La contestazione a Cairo ha superato il limite consentito?"Sono cose oggettivamente gravi che esulano dal calcio giocato. Bisogna fare retromarcia su certe frasi. A tutto c'è un limite. Io non credo che abbiano scritto quelle frasi i veri tifosi del Toro. Massima solidarietà per chi ha ricevuto certe scritte che non sono nemmeno da commentare".
Però, la contestazione appare lecita per quanto è avvenuto in questi vent'anni..."La contestazione ci sta, sempre nei limiti della civiltà, quella che ha sempre contraddistinto i tifosi del Torino. Ho girato tante piazze nella mia carriera ma non c'è nulla come il Toro. Il malcontento c'è, è lecito che ci sia perché da tanti anni mancano obiettivi. Il Torino spera di potersi giocare qualcosa, come magari hanno fatto Udinese, Fiorentina, Atalanta, Bologna. Il Torino non è una provinciale, ha una storia diversa. Per raggiungere nuovi obiettivi servono basi solide. Su una cosa sono però certo: non esiste presidente che vuole il male della sua squadra, non esiste. Gli errori avvengono e si susseguono ma non si vuole il male della squadra".
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