà il fallimento del Torino targato Cimminelli ed inizierà l’era Cairo.

NELL’ERA CAIRO, NESSUNO COME LONGO – Nonostante la diaspora, il Torino di Cairo parte forte, e nel 2005/06 arriva un insperato 2° posto nel girone (a ben 10 punti della Juve, però), ma i granata usciranno ai quarti contro il Milan; nel 2006/07, il Toro di Gomis, Ogbonna e Schiattarella non andrà, invece, oltre l’ottava posizione; nel 2007/08 ci si accontentò di un 7° posto; nel 2008/09 di una 6° posizione; nel 2009/2010 addirittura si concluse il campionato 10°; nel 2010/2011 il ritorno a posizioni dignitose con il 5° posto di Antonino Asta, ma ai play-off si uscì contro l’Inter ai calci di rigore; nel 2011/12 il 2° posto, alle spalle della Juventus e con 6 punti in meno, che valse la seconda qualificazione alla Final Eight dell’era Cairo, sempre con Asta in panchina. L’avventura, come molti ricorderete, terminerà, però, agli ottavi contro la Lazio, con la scontitta per 2-1 e l’inutile rete granata di Pinelli.
Nella passata stagione, la prima con Moreno Longo in panchina, il Torino raggiunse quota 53 punti, in terza posizione alle spalle della Fiorentina, seconda con 56, e della Juventus, capolista con 61 lunghezze. Per il Toro, 15 vittorie, 8 pareggi e 3 sconfitte (contro Juventus, Parma e Fiorentina). Dopo i play-off, vinti contro Genoa (3-2, doppio Diop e Gyasi) e Inter (1-0, ancora Gyasi), finalmente la Final Eight, con la beffa degli Ottavi contro la Lazio, una sconfitta per 1-0 contro i futuri Campioni d’Italia, divorandosi l’impensabile.

Oggi, il Toro ha la possibilità di fare davvero la storia: per raggiungere questo risultato, però, servirà concentrazione, fame e cattiveria, fino all’ultimo secondo di questa regular season. Un campionato intero da imbattuti manca, nella bacheca granata, addirittura dal 1989/90, e questo Longo lo sa bene. Anche se il digiuno dura da tanto, troppo tempo, il Torino resta la società più titolata d’Italia nella categoria, con ben 8 titoli in bacheca, tallonata da Inter e Roma, che ne hanno 7. Sognare, a questo riguardo, non è soltanto lecito… è quasi d’obbligo: inutile nasconderlo.

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