Se avete letto i suoi libri saprete sicuramente che Beppe Culicchia, scrittore e giornalista de La Stampa, è anche un grande tifoso granata. Con lui abbiamo parlato della situazione del Toro con un occhio rivolto al futuro e alle difficili sfide che lo attenderanno. Buongiorno signor Culicchia, partiamo dall’ultimo...
Se avete letto i suoi libri saprete sicuramente che Beppe Culicchia, scrittore e giornalista de La Stampa, è anche un grande tifoso granata. Con lui abbiamo parlato della situazione del Toro con un occhio rivolto al futuro e alle difficili sfide che lo attenderanno.
Buongiorno signor Culicchia, partiamo dall’ultimo match con la Roma: la squadra è stata penalizzata dagli episodi ma quando ti chiudi troppo e non provi ad offendere poi paghi, non è vero?
Sono d’accordo: la sensazione è che al momento ci siano ancora alcune cose che non funzionano come dovrebbero. Gli esterni, quindi Santana, Cerci e Stevanovic, per un motivo o per l’altro stanno facendo fatica e questo si ripercuote anche sulla squadra, che soffre i loro momenti di defaillance visto che il gioco di Ventura si basa prevalentemente sulle fasce. Come si è visto a Roma se non sfrutti le corsie laterali alla fine vai in difficoltà: sono tre giocatori molto tecnici ma devono migliorare sul piano della continuità.
Domani all’ Olimpico arriva la Fiorentina, forse la squadra più in forma del momento: gli uomini di Montella giocano un ottimo calcio e hanno dimostrato di poter mettere in difficoltà chiunque, cosa dovrà fare il Toro per portare a casa un risultato positivo?
Il Torino non dovrà chiudersi ma cercare di imporre il proprio gioco, un gioco che, a differenza di altri anni, ha dimostrato di avere.
Da tifoso la testa non può non andare al derby in programma il turno successivo: è lecito sognare o questa Juve è davvero troppo forte?
La Juve va aggredita, perché è una squadra che non è abituata ad essere aggredita. Il modello è l’Inter di Stramaccioni che è venuta a Torino cercando di imporsi e non si è fatta scoraggiare nonostante lo svantaggio arrivato dopo appena 20’’. Il Toro non deve avere nessun condizionamento psicologico ma andare là per vincere.
Se anche, facendo i debiti scongiuri, dopo queste partite le cose dovessero andare male, non bisogna scoraggiarsi perché i momenti difficili erano da preventivare e la squadra ha dimostrato più volte anche nella scorsa stagione di saperli superare, non crede?
Questo è il brutto vizio del calcio italiano: appena sbagli automaticamente tutto quello che hai costruito prima è da buttare. Bisogna avere carattere, specialmente nei momenti difficili, e rimanere compatti. Faccio un esempio: nella semifinale dei Mondiali ’82 la Germania era sotto 3-1 con la Francia, poi ha messo dentro quattro punte e ha vinto 4-3, perché ci ha creduto e non ha mai mollato.
Quindi è ottimista per il resto della stagione ?
Certo, se non sei ottimista non vai da nessuna parte e poi questa squadra ha dimostrato di saper agguantare partite che negli anni scorsi avrebbe sicuramente perso.
Per quanto riguarda il mercato di gennaio, interverrebbe da qualche parte? Se sì dove?
Mi piacerebbe un centrocampista alla Schweinsteiger, uno dotato di quantità e qualità da affiancare all’ottimo Gazzi ma, visto che non lo possiamo prendere, mi affido al bravo Petrachi affinchè ingaggi qualcuno con le sue caratteristiche.
Infine parliamo di lei: qualche progetto particolare? Qualche libro in cantiere?
Sto promuovendo il mio ultimo libro “Venere in metrò” e poi ovviamente non smetto mai di scrivere…
Roberto Maccario
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