di Giovanni Rolle Prima conferenza ufficiale per il nuovo acquisto granata Alessio Cerci. Dopo il bagno di folla della scorsa settimana al centro Sisport, l’ex viola è satato presentato ufficialmente nella sala conferenze dello stadio Olimpico. Dopo una breve introduzione del dg Antonio Comi – “Non è...
di Giovanni Rolle Prima conferenza ufficiale per il nuovo acquisto granata Alessio Cerci. Dopo il bagno di folla della scorsa settimana al centro Sisport, l’ex viola è satato presentato ufficialmente nella sala conferenze dello stadio Olimpico. Dopo una breve introduzione del dg Antonio Comi – “Non è stato facile portarlo a Torino, perché soltanto un mese fa la Fiorentina non lo voleva cedere. Se la trattativa ha avuto un esito felice, gran parte del merito è stata dell’abilità di Cairo”. – è toccarto al giocatore rispondere alle domande dei giornalisti.
Alessio Cerci, quanto ha influito la presenza di Ventura nella tua scelta di venire al Torino?
“Sicuramente il fatto di ritrovare il mister mi ha molto incentivato ad accettare l’offerta del Torino. Ho molta stima di Ventura, che considero un maestro. Se sono diventato quello che sono, grande parte del merito è del mister”.
Cosa ti ha spinto a lasciare la Fiorentina?
“Bisognerebbe chiederlo a Montella. Con l’ambiente viola ho avuto un rapporto di odio-amore, ma Firenze rimarrà per me un ricordo bellissimo. Certo, a Firenze ci sono stati anche degli episodi poco positivi, ma penso di essermi sempre comportato bene e di aver lasciato un buon ricordo in tante persone”.
Sui giornali vieni descritto come un ragazzo dal carattere un po’ spigoloso. Cosa c’è di vero in queste illazioni?
“Sono stati fraintesi alcuni miei comportamenti. La verità è che mi sento infangato dal fatto che si è tentato di farmi passare per la persona che non sono, inventando dei fatti che non rispondono assolutamente alla realtà. Spero che i tifosi mi giudichino per quello che dimostrerò in campo e non dalle cose che leggono”.
Che impressione ti ha fatto il Toro visto a Siena?
“Mi sembra che il Torino abbia dominato la partita, cosa non facile in un campo molto stretto, contro una squadra che gioca sempre molto compatta. Penso che questa squadra abbia le qualità per dire la sua in serie A”.
Perché hai scelto la maglia numero, l’11. Ti hanno spiegato che per i tifosi del Toro si tratta di un numero molto importante, visti i giocatori che hanno indossata in passato?
“Sinceramente l’ho scelto perché era il numero che indossavo a Pisa, una stagione che per me è stata molto positiva. Spero che il mister mi aiuterà a ritrovare la serenità che avevo a Pisa e mi auguro di riuscire a far divertire i tifosi del Toro. So di essere stato un investimento importante per la società e che la gente granata vuole che i giocatori mettano tanto cuore in campo e io mi sento di promettere il massimo impegno”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA