A Torino ha lasciato tanti estimatori e qualche deluso la punta che oggi milita ne Lo Spezia e che abbiamo intervistato per voi in vista della trasferta di Catania. Mirco Antenucci, doppio ex, arrivato sotto la Mole...

A Torino ha lasciato tanti estimatori e qualche deluso la punta che oggi milita ne Lo Spezia e che abbiamo intervistato per voi in vista della trasferta di Catania. Mirco Antenucci, doppio ex, arrivato sotto la Mole nel mercato di gennaio del 2011 e accolto con tante speranze e forse troppe responsabilità, si dice amareggiato per la direzione inaspettata che prese il suo cartellino la scorsa estate. “Stavo benissimo e volevo restare”, le sua parole. E c'è ancora chi oggi, da Torino, gli manda messaggi di affetto.

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Buongiorno Antenucci. Cominciamo dal passato. Cosa si è portato dietro da Torino?
A Torino sono stato benissimo. E' stato un anno e mezzo molto intenso. Ho impiegato un po' ad ambientarmi ma una volta rotto il ghiaccio per me è iniziata un'esperienza fantastica. Specie il secondo anno. Ho ottimi ricordi e ancora adesso mi sento con Sgrigna, Di Cesare, Darmian...ma ricordo con affetto tutti. Torno spesso a Torino quando posso. Peccato davvero per come è andata a finire la scorsa estate, con quell'incomprensione alle buste... Sapevano tutti che volevo restare. Sono andato via molto amareggiato.


Veniamo al presente. Sabato il Toro ricomincia da Catania. Cosa ha da temere il Torino contro gli etnei?
Il Catania è un gruppo solido, è una squadra affermata ed è in grado di valorizzare individualità importanti in attacco. Giocano pressoché con lo stesso modulo da diverso tempo e fanno un ottimo gioco corale.


Cosa ci dice di Maran?
E' un allenatore molto preparato. Ha un gran voglia di fare bene. Dopo tanti anni nelle serie minori ora che è in A vuole dare il massimo. Occhio alla sua fame di vittoria.


Cosa consiglia al Toro e a Ventura?
Di fare più punti possibile. Comincia una fase delicata per il Toro adesso. Ora ha bisogno di staccarsi dal gruppo e lasciarsi 4-5 squadre dietro e giocarsi un campionato in tranquillità. Ventura non è troppo differente da Maran. Io amo gli allenatori che si applicano e insegnano alla propria squadra come si gioca a calcio. Di lui, e del gruppo, ho un buon ricordo. E' stato in grado di plasmare un gruppo vincente e bisogna dargliene merito.


A Lo Spezia come si trova?
Molto bene. All'inizio abbiamo avuto diverse difficoltà ma abbiamo cambiato rotta e ci stiamo riprendendo. Non dobbiamo assolutamente farci sfuggire l'obiettivo minimo dichiarato: il raggiungimento dei playoff.


Chiudiamo col mercato. Cosa si augura?
Di fare bene, anzi meglio. Per quest'anno non mi muovo. In questa stagione ho giocato sia per il Catania che per Lo Spezia e la Lega non permette di giocare in tre squadre diverse nella stessa stagione.


Cosa vuole dire ai tifosi granata?
Li saluto e li ringrazio di cuore. Mi scrivono in molti su Twitter, chiedendomi di tornare. Auguro a loro un campionato sereno.

Redazione TN

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