di Ivana Crocifisso - Più che definire importante la vittoria di ieri a Cagliari la si dovrebbe catalogare quantomeno come storica. Non tanto per il successo in sé, quanto per il risultato ottenuto. Un secondo posto, a tre soli punti dalla Juventus, che consentirebbe ai granata (nella foto N.Campo) di accedere direttamente alla final-eight. Troppo spesso si commette l'errore di pensare con nostalgia...
di Ivana Crocifisso - Più che definire importante la vittoria di ieri a Cagliari la si dovrebbe catalogare quantomeno come storica. Non tanto per il successo in sé, quanto per il risultato ottenuto. Un secondo posto, a tre soli punti dalla Juventus, che consentirebbe ai granata (nella foto N.Campo) di accedere direttamente alla final-eight.
Troppo spesso si commette l'errore di pensare con nostalgia alla Primavera dei tempi che furono, credendo che raggiungere i fasti di un tempo sia impossibile. Certo, i tempi sono cambiati. Certo, l'attenzione per il vivaio non è la stessa di vent'anni fa. Nei primi anni '90 pensare ad un Torino (Prima squadra) con in rosa giovani prestiti provenienti dal Genoa o dal Milan, per fare esempi sia recenti che attuali, avrebbe fatto inorridire chiunque. Non è così oggi ma – qui l'euforia post derby contribuisce all'iniezione di ottimismo – ci auguriamo che in tempi brevi il Settore giovanile, in primis la Primavera, possa diventare di nuovo il serbatoio della Prima squadra.
Nell'attesa, speriamo non snervante, è utile godersi il momento che prima si definiva storico. Perché dal triennio '97-2000 la Primavera granata non era più riuscita a qualificarsi per almeno due volte consecutive: dopo la doppietta di Claudio Sala, tra il '97 e il '99 e la qualificazione ottenuta dal Toro di Camolese l'anno seguente, solo i granata di Ferri nel 2002 e quelli di Pigino nel 2006 riuscirono a centrare l'obiettivo. Dal 2000 in avanti, in dodici anni, è la prima volta che per due volte di fila il Toro riesce a ritagliarsi un posto importante, con Asta che riesce nell'impresa di portare i suoi ragazzi alle fasi finali per due anni consecutivi. Cosa che, se prendiamo in considerazione anche il decennio che va dal 1990 al 2000, era capitata – come detto – a Claudio Sala e ancor prima a Serino Rampanti nelle stagioni '90/'91 e '92/'93. Rampanti, Sala, Asta, non sarà di certo un caso. Parliamo della Primavera di Vieri e di Cois, e poi di quella di Pellissier e Tiribocchi. Questa, al momento, è quella di Asta. Il tempo dirà se ripensando a questa Primavera la si potrà definire quella di Vita piuttosto che di Gatto, di Diop o di Chiosa e Fiore. Nel frattempo anche questi ragazzi sono entrati nella storia granata.
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