Gianni De Biasi inghiotte l’amaro boccone del repentino ed inatteso esonero. Ricorda i suoi sacrifici, l’arrivo a Torino, le sue difficoltà nell’imbastire una squadra dal nulla, di aver lottato, combattuto contro tutto e tutti per ottenere il traguardo più fulgido: la promozione. Oggi si esprime così: “Non sono soltanto deluso, ma anche molto amareggiato. Non meritavo tutto questo”. Comprende...
Gianni De Biasi inghiotte l’amaro boccone del repentino ed inatteso esonero. Ricorda i suoi sacrifici, l’arrivo a Torino, le sue difficoltà nell’imbastire una squadra dal nulla, di aver lottato, combattuto contro tutto e tutti per ottenere il traguardo più fulgido: la promozione. Oggi si esprime così: “Non sono soltanto deluso, ma anche molto amareggiato. Non meritavo tutto questo”.
Comprende la scelta di Doriano Tosi di restare nel Torino e augura ogni bene ai suoi ragazzi, che gli hanno dato molte gioie. Se gli dite che Cairo lo ha esonerato perché aveva dei dubbi su di lui, De Biasi risponde: “Non ho nessun commento da fare. L’unica cosa di cui sono sicuro è che il dubbio mantiene sana la mente. Anch’io ne ho tanti, ma preferisco tenermeli per me”. Ora il suo tempo è scaduto, è scattata l’ora di Zaccheroni, ma è giusto ringraziarlo, per il suo sorriso, la sua schiettezza, la sua disponibilità e per aver realizzato un sogno impossibile: riportare il Toro in serie A. Grazie, Gianni De Biasi.
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