L’uomo che ha scoperto Rosina e se ne è andato per far posto a Sartori, pardon a Doriano Tosi, siede tranquillo dietro la sua scrivania nel quartier generale del Bologna.
L’uomo che ha scoperto Rosina e se ne è andato per far posto a Sartori, pardon a Doriano Tosi, siede tranquillo dietro la sua scrivania nel quartier generale del Bologna e ha tutta l’intenzione di rimanerci.
Salvatori, come si sta a Bologna ?
Benissimo, è un ambiente magnifico. Si mangiano ottime tagliatelle e fantastici tortellini.
Ma si lavora anche bene come a Torino ?
Ho un ottimo rapporto con il Presidente Cazzola, esattamente come l’ho mantenuto con Cairo. E poi qui ho fatto una bella scoperta.
Quale ?
Ho incontrato un tecnico preparato come Ulivieri scoprendo che è anche una bella persona, con cui è piacevole parlare.
Quindi le voci che la vogliono nostalgico della Mole Antonelliana sono false ?
E’ normale che girino in tempo di mercato e se lo fanno può anche esserci un perché.
Ovvero ? Lei ha sentito qualcuno del Torino ?
Saltuariamente sento l’avvocato Trombetta, con cui ho mantenuto un buon rapporto ma nessuno finora mi ha contattato per parlare di un ritorno.
Però lo ammette anche lei, se l’erba si muove un motivo c’è sempre…
I giornali devono riempire le pagine e fa piacere, egoisticamente, essere tirati in ballo. Significa che si è lavorato bene.
In effetti uno che sappia scoprire trovare buoni giocatori sconosciuti al Toro serve come il pane…
Ognuno fa il suo mestiere, ma ripeto da Torino non ho sentito nessuno né ho parlato della cosa con Trombetta o De Biasi o Cairo. E poi mi lasci dire una cosa…
Prego…
Io a Bologna sto benissimo, ho altri due anni di contratto e intendo rispettarlo nè mi sembra corretto andare dal presidente e dirgli che voglio andarmene perché non è vero. Io i patti li rispetto.
Però se queste voci sono nate ci sarà pure un motivo, non può essere sempre colpa dei giornalisti…
Da quello che vedo sta succedendo la stessa cosa che è capitata a me lo scorso anno. Io la porta non la chiudo a nessuno, perché è vero che dove sono sto bene, ma è anche vero che nel calcio può succedere di tutto e Torino è una piazza che non si può rifiutare.
Quindi se la chiamassero accetterebbe ?
Ripeto ho un contratto e ho l’abitudine di rispettarli. Poi le cose si fanno in due, se domani il Presidente Cazzola mi chiama e mi dice che non è contento del mio lavoro, cosa devo fare ? Stare in mezzo a una strada ?
Il Presidente è soddisfatto del suo lavoro ?
Così mi dice. E non penso che abbia motivo di pensare diversamente. E poi onestamente non mi stupisce che in questo periodo fioriscano certe voci a Torino. Ma sono convinto che le priorità della società granata al momento siano altre.
La salvezza per esempio ?
Beh, senza sapere dove si giocherà il prossimo anno non si possono fare programmi di mercato. E questo è un periodo di voci.
© RIPRODUZIONE RISERVATA