di Alessandro Salvatico Domenica pomeriggio, lo stadio Friuli ospiterà l’Udinese ed il Torino, due squadre con diversi obiettivi e diversi stati di forma, provenienti entrambe da un impegno infrasettimanale che ha significato 120 minuti di fatica. Della partita che si disputerà abbiamo parlato con chi le conosce bene: Paolo Poggi, non...

di Alessandro Salvatico

Domenica pomeriggio, lo stadio Friuli ospiterà l’Udinese ed il Torino, due squadre con diversi obiettivi e diversi stati di forma, provenienti entrambe da un impegno infrasettimanale che ha significato 120 minuti di fatica. Della partita che si disputerà abbiamo parlato con chi le conosce bene: Paolo Poggi, non più “Paolino” oggi che a 37 anni fa ancora gol (ben 4 nelle prime 5 gare di campionato) in Prima Divisione, l’ex-Serie C1, nella sua Venezia.

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Paolo Poggi, che squadre sono l’Udinese ed il Torino che si affronteranno domenica?
L’Udinese conferma di essere una buona squadra; aveva un bell’impianto già la stagione passata. No, non stupisce. Dell’allenatore si parla poco ma chi me ne riferisce lo fa in ottimi termini. Il Toro non l’ho ancora visto giocare, quest’anno, però purtroppo vedo che da anni è destinato a fare campionati in sofferenza, con un colpo di coda nel finale, per fortuna.

Il Torino in cui giocò non ha praticamente nulla in comune con l’attuale.
E’ un altro Torino, ma è un altro calcio. E’ davvero cambiato tutto. Prima era più facile gestire una società; adesso, o i presidenti sono molto forti, o diventa dura.

Il club friulano, invece, non è cambiato molto.
L’Udinese è da 15 anni che ha una sua impostazione, e si mantiene un modello unico nel panorama calcistico italiano. Sul mercato non sbagliano quasi nulla, specialmente con gli stranieri. Grosso modo, la struttura è la stessa di quando ci giocavo io.

A Udine lei fu protagonista di un “rivoluzionario” tridente: a Torino si discute di quello attuato da De Biasi. Schierarlo richiede troppi sacrifici, come ritengono alcuni?
No, non richiede sacrifici, ma molta disponibilità ad imparare qualcosa che ad un giocatore sembra strano ma che non lo è per niente. E poi, assicuro che qualsiasi schema può funzionare se tutti corrono: allora, puoi giocare anche con quattro attaccanti.

Che partita sarà, quella del Friuli?
Domenica ha il Toro ha patito una brutta sconfitta, penso che a Udine sarebbe una cosa estremamente salutare fare una buona prestazione, dopo una batosta come l’ultima. I giocatori ci sono, l’allenatore conosce bene l’ambiente e sa le cose giuste da fare. Non so che partita sarà; certo non sarà facile, per i granata. Posso dire che potrà prevalere chi avrà saputo recuperare meglio le forze dall’impegno di Coppa, chi avrà fatto rifiatare più uomini.

La carriera di Poggi intanto continua, e con ottimi risultati.
Sì, non posso lamentarmi. Gioco a casa, e questo rende tutto molto più facile. Siamo un bel gruppo; quest’estate ci sono stati alcuni problemi societari, ma siamo rimasti uniti.


Chiudiamo comunicando ai lettori che domenica, dopo Udinese-Torino, Paolo Poggi interverrà in collegamento in diretta nella trasmissione Tutto Toro News, in onda alle 21 su Rete7, insieme a numerosi altri ospiti.

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