di Giovanni Rolle – E’ stato l’ultimo bomber a regalare ai tifosi granata la soddisfazione nel derby. Anche se alla stracittadina, che torna a tre anni di distanza dall’ultima sfida con la Juve, mancano più di quattro mesi, è normale...

di Giovanni Rolle – E’ stato l’ultimo bomber a regalare ai tifosi granata la soddisfazione nel derby. Anche se alla stracittadina, che torna a tre anni di distanza dall’ultima sfida con la Juve, mancano più di quattro mesi, è normale che, parlando del Toro con Ruggiero Rizzitelli, vengano alla memoria le immagini dei derby della stagione 1994-95 vinti a sorpresa contro la fortissima Juve del primo ciclo vincente di Marcello Lippi dal Torino rampante di Nedo Sonetti, trascinato proprio dal bomber pugliese, al quale abbiamo chiesto di commentare il prossimo campionato di serie A, con gli occhi puntati, naturalmente, sulla formazione allenata da Ventura.

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Ruggiero Rizzitelli, finalmente il Toro ritrova la serie A. Pensa che sarà il solito calvario come negli ultimi anni oppure i tifosi possono aspettarsi qualcosa di meglio?

“Mi sembra che Cairo non stia ripetendo gli errori commessi in passato, quando spendeva parecchi soldi per prendere gente già affermata, ma senza quella determinazione e quella fame necessarie per lottare per la salvezza. Per raggiungere l’obiettivo ci vogliono dei giocatori disposti ai sacrifici, che sappiano calarsi nella situazione di chi deve combattere per salvarsi. Sarà comunque un campionato difficile, ma confido sull’esperienze e sull’abilità di Ventura”.

Come giudica la campagna acquisti fatta fino a questo momento da Cairo e Petrachi?

“Mi sembra che manchino tre elementi. Il Toro deve prendere ancora un difensore, ma soprattutto bisognerebbe che arrivasse un centrocampista che abbia le caratteristiche di playmaker, per far fare il salto di qualità a centrocampo. E poi ci vorrebbe una punta di movimento, visto che Bianchi non sembra avere le caratteristiche per adattarsi al meglio al gioco di Ventura. L’ideale, in questo senso, potrebbe essere Floccari”.

Perché Bianchi, nonostante sia amatissimo dalla maggior parte dei tifosi granata, continua ad essere oggetto di critiche?

“Come tipologia è la classica punta centrale che esprime al meglio le proprie potenzialità quando la squadra si mette al suo servizio. Il che non può accadere nelle squadre di Ventura, che basa il proprio gioco soprattutto sul collettivo. Un giocatore come Bianchi comunque non si discute, tanto è vero che ci sono tantissime squadre a cui farebbe comodo un bomber con le sue caratteristiche”.

Al momento, però, nessuno sembra voler prenderlo, nonostante il Toro abbia dichiarato la disponibilità a cedere il proprio capitano.

“Il fatto è che nel calcio italiano in questo momento girano pochi soldi e il suo ingaggio è fuori dalla portata massima per la maggior parte dei club. Mi aspetto un mercato particolarmente movimentato negli ultimi giorni precedenti il 31 agosto. In quel periodo il Toro dovrà essere bravo ad inserirsi per cogliere le occasioni giuste. Comunque, anche se alla fine dovesse rimanere, nel corso del campionato riuscirà comunque a dare il suo contributo alla causa granata”.

Tornando al gioco di Ventura, l’anno scorso il tecnico è stato il vero valore aggiunto del Torino. Riuscirà a ripetersi in serie A?

“L’anno scorso, quando fu annunciato il suo arrivo, pensai subito che si trattava dell’uomo giusto. E’ un allenatore che mi piace molto per come sa mettere in campo la squadra, cercando di praticare un calcio offensivo, pur sapendo adattarsi alle varie situazioni. Penso che possa fare la stessa cosa anche in serie A, come gli è riuscito nel primo anno a Bari”.

Con la serie A tornano anche i derby. Che effetto le fa essere ricordato come l’ultimo bomber di un Toro capace di battere la Juve?

“Spesso mi rendo conto che è scattata l’ora del derby, vedendo comparire sul mio cellulare delle chiamate col prefisso 011. Mi fa piacere che dopo tanto tempo ancora tanta gente si ricordi di me, anche se sarebbe ora, dopo 17 anni, che il Toro trovasse un altro bomber in grado di ripetere l’impresa”.

Pensa che quest’anno potrebbe essere la volta buona oppure i tifosi dovranno ancora attendere, perché la sfida con gli uomini di Conte è improba?

“In un derby il risultato non è mai scontato. Quando li vincemmo tutti e due nessuno avrebbe scommesso una lira su di noi. Al massimo si scommetteva sul numero di gol che avremmo incassato. Specie prima del derby di ritorno c’era chi puntava che ne avremmo presi cinque”.

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