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tor interviste Ferrante a TN: “Non esiste presidente che vuole il male alla sua squadra”

Esclusiva

Ferrante a TN: “Non esiste presidente che vuole il male alla sua squadra”

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In esclusiva su Toro News le parole dell'ex bomber granata il quale traccia la via sul futuro prossimo del Torino
Andrea Calderoni
Andrea Calderoni Caporedattore centrale 

Torna a parlare in esclusiva su Toro News l'ex bomber granata Marco Ferrante, il quale traccia un po' la via del futuro prossimo granata tra la fine di questa stagione e la prossima calda estate.

Buongiorno Marco. Come sta vedendo il nuovo Torino di Roberto D'Aversa?"Ho visto allo stadio Torino-Lazio. La Lazio mi fece un'impressione terribile, una squadra inerme. Il Torino mi era apparso vivo con l'innesto di D'Aversa. Il passo falso a Napoli ci poteva stare, la vittoria con il Parma e la conseguente sconfitta della Cremonese mi fanno pensare che al 99% i giochi sono fatti: non dico che la Cremonese sia retrocessa ma che Torino e Genoa sono salvi. Diciamo che il Torino si è tolto quasi certamente da una situazione imbarazzante che mai avrei potuto pronosticare". 


Perché il Torino si è cacciato in questa situazione imbarazzante?"Non vorrei fare l'elenco delle cause, adesso è il momento di guardare il bicchiere mezzo pieno e di porre le basi per l'anno venturo. Quando la stagione parte, hai sempre ambizioni, poi le cose possono incepparsi. Non credo che la società voglia sempre fare campionati come gli ultimi. La speranza è che si sbaglino meno acquisti". 

Si aspetta grandi cose da Gianluca Petrachi in estate?"Entrare in corsa non è mai vantaggioso. Nel suo passato granata ha fatto grandi cose, con numerose plusvalenze. A Roma ha steccato in una piazza prestigiosa e molto complessa da gestire. Sono convinto che la prossima estate potrà fare un certo tipo di mercato. Parte con i fucili puntati, ma è uno capace. Ha ricucito il rapporto con Cairo, un rapporto che si era bloccato per varie vicissitudini". 

La contestazione a Cairo ha superato il limite consentito?"Sono cose oggettivamente gravi che esulano dal calcio giocato. Bisogna fare retromarcia su certe frasi. A tutto c'è un limite. Io non credo che abbiano scritto quelle frasi i veri tifosi del Toro. Massima solidarietà per chi ha ricevuto certe scritte che non sono nemmeno da commentare". 

Però, la contestazione appare lecita per quanto è avvenuto in questi vent'anni..."La contestazione ci sta, sempre nei limiti della civiltà, quella che ha sempre contraddistinto i tifosi del Torino. Ho girato tante piazze nella mia carriera ma non c'è nulla come il Toro. Il malcontento c'è, è lecito che ci sia perché da tanti anni mancano obiettivi. Il Torino spera di potersi giocare qualcosa, come magari hanno fatto Udinese, Fiorentina, Atalanta, Bologna. Il Torino non è una provinciale, ha una storia diversa. Per raggiungere nuovi obiettivi servono basi solide. Su una cosa sono però certo: non esiste presidente che vuole il male della sua squadra, non esiste. Gli errori avvengono e si susseguono ma non si vuole il male della squadra".